
…mi sono un po’ perso, in questi giorni. La sensazione è quella di aver fatto un salto indietro, tornando a vivere emozioni che ho provato in un passato neanche troppo lontano. Mica una situazione piacevole. Come prima cosa ti si installa sullo stomaco un senso di vuoto che alla lunga innervosisce parecchio; che poi ti guardi intorno alla ricerca di qualcosa che lo giustifichi, ma non trovi niente. Poi cominci a pensare a cazzate assurde, tipo quanto sia inutile tutto quello che fai, e ti sembra che ogni cosa sia rimasta uguale, per quanti sforzi tu abbia fatto per migliorare la situazione.
In genere, in questi momenti io mi butto sul divano a divorare sigarette, con gli occhi al soffitto e la faccia da derelitto. Nel caso metto su anche una musica triste, così mi convinco meglio che sono una merda. A questo punto, di solito, la commiserazione per me stesso diventa anche uno spasso. C’è parecchio gusto nel sentirsi sconfitti dalla vita; io mi faccio tutto un film delle situazioni del cazzo che ho vissuto, quelle che credo mi abbiano segnato in negativo. Se non sono sufficientemente dolorose mi impegno a trovarci dentro qualcosa di parecchio tragico, e se non ce lo trovo me lo invento. E mi diverto, cazzo. Però dopo mi sento sfinito e non mi frega più un cazzo di niente. E’ un divertimento che svuota, quello.
E insomma, era da un po’ che non mi sentivo così.
Quando ha iniziato a salirmi il nervoso, un paio di giorni fa, ho pensato: Vai, cazzo, ci risiamo. Questa volta non mi sentivo pronto ad affrontare di nuovo tutta quella merda; mi sono sentito spiazzato, credevo davvero di aver fatto qualche passo avanti. E invece sembrava che si stesse preparando un altro bel giro di giostra.
C’è una forza, dentro di me, che ogni tanto gli gira e mi morde. Un leone che graffia, morde e sbrana quando cazzo gli pare; vai a spiegargli che non è il caso, che ha rotto i coglioni. Mica ti sta a sentire, lui, cazzo. Non ci vieni a patti, è un animale primitivo, non è disposto a ragionare. Avrà i suoi motivi, e forse mordermi è la sua maniera per spiegarmeli.
Comunque, lo sentivo che mi si muoveva dentro, non so se mi spiego, come se stesse preparandosi a dare una bella zampata. Si stiracchiava, il coglione, fletteva gli artigli per vedere che fossero ben affilati.
Bisogna muoversi in fretta, in questi casi.
Ho imparato, negli anni, che se esco a fare una passeggiata lo stronzo si tranquillizza un po’. Mi concede una pausa di riflessione, anche se lo sento scettico all’idea che io possa capirci qualcosa, dei suoi motivi. Comunque, mi butto per strada, è ovvio, che nel peggiore dei casi mi procuro un po’ di respiro. E’ notte, ma non me ne frega un cazzo, anzi, forse è meglio; al coglione piace andare a giro la notte. Di solito non sono molto sveglio, nel senso che difficilmente capisco al volo cosa cazzo mi succede. Ma stavolta mi sono fatto una bella pantomima rapida di pensieri in fila, e sono arrivato ad una conclusione. Niente di che, ma quel coglione di leone deve averci creduto, perché si è assopito buono buono.
Nella sostanza, l’idea che mi sono fatto è che mi girano parecchio le palle quando l’immagine che ho di me stesso deriva da quello che mi dicono gli altri. Pare strano, ma se qualcuno tesse le mie lodi mi riesce difficile credergli. Se invece mi sputano in faccia che sono un coglione, ci vedo subito una grande verità. E’ un difetto del cazzo. Mi toglie il sorriso.
Quando ho pensato questo, ho sentito il leone dentro di me che brontolava soddisfatto e si metteva subito a dormire. Se ci crede lui, io non ho voglia di dargli torto.
Dovrò starci attento, in futuro, a questa storia del cazzo. Mica voglio farmi mordere, non so se mi spiego. Nel caso, gli faccio mordere qualcun altro.
Sarà meglio.
…ah… scusate le parolacce.
E’ che sto leggendo Trainspotting, cazzo.

Ci vuole un minimo di equilibrio nn credi? Se qualcuno tesse le tue lodi nn necessariamente vuol dire che è li pronto a tagliarti le gambe… ma la cosa che proprio dovresti evitare (e scusa se uno questo tono da maestrina) è quella di non pensare che se qualcuno ti reputa un coglione tu lo sia per forza di cose. Non farti togliere il sorriso da chi ti spara addosso… non hai mai pensato che forse lo fa per invidia? Amati di più… vai oltre le parole che ti dicono gli altri (me compresa naturalmente) che siano positive o negative guardale con un lieve distacco…
Come vedi anche stanotte tardo a prendere sonno, quindi è colpa dell’insonnia se ti ho scritto questo piccolo delirio…
Buona notte Max…
P.S. Essì, Trainspotting ti ha leggermente colorato il linguaggio!
