
…questa notte ho sentito crescere la speranza.
Ho pensato che non era possibile sentire tutta quella speranza mentre stavo seduto sulla tazza del cesso; lo vedevo inopportuno e imbarazzante. E’ vero, la funzione principale era stata compiuta, ma io avevo appena strappato dal rotolo un buon mezzometro di candida carta, e c’erano alcune sottofunzioni ancora da assolvere. Insomma, cazzo, un po’ di decenza.
In quel momento pensavo che la carta igienica profumata è una trovata infelice; quel profumo aveva un indizio di ammuffito e di nauseabondo, come tutti i profumi che impregnano la carta igienica, come un mazzo di fiori appassito. La cosa si sarebbe risolta da sola, comunque, con la sottofunzione del lavaggio post.
Archiviato il promemoria mentale di comprare in futuro carta igienica rigorosamente neutra, stavo ripiegando il pezzo che tenevo in mano nella mia forma preferita, una specie di origami intimo, quando la speranza ha iniziato a montare.
Non so come venite aggrediti dalla speranza, voi. A me sale partendo dai piedi, un flusso violento come di mare che irrompe nel corpo e cresce veloce. Quando questo accade, la cosa che sempre mi impressiona è che l’evento è privo di una corrispondenza termica; un mare freddo, un mare caldo. No.
Non è neanche una vibrazione; è piuttosto come sentire l’anima in ologramma. Una rete neurale che si elettrizza progressivamente.
Tutto sommato è una sensazione esaltante. Man mano che la speranza ti riempie, ti senti capace di fare qualsiasi cosa. Il cuore pompa vigoroso, il sangue scorre veloce trasportando qualche chilo di endorfine, o quel cazzo che sono. Adrenalina come piovesse.
Tutto sommato è anche una sensazione spaventosa. Senti che la coscienza può espandersi a inglobare dimensioni dell’Universo che non conosci, che forse non sei pronto a conoscere.
Pensi che a lasciarsi prendere c’è il rischio di giungere a spiegarsi qualcosa; e in fondo tu non vuoi sapere. Avverti l’esistenza di altre dimensioni, nascoste nelle pieghe dello spazio e del tempo, una specie di origami cosmico, dimensioni nascoste anche dentro di te; qualcosa che forse è meglio lasciare dove sta. In definitiva non sai che cosa puoi trovarci, là dentro; sono porte chiuse da sempre, quelle, che ci passi davanti e ormai neanche le vedi. Nel momento in cui puoi afferrare la chiave per accedere a quegli spazi, ti capita che te la fai sotto. Puoi trovarci tanta luce, oppure un infinito di buio. Magari ci abita qualcuno. Non scherziamo, per favore.
Vieni preso dal timore di affrontare il lato oscuro di te stesso, io credo. E’ quello che succede a me, comunque. La paura di arrivare a vederci chiaro sovrasta la paura di vivere una vita con gli occhi bendati e i guantoni da boxe. Tra morire, dormire o sognare, ho sempre preferito sognare, senza dormire. L’ho sempre affrontata così, questa cosa, da cacasotto.
Forse sarà che mi sembra di impazzire, in quei momenti; c’è questo flusso di energia anomala che senti salire prepotente lungo le gambe, tanto forte che senz’altro può farti scoppiare la testa, se lo lasci avanzare. Così, all’altezza dello stomaco, lo blocchi. Basta un movimento, per bloccarlo. Un solo movimento per dimostrare che non accetti, e tutto si ferma.
Poi fai un bel respiro e inizi a vivere il senso del rimpianto. C’era qualcosa di grande che avevi a portata di mano, e l’hai lasciato svanire. Forse non tornerà, che dici. Forse si scogliona ad essere bloccato ogni volta all’altezza dello stomaco.
E tu stai lì, seduto col tuo pezzo di carta da asciugo in mano, e ti senti un po’ coglione.

no, scomodo no. c’erano i letti grandi e un bel parco verde. proprio lì sul confine. c’era una terrazza panoramica e poco rumore e il cielo.
