Metropolis

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Metropolis è l’unico film che ho in comune con Hitler. Nel senso che a lui piaceva a bestia, era uno dei suoi film preferiti, ed è così anche per me. Mi crea del disagio questo fatto, ho una sensazione di vaga inquietudine quando ci penso. Ma credo che non ci sia niente di strano: è tutto un grande giro, qui, una infinita contaminazione e successione di eventi. In fondo, abbiamo filmati che mostrano Hitler a passeggio per le vie di Parigi o mentre contempla la Gioconda. Vivendo emozioni diverse, suppongo, ma l’ho fatto anche io.
E’ una immensa mescolanza; ogni cosa in questo Universo si compenetra, ogni elemento prima o poi si fonde in qualcos’altro. Gli atomi che ci compongono, in un tempo remoto facevano parte delle stelle, e nel corso di anni senza fine chissà in quante forme diverse si sono assemblati, mescolati, dispersi e aggregati di nuovo. Pare addirittura che ad ogni inspirazione noi inaliamo qualche migliaio di molecole di quello che fu il corpo di Cristo, lo sapevate? Straordinario. Credo anche qualche migliaio di molecole del corpo di Gengis Khan, allora.
E Giulio Cesare; Michelangelo.
Ma sto divagando.
Metropolis viene prodotto nel 1926, per la regia di Fritz Lang, ed è ambientato nel 2026… che cazzo, mica ci siamo ancora arrivati!
In questa città del futuro gli uomini sono divisi in due classi distinte: i privilegiati e gli operai. I primi vivono in una città straordinaria, di futuribile bellezza; i secondi consumano vite miserabili nei sotterranei della città, incatenati alle macchine che producono energia.
Il capoccia della città è Fredersen, è lui a possedere le macchine che producono l’energia, ed ha un figlio che si chiama Freder. Costui nelle prime scene ci viene presentato come un bamboccio bischeraccio che spende il proprio tempo a sollazzarsi nei giardini stile Eden della città in compagnia di devote aspiranti concubine, per poi svegliarsi alla realtà quando incontra Maria, anima nobile che infonde speranza nella vita degli operai profetizzando, in comizi dall’aria vagamente religiosa, il prossimo avvento del Mediatore. Freder assiste ad una di queste riunioni e rimane fulminato alla vista delle condizioni miserevoli degli operai. Le parole di Maria (il nome non è scelto a caso) gli aprono il cuore e in un lampo si vede nella veste del Mediatore. Ma Fredersen incarica lo scienziato pazzo di rapire Maria e di farne un duplicato, di cui disporre per esercitare un controllo sugli operai. Il clone Di Maria, dopo aver imperversato nei locali notturni della città, sollevando le violente bramosie dei Dandy che li frequentano, si reca nei sotterranei ad istigare alla rivoluzione gli operai seguendo le istruzioni dello scienziato, pazzo davvero, che vuole vendicarsi di un torto subito da Fredersen.
Gli operai perdono la zucca e invadono la città di superficie, dopo aver sabotato il generatore. Ma l’esplosione del generatore causa l’allagamento della loro città sotterranea, dove sono rimasti i bambini. Già, i bambini. Non c’è mai nessuno che pensa ai bambini, prima di fare qualche immensa cazzata?
Be’, state tranquilli: la faccio corta. I bambini vengono salvati, la falsa Maria arrostita per bene su una bella catasta di legna calda e Freder conquista il ruolo di Mediatore, insieme al cuore della vera Maria.
Questa idea del cuore che fa da Mediatore tra braccia e cervello, tematica centrale del film, appare oggi un po’ ingenua. Ma solo perché siamo diventati un tantino cinici, tutti quanti. Sarebbe bello avere un Mediatore, di questi tempi, a mettere un tot di dolcezza nei rapporti con il Potere. Il problema è che noi esseri umani i mediatori usualmente li uccidiamo. Adesso forse ci pensano un pochetto, prima di saltar fuori.
Ma sto divagando.
Io Metropolis l’ho visto nella versione curata da Giorgio Moroder, con colonna sonora Rock.
Uno dei brani è questo "Love Kill", di Freddie Mercury, che potete ascoltare con un click sul player.
La scena che ha per sottofondo questa musica è strepitosa: si vede il clone di Maria, estremamente sensuale, che nel bordello di  Yoshiwara scatena le furie omicide di uomini in preda alla lussuria.
Ho sempre trovato affascinante la clonazione di Maria: sentimenti nobili e aspirazioni di uguaglianza vengono trasformati e utilizzati per ottenere un controllo sulla popolazione.
Non è forse quello che accade tutti i giorni?

14 thoughts on “Metropolis”

  1. Come prima cosa voglia dirti:”Bentornato tra le tue righe” :o) … per quel che riguarda il post credo che lo commenterò a round.
    Quello che, questa sera, mi ha particolarmente colpito é quella “mescolanza” di cui parli … e che, in un certo senso, si rifà a quel disegnino la cui spiegazione é ancora in sospeso tra le mie pagine. C’é davvero da pensare, vero, sul fatto che con un semplice respiro ci si possa “nutrire” di tanto! … parlerei ore ed ore di questo argomento ma credo che la mia stanchezza questa sera sia più forte di qualsiasi cosa.
    Certo mi é venuto in mente anche un altro paragone a riguardo … con il post sottostante … quel perdere di qualcuno e trovare … quello scambio … Si. Un immensa mescolanza. Immensa e, per me, bellissima :o)
    Un bacio grande

  2. Caro Max per prima cosa vorrei tranquillizzarti: non è infatti stabilito da nessuna parte che un Hitler, uno Stalin ( un Nerone? ) o un Bush non possano commuoversi davanti a un’opera d’arte, quadro, libro o film che sia. D’altro canto essere sentimentali non significa necessariamente essere buoni, e naturalmente vale anche l’inverso. Il film di Lang è uno dei grandi classici della cinematografia mondiale, ed è doppiamente giusta la tua osservazione sul cinismo cui al giorno d’oggi siamo approdati. Un bacio!

  3. Bello, bello… mi hai scatenato una miriade di riflessioni e di ricordi: da “1984” di Orwell a “The lord of the Flies” di Golding.
    Comunque, non ho mai visto “Metropolis” e dovrò rimediare a questa carenza culturale.

    Ciao, carissimo, hasta luego!!
    Anna 🙂

  4. Ciao carissimo Max!!!
    E’ un vero piacere rileggerti, veramente tanto piacere.
    Pensa che in questi giorni di ritorno su Splinder (ma ho anche un blog su Alice) stavo riordinando i miei links e mancava il tuo.
    Mi hai anticipato.
    GRAZIE!!!
    Ti linko prontamente!!

  5. bello il nuovo template!!! bacilli quasi fuori combattimento, ma navigo a vista nel guano per le sovrapposizioni selvagge di impegni. Prima o poi ce la farò a commentare! intanto lascio qui un grande bacio per te :-)))

  6. Già… succede tutti i giorni.
    La storia è un continuo ripetersi e pretende sempre il suo agnello sacrificale… che di volta in volta si chiama giustizia, libertà, felicità, dolcezza…. o semplicemente amore fra popoli.
    Ma i mediatori…. per fortuna, non soccombono sempre.
    Un bacio

  7. ma se me le lapidi l’ho fregate da te,… e non solo… si è uno scherzo è una richiesta di epitaffio antemortem… se vuoi anche tu aggiungere un commiato hahah
    se hai altre dritte di siti sono tutta orecchie…

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