Buona giornata ^__-
sono sincera: troppe troppe parolacce, si.
Io lo chiamo il demone.
Se la luce ci viene dall’esterno, anziché dall’interiorità, ci potrà sempre venire oscurata, e noi, in quel buio improvviso, ci troveremo senza punti di riferimento e di appoggio.
Tutti dovremmo coltivare nella nostra interiorità una zona incontaminata e calma, dove poterci ritirare nel corso delle peggiori tempeste della vita… trovando in essa un rifugio, una fonte di serenità che non potrà esserci portata via dalle circostanze. Uno strato così profondo che non può essere toccato dai marosi della superficie.
Individuarlo nei momenti di calma per poterlo agevolmente ritrovare nei periodi di crisi.
“L’uomo dotato di una ricca interiorità é simile alla chiara, calda, allegra stanza preparata per il Natale in mezzo alla neve e al gelo della notte di dicembre”.Schopenhauer… … … ecchecccazzo! ;o) :ob
Bacio.
Ognuno di noi ha delle reazioni diverse.
L’i mportante è appunto che le reazioni non ci facciano del male..
Io ho imparato a controllarle, so che puoi farcela anche tu 😉
p.s per te un momento lo trovo sempre 😉
mi è piaciuto molto questo post; le parolacce fanno parte di un certo tipo di stile e gli esperimenti sono necessari a trovare la propria strada. Quanto ai contenuti, commentarli prenderebbe troppo spazio, preferisco farlo in pvt.
Ci sono due spunti dei commenti letti che mi trovano d’accordo: l’invidia che spesso muove chi tenta di demolire il nostro ego e il fatto che quella belva sia un tuo demone…del resto lo sai già, come sai che adesso hai una spada affilata che in 5 minuti può farlo scappare a gambe levate e ogni volta che tornerà sarà più debole, finchè un bel giorno la spada gli taglierà per sempre la testa. Amen.
comunque, Max, … tovo in queste tue parole una parte di me. Lo sai. Una volta dicevo sempre che mi era più facile credere al male che al bene fatto nei miei confronti.
Ho fatto passi da gigante … anche se qualche volta quel leone ce la mette tutta per farmi fare qualche passo indietro.
Ma poi ci sono le cose che ho riconosciuto in me :o) … e lui si sbriciola …
Sicuro. Lo mangerai, quel leone! ;o)
Buona giornata
come ti capisco…e io ho pure che sono leone ascendente leone…
Ognuno ha i propri leoni da addormentare, solo che quando si risveglia il nostro, di quello degli altri ce ne frega poco, e sentirselo dire… vale meno ancora.. Ninna nanna, ninna oh… questo leone a chi lo do…..
Rispondo citandoti la mia esperienza : una volta vivevo solo del giudizio altrui , se mi lodavano ero felice se mi denigravano ero triste , poi ho capito una cosa , quello che gli altri mi dicono nel bene o nel male sono solo proiezioni di loro stessi , per cui ho imparato bene a conoscere gli altri e ad essere sempre e comunque quella che sono , non giudico piu’ , tanto lo fanno gli altri su se stessi e non mi tocca piu’ nulla di ciò che mi dicono
Un bacio
Talpina
I leoni che graffiano da dentro sono i più pericolosi.
Aprigli la gabbia [toracica] e falli uscire.
…amo chi mi viene sotto al naso e mi dice stronza…
Già…
…di fronte a quello specchio ci siamo noi…
Solo noi…
Il resto… mi fa compagnia…
mai vista una puntata ne di beautifull ne di un posto al sole
in verità guardo poco la tv ha due poteri su di me o mi fa incazzare o mi fa dormire
Baci amico mio
Talpina
a volte è così difficile, sai?… che dire? nulla credo…e forse è proprio il silenzio che può salvare. Alla fine siamo uniti da mille fili colorati…spesso bianchi o neri….a volte invisibili.
ti sorrido, certo….
Grazie… Un volo
Le due bestie affamate
Un eremita viene interrogato da un giovane neofita sul perché l’umanità riesca in alcuni casi ad essere tanto malvagia e in altri, invece, estremamente buona e generosa.
— Abitano in noi — risponde l’eremita — due bestie affamate: una feroce e l’altra mansueta.
— E quale delle due prevarrà in me Maestro?, domanda allora l’alunno incuriosito.
— Quella che da te verrà nutrita.
Beh questa storiella la dice lunga: Dentro di noi due dualità che convivono e vivono le stesse identiche cose, noi tiriamo fuori la bestia o l’angelo secondo i momenti e da ciò che stentiamo.