A me vien da ridere e sono contento, senza un perché, mi monta una gran voglia di far qualcosa, fosse anche solo andare in giro con un sorriso stampato in faccia a testimoniare che la vita è bella, a volte.
Quello che mi lascia l’amaro in bocca è che questa sensazione va e viene come gli pare a lei, l’ospiterei volentieri più spesso.
… se proprio devi bendarti gli occhi fallo con la seta. E piacevole quanto basta ma ti fa anche venir voglia di guardare il mondo con gli occhi spalancati.
… adrenalina come se piovesse. Me ne presti un pò? Ultimamente la mia gioca a nascondino, non si fa mai trovare!
Ti lascio un bacio…
🙂
Coglione no, forse solo oggettivo.
Mica c’è poi così tanto da sperare.
Prova la prossima che stai sul cesso o sul tram o a intingere la brioche nel cappuccino e la speranza sta lì a montarti e a sconvolgerti… prova a montarla tu, a ridurla a dimensioni più decenti.
Che dici di solo qualche grammo di endorfine, di un’ondina piuttosto che d’irrompere di mare?
Sai quelle peranze lì con esse maiusole appartengono alle Giovanna d’Arco, ai santi, agli eroi. Gente che alla fine è più sfigata di noi.
Insomma ‘na tacchetta di speranza, unita a una tacca mezza di fantasia o d’illusione male non fa, aiuta a digerire il male di vivere e, se ci dice bene, ci scappa pure un sorriso.
Ti sorrido.
Maria
… ma alla fine sta carta l’hai usata vero?…
Arabias
Max… Per il ritratto posso tenere la tua disponibilità in un cassettino della memoria? Magari un giorno busserò alla tua porta, curiosa 😉
Grazie, comunque.
[cris]
intenso qs post…inizia un nuovo viaggio dai!!
bettyb
Ciao max, ero un PO’ curiosa e sono venuta a leggere questo elogio della meditazione sulle funzioni del fisico(oddio sembra quasi il discorso di un politico a me molto “simpatico”). Prometto di venire di nuovo a leggerti, ciao da spinacina
sdrammatizzazione e autoironia a gogo…:-) bel post. Io ci proverei a non bloccare il flusso all’altezza dello stomaco. Vediamo che succede 🙂
..non lasciare che la speranza ti abbandoni..
..ma com’è che sembra che TUTTI abbiano capito a cosa tu ti stia riferendo e cosa era quella COSA che hai bloccato… TUTTI TUTTI tranne ME??
:-/
L.H.
Sei fortunato, se vieni aggredito dalla speranza quando stai sul wc… sai che significa esserne aggrediti nel bel mezzo di una cena con un uomo fantastico?
Stardust… non l’ho mai provata questa cosa che mi descrivi… sinceramente, spero di non provarla mai… scusa, sai… credo di avere altri gusti. :0)
Ehehehe… lo spero…lo spero davvero per te… vabbè dai, se vuoi puoi esserne assalito mentre sei a cena con una donna spettacolare…preferisci? 😉
il mio lato oscuro funziona in maniera differente.
Devo dire…
la speranza è solo un respiro trattenuto, nulla di termico…ma passa subito…
si puo’ sentire la speranza in qualunque posto.anche sulla tazza del wc …….. un posto vale l’altro in fondo che importanza ha………… e poi i rimpianti quelli sarebbe meglio evitarli e guardare avanti … quanto piu’ lontano e in bello possibile…….. scritto in maniera bella e molto simpatica questo post sei proprio bravo 😉 un bacione
hai semplicemente sintetizzato le mie sensazioni dell’ultimo periodo 🙂
Tornata, a pezzi ma tornata.
Letto, come leggo sempre, ma sono talmente svuotata da non poter commentare.
(Ci sono più tramonti che albe, altrochè..)
Un breve volo in un cielo sconosciuto.
A volte basta un istante per percepire cosa si nasconde dietro a quelle porte … ed un istante per sentirne i colori …
Difficile riconoscerli come tuoi … unici … luminosi.
