Saint Jean pied de port – Roncisvalle 27 chilometri
Ho traversato i Pirenei sotto una pioggia battente, ma non faceva freddo: ho usato la mantella impermeabile e sotto una maglietta a maniche corte. Le scarpe in goretex hanno fatto il loro dovere. Risulta indispensabile tenere i piedi asciutti, in ogni occasione.
Ti sarebbe piaciuto.
Mentre camminavo, pensavo che qui a Roncisvalle avrei trovato una postazione internet, e mi venivano in mente un sacco di cose da scrivere, ma adesso non ne ricordo neanche una, che strano. Forse per via della stanchezza