Vedi è troppo intimo questo post per essere commentato rischierei di dare consigli e non mi sembra il caso
Tu non ne hai bisogno perché hai tutte le risposte dentro te, oppure rischierei di riportati la mia esperienza con la bestia dentro me e di come l’ho uccisa perché andava azzittita ma è lungo e ti annoierei indi per cui ^_* (non ci far caso un po’ scema lo sono ^_^) lascio una carezza forse ne senti il calore e fai un sorriso…Cazzo!
Siamo molto simi, altro che no..
(Ma i nostri ruggiti sono più forti di quelli che sentiamo dentro, anche..)
C’è un bicchiere riempito per metà…
Adesso sta a noi decidere in quale maniera vederlo:
mezzo pieno…
oppure
mezzo vuoto…
Grazie del passaggio e …figurati se possa dispiacermi il fatto che tu non abbia avuto critiche da muovermi, anzi… 😀
Sai, mi ci ritrovo un pò, nel mio caso erano attacchi di panico, e posso affermare, che il fatto di uscire a me faceva un gran bene. Un pò alla volta sono riuscita a controllarli, il fatto ogni tanto di sentirmi una merda ..no.
E’ sempre un piacere leggerti …
grazie per la visita.
un saluto.
non ho le capacità per commentare a dovere questo tuo post, il perchè è semplice: mi somiglia troppo
mi ci rileggo parola per parola, e non è altro che l’ennesima conferma di una certa predisposizione ai momenti catartici (a braccetto con la sofferenza, s’intende…)
Evoca atmosfere urbane da film in bianco e nero
una sola parola in merito alla tua osservazione: grandissimo
sai che stavo per metterci una mia foto notturna del cruscotto della mia macchina, con le luci come bagliori in movimento?
ti abbraccio, fratello
L.
OT: ciao, hai lasciato un commento sul mio blog qualche giorno fa ma, complice Splinder che aveva fatto sparire i commenti, complice la mia pigrizia faccio un giro da queste parti solo adesso.. bello! e poi sei di Livorno, mi stai simpatico a prescindere. 😉
Baci,
Ila.
Capisco perfettamente perchè mi ritrovo nel tuo post come se mi avessi cucito un abito addosso che aderisce senza fare una piega…io non l’ho mai definito un leone…….forse non l’ho mai definito come se bastasse non degnarlo di un nome per poterlo disconoscere e rinnegare……ma tant’è…non serve a nulla…..la belva si presenta come e quando vuole con il suo sorriso beffardo, tronfio e consapevole del proprio potere……ogni tanto mi concede un po’ di respiro ma soltanto perchè non c’è gusto ad infierire su di un animo troppo devastato….sarebbe come sparare sulla croce rossa e alla belva da più soddisfazione sparare su qualcuno che si dimena, si ribella e tenta di reagire……
P.s.=le parolacce sono perfette, rendono meglio il senso del post….sarà che io ne dico una quantità indefinita:)
Come ti capisco………..io tanto sono tollerante nei confronti degli altri, quanto ipercritica nei miei. non mi perdono niente!!!! Quello nella foto sei tu?
…Perchè oscillo tra apertura e chiusura, Max.
[ in costante contrapposizione impulso/rigore]
Non ci sono passi indietro, in ciò che scrivo. Pesanti stasi, forse, non involuzioni. Quantomeno, io lotto perchè così sia.
Baciotto caro e buon week end 😉
non ho tempo per leggere il post ripasserò bacione
che cavoli…a volte si annodano, altri si spezzano….
un sorriso
dolcenotte
sololu
La cosa più facile e la più difficile al mondo è sapere chi siamo.
Possa la Vera Luce indicarti il giusto cammino.
Un Carissimo Saluto.
Benedicite parcite nobis.
Gnosis1
ma ci hai mai pensato o no?
La mia è una tigre.. e attenta costantemente. Difficile è tenerla a bada a volte… 🙂
Black
Noi siamo non perchè lo pensiamo/diciamo… ma siamo perchè gli altri ci attribuiscono una dimensione.
Mouli non aveva la sua dimensione di essere mouli, no?
Il fatto distinguente però è che gli altri hanno influenza su di noi nella misura in cui siamo noi a fornire le chiavi dell’influenza…..
Se al leone diciamo dormi.. forse dormirà. Ma solo se lo diciamo con la forza della consapevolezza!
Ciao Max, un bacio
ricordati che il leone non è dentro di te ma sei tu dentro di lui, in matematica l’ordine degli addendi non cambia il risultato vabbè, ma a livello filosofico capire il concetto è fondamentale!!!!!! ciao rossano.
il domatore rischia sempre di essere morso,non è l’anestesia la sua arma la frusta e lo sguardo fermo pensa prima di farmi mordere ti mordo io e non mollo,la bestia ti guarda e si rassegna sa’ che non puo’ farcela.Ciao Antonio