Non si é abituati a volare così.
Un breve inaspettato istante che arriva … “guardami” , ti chiede, “… e continua a volare”.
Un bacio
Caro Max il tempo è un tiranno , ma c’è nè sempre abbastanza per fare danni e per acquistare biglietti di sola andata ma rigorosamente di prima classe sennò che viaggio è?
buondì…
e grazie:*
Già…India!
Incredible India!
🙂
peccato tagliare le ali a tanta energia solare…
nina
non so se apparirà…mi è scappato un commento scritto in modo ridocolo. Comunque volevo dire che è un peccato che questa tua energia positiva rimanga anche solo in parte intrappolata
nina
Oggi ho ritrovato queste parole nelle quali credo profondamente, e vorrei “espanderle”:
“Si ha paura di mille cose, dei dolori, dei giudizi, del proprio cuore, del risveglio, della solitudine, del freddo, della pazzia, della morte … specie di questa, della morte.
Ma tutto ciò é maschera e travestimento.
In realtà c’é una cosa sola della quale si ha paura: del lasciarsi cadere, del passo incerto, del breve passo sopra tutte le assicurazioni esistenti.
E chi una volta sola si é donato, chi una volta sola si é affidato alla sorte, questi é Libero.
Egli non obbedisce più alla legge terrena, é caduto nello spazio universale e partecipa alla ridda delle stelle.”
Un forte abbraccio
Non mi è molto chiaro… vai al di la del tangibile e dell’oscuro ma poi blocchi la speranza?
La speranza o lo smarrimento che precede e segue la speranza?
Cosa si blocca all’altezza dello stomaco?
e poi…. bloccare il flusso si può? Come nn farsi invadere completamente per poi crogiolarsi nel rimpianto di ciò che è, magari voluto, ma sfumato?
Molti dubbi, molte domande……. una “provocazione”
Un testo molto profondo a mio avviso, non mi soffermerò molto sul contenuto perché lo vedo molto intimo.
Speranza e paura camminano a braccetto la risposta più semplice per entrambe è la natura umana. Ivan Karamazov dice: “La psiche umana è troppo bassa, quanto vorrei poterla restringere”. Gli uomini sono capaci di sorprendere non solo il loro prossimo, ma anche se stessi.
Non c’è speranza senza paura, e paura senza speranza. Papa Giovanni Paolo II
La paura. Insinua dubbi, frena, a volte attanaglia e impedisce la vita.
Per vincerla bisogna lottare, affrontare ogni evento dell’esistenza attivamente, senza fermarsi.
Questo è il coraggio. Leggo in precedenza qualcuno che dice “io proverei a non bloccare quel flusso” da non sottovalutare…Ma al di là di queste riflessioni personali mi volevo complimentare per la maturità dei tuoi ultimi scritti.
La sensazione che provo io è come se mi scoppiasse una bolla in mezzo al petto e un liquido caldo iniziasse a diffondersi. Poi passano due minuti e mi sento un pò cogliona! 🙂
Bel post. davvero.
La contrepassione.
Il criminale non perde la testa; suo cervello preside la ceremonia ” La passione della violenza non è una frenesia che farebbe perdere coscienza, ne uno di questi rapimenti trasportando l’uomo in un altrove dove lui non sa piu dove chi è lui….Lì, lui sa molto bene quello che fa…E una Passione di questo mondo,un ecitazione incandescente che afferra il corpo, l’anima e la coscienza , del esistenze. Lui cresce a partire del suo centro e si stende di più in più ampiamento. Lui conquista uno nuovo terreno, quello della libertà assoluto”.
Questa qui significa la libertà rispetto alla morte.
la morte è la violenza assoluta, la forza pura che provoca un piacere ineffabile:la salita in se della vita che si strappa all’altro. Nelle loro multiplicazione, le vittime perdono loro identità e non sono piu che carne vivente dove il sangue si trasfuse nel corpo del uccisore: vittoria su gli altri, vittoria su se stesso.
