I fratelli Ferraiolo

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…quando entrava in scena il Diavolo, oppure la Morte, l’intera platea si animava di voci sussurrate, esclamazioni di meraviglia soffocata, commenti timorosi soffiati verso la mamma che sedeva accanto, all’amico. Perché il Diavolo era brutto e cattivo, col suo ghigno feroce e l’abito rosso, e la Morte era anche peggio, nera, gelida e maligna; sembrava invincibile. Ma anche la Morte alla fine veniva presa a randellate da Pulcinella, se non ricordo male; oggi mi sembra impossibile che la Morte possa essere presa a randellate impunemente. Però veniva sconfitta, come minimo; non uccisa ma comunque allontanata. Per un po’.
E poi c’erano i Gendarmi, i Cicisbei, i Padroni cattivi e le Donzelle delle quali innamorarsi, per le quali si compivano follie che finivano sempre nelle immancabili randellate, sonore, estremamente credibili e divertenti.
Una platea di bambini, una commedia di burattini.
Il burattino si indossa “a guanto”; è animato da una volontà interiore che lo guida. Si infilano tre dita della mano, una nella testa e due per le braccia.
Il burattino viene manovrato di sotto.
Sarà la forza espressiva della mano che lo muove, questa concreta anima interna, mutevole, dinamica, a renderlo così eloquente e credibile. O forse la presenza del burattinaio, nascosto sotto il palco, l’ombra e l’auspicio di un destino ineluttabile; il Signore di una pantomima comica e triste.
Ero un bambino, la prima volta che vidi una commedia dei fratelli Ferraiolo. Non ricordo la trama e neanche la storia, e me ne dispiace; nel guardare lo spettacolo di oggi trovo tante differenze, ma non saprei descriverle. Ero un bambino, e ho detto tutto.
Più semplice, con gli occhi luminosi; possedevo una felicità che abbracciava anche la Morte.
Ricordo invece la magia della sera che scendeva, sul finire dello spettacolo. La luce nel cielo che calava a blocchi. Come se una mano invisibile girasse un reostato cosmico, potevi vedere il colore del cielo che improvvisamente si incupiva; tu aspettavi un po’, e la luce calava ancora. La notte si avvicinava un pezzo alla volta.
I faretti puntati contro il palco erano già accesi, e Pulcinella brillava di propri colori, mentre la forza interna lo guidava verso l’epilogo della commedia.
Forse li avete visti anche voi i fratelli Ferraiolo, nella vostra città.
E forse li avete visti nelle stesse mie estati di bambino.

11 thoughts on “I fratelli Ferraiolo”

  1. .. ecco.. a dirla tutta.. i burattini mi mettono una tristezza esagerata, una malinconia di felicità, come se volessero a tutti i costi che io sorridessi e io non riesco e questo mi rende ancora più triste.. Come con i clown, la loro tristezza è visibile anche dalla mascherad i sorrisi che ostentano…

  2. Lo sai che mi hai regalato una ventata di bellissimi ricordi? :o)
    Era tutto intenso, magico e stranamente comprensibile allora … come se Pulcinella fosse reale quanto il cielo … come se il cielo fosse dentro e non più fuori.
    Grazie :o) … uno sprazzo di occhi luminosi.
    Un bacio

  3. che meraviglia questo post!
    si, ho conosciuto la magia dei burattini da piccola: mi ci portava il nonno in piazza Maggiore, a Bologna, decisamente scenografica già di per sé. Poi da grande ho apprezzato le marionette dei fratelli Colla, in un piccolo gioiello settecentesco: un minuscolo teatro milanese che pare una bomboniera; mi sono divertita come allora, perchè la mia bambina è viva e vegeta e ogni tanto bisogna che la faccia divertire, come l’altra sera, quando ho visto Shrek 2. Che vuoi farci? CI piacciono ancora le fiabe…siamo fortunati: tutti e tre! 🙂

  4. ricordo di aver visto rappresentazioni di burrattini le trame semplici e la gioia collettiva per lo scampato pericolo del personaggio partecipazione, questa è magia gioire insieme e spaventarsi dividendo ogni attimo fino all fine bello magico.Ciao antonio

  5. I fratelli Ferraiolo sono un mito. Ogni tanto, li incontro ancora sulla mia strada. E, sempre, mi fermo a guardare, con gli stessi occhi stupiti ed un sorriso scemo stampato sulla faccia.

  6. siete grandiosi per me no perchè son grande ma ai piccoli si, siete i migliori burattinai che ci siano e vi stimo tanto.

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