Vedo l’auto che corre lungo i pendii della collina, e so perfettamente chi c’è dentro. Ma non mi impensierisco, questa boscaglia è il mio regno, non riusciranno a trovarmi, qui. Forse in città potrebbero preparare una trappola che sia capace di contenermi, ma tra questi alberi io sono invincibile. Almeno, lo sono fino a che resto in questo stato.
In città circolano voci. Si sussurra che ci siano persone alla ricerca di un lupo mannaro, che viene considerato l’autore della lunga fila di delitti che hanno insanguinato queste montagne. I frutti della mia caccia. Secondo alcuni, i licantropi sono uomini al rovescio. Uomini completamente glabri che conservano la peluria all’interno del corpo, per poi cacciarla fuori nelle notti di luna piena. Questo mi protegge: agli occhi di tutti io sono un uomo normale, con la peluria nei posti giusti. Se continuano a cercare una pelle d’uovo io posso stare tranquillo.
Però devo trovare il modo di smaltire questa tensione, tutto questo clamore mi fa sentire braccato.
Non preoccuparti.
Non parlarmi così, so io quando devo preoccuparmi.
Senti come sono rigide le gambe, c’è bisogno di una corsa.
Sì. Vuoi prendere tu il controllo?
Sì.
Mi piace lasciar fare a lui, quando si tratta di certe cose. L’energia che sento scorrere dentro, non riesco proprio a capire dove vada a pescarla. Ma è forte. Mi piace la staffilata del vento sul viso, nelle folli corse a schivare gli alberi, quando sono così sicuro di non poter cadere e che niente al mondo possa farmi del male, o ferirmi. Quando lui si fa avanti, io posso sedermi tranquillo in un angolo e restare a guardare; e mi piace.
Lo so, che ti piace.
Sì, e piace anche a te.
Sì.
Lui è bravissimo a scovare le prede, sia che si tratti di un coniglio o di un uomo (oppure una donna!), è formidabile nel braccare. Ha un suo modo di muoversi, come se eseguisse una danza antica e sensuale. La preda non ha mai sentore di niente, lui è un maestro nel braccare.
Ogni sensazione si moltiplica, quando lui prende il controllo.
Nella notte c’è una luce che altri non vedono, ma noi, sì.
Sì.
L’aria vibra di energia latente, pronta ad esplodere; il respiro si assottiglia ma per contro si fa più profondo. Una sensazione difficile da spiegare.
Non hai niente da spiegare, devi soltanto sentire.
Sì.
E poi parte la caccia. Gli odori sono una traccia, fili sottili che a seguirli portano senza errore dove c’è il sangue. E’ tutto qui, è questo il senso di ogni cosa: il sangue.
E’ strano non provare orrore, quando il sangue irrompe dappertutto, schizzando dagli squarci che lui apre nel corpo della preda. Ma prima, c’è il momento nel quale la preda sente che qualcosa non va e voltandosi, scopre che gli siamo alle spalle.
Noi.
Sì.
Ha un suo profumo, il terrore. Un aroma inebriante, nel quale la preda sembra distillare l’intera consapevolezza della morte imminente. E sente il proprio odore, sente l’impatto con la paura, come una lama che gli penetra nel corpo, prima ancora delle unghie e dei denti. E nel momento in cui spalanca gli occhi, guardandoci e capendo cosa sta per accadere, lui è lesto a balzare avanti, per impedirgli di gridare.
E poi inizia.
Sì.
Sì.

Paura!
Non hai filato neanche una parola del mio post… hai ancora in testa il Plum?! Ahahah… sei adorabile Max…
… ehm … si, si… pauraaaa!
Con sottofondo musicale, poi… brrrrr!
Max … onwriting … x1095! ;o)
No bravo. Di più :o*
… pronti, attenti…. :oD
auuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu
Disagio, Max. Non chiedermi perchè.
Un abbraccio.
Grazie per essere passato dal mio blog.
no dai…in fondo non mordo!
ti lancio una bombola di ossigeno!
mi raccomando eh, al volo! prendila!!!!!!
sia per la lettura da me che per la corsettina! ;-D
ti chiamavano legione a te? eheheh
son magiche le notti di luna piena… quando i raggi deboli rimbalzano sul selciato
il bosco respira più forte
e si intravedono le anime ribelli
bellissimo racconto, mi piace l’atmosfera mistica
-ci son cascata eh, tu e quel localizzatore!!! 🙁 –
😉
ciao
Fra
Non ho letto poichè ho un mal di testa terribile e sinceramente non ho tanta voglia.
Comunque ti ricordo, mente labile, che tu mi devi ancora qualcosa…
magia pura, e anche un certo brivido…
ti si legge voracemente
sempre grande, Max
un forte abbraccio
L.
Splendido racconto, avvince il lettore. Molto bravo davvero. Un abbraccio, Manuela
Torno domani, so’ troppo stanca! Grazie per il commento…e che natale sia!
Non vorrei incontrarlo sul mio cammino…..più che altro perchè non mi ha mai vista veramente inferocita……non gli converrebbe!
La Luna non teme i Lupi e l’istinto che li guida… Sarà per questo che questo tuo racconto è per me tremendamente traboccante di vitalità e non di terrore? 🙂
Bellissimo post.
Ricambio i complimenti !
Un sorriso
Tutte le volte mi dimentico di dirtelo… belle le foto nello sfondo… anni uniti in pachword :o)
“… alla moglie Hélène portò in dono una tunica di seta che ella, per pudore, non indossò mai. Se la tenevi tra le dita, era come stringere il niente.”
L’ho letto… avidamente… grazie per avermelo fatto scoprire, probabilmente se non fosse stato per te ora sarebbe anche nella libreria “non letto” ingiustamente.
Serena notte Max.