L’altra grande figura della crudeltà è presentata da Georges Bataille: ” E in me la coscienza all’opposto del sangue freddo delirante che chiama il nome d’Erzsébet Bathory che si ordonnano queste phrase disperate. Non si agisce del rimorso , non si agisce neanche, come ne fu nel lo spirito di Sade, della tempesta del desiderio.Si agisce di aprire la coscienza alla rappresentazione di quello che l’uomo è veramente.Davanti questa rappresentazione ,il christianismo si è derobato.Nel loro insieme senza dubbio gli uomini devono per sempre derobarsi , ma la coscienza umana- nel orgoglio e l’umilità , con passione, ma nel tremore – deve aprirsi all’orrore al culmino.”
Jean Didier Vincent
NessUno
Non mi spiace affatto l’opinione che hai espresso sul mio blog. Anzi mi fa molto piacere perchè è esattamente l’effetto che vorrei trasmettere.
PS Mi voterai?
Ci sono due posti dove si elucubra di più e si arriva perfino a risolvere problemi complicati. Uno è quello che hai detto, l’altro è quando si guida.
Ma che nascesse la speranza così, ancora non ne avevo sentito dire. Mi ha fatto sorridere.
Leggendo (è un’intepretazione) pare che la speranza si blocchi di fronte alla paura dell’immenso di cui parli qualche riga più su.
La speranza ti apre così tante porte, ognuna con una potenzialità, che tu non sai quale prendere, come a voler sapere prima cosa c’è dietro.
Provarle tutte?
A parte questo, è stato bello leggerti,
baci.
Pavese ha detto quello meglio che non saprei dirlo:” iI dolore è per niente uno privilegio, uno segno di nobilità, un ricordo di Dio. Il dolore è una cosa bestiale e feroce, banale e gratuito, naturale come l’aria. E impalpabile, scappa ad ogni presa e lotta: lei vive nel tempo, è la stessa cosa che il tempo; se ha dei sobbalzi e de gli urli, e soltanto per lasciare meglio senza difesa quello che soffre, duranti gli instanti che seguirano, durante i lunghi momenti dove si saporre di nuovo la tortura passato e dove è la seguente.Questi sobbalzi non sono il proprio dolore detto, ci sono degli instanti di vitalità inventati da i nervi per fare sentire la durata del vero dolore, la durata fastidiosa , esasperante, infinita del tempo- dolore. Quello che soffre è sempre in uno stato di attesa – attesa del sobbalzo , e attesa del nuovo sobbalzo.Il momento viene dove si crida senza necessità, infine di rompere il corso del tempo, infine di sentire che arriva qualcosa, che la durata eternella del dolore bestiale si è un instante interroto- anche se è per intensificare .Delle volte, ci viene lil sospetto che la morte – l’inferno consistera ancora nello scorrimento di un dolore senza sobbalzi, senza voce, senza instanti, tutto intero tempo, e tutta intera eternità, incessante come lo scorrimento del sangue in uno corpo che non potra più morire”.
Jean Didier Vincent
Un bacio e un abbraccio.
NessUno
Sono giorni un pò caotici questi …
Passerò con più calma a rileggere questo post…
Ma ci tenevo cmq a lasciarti un salutino…
Abbi pazienza… uff uff uff
Vabbè.. l’importante è che questa benedetta marea di speranza arrivi, e monti e salga, e si espanda.. Certo, la scelta dei tempi non è delle migliori.. ma.. la si può sopportare… Però adesso, invece di continuare a pensare alla speranza alla vita o all’origami cosmico, ti consiglio di alzarti prima che ti si addormentino le gambe 🙂
non sparisco no sono solo un po perplessa
come spessissimo accade, leggendo un tuo post mi ritrovo faccia a faccia con me stesso
ora mi spiego il tuo commento 🙂
stasera, “Fratres” di Arvo Part fa da colonna sonora, mi trovo in una dimensione che non saprei spiegare…
ci proverò in un prossimo post, facendolo ascoltare nel radioblog
grazie, come sempre
un forte abbraccio, notte Max
L.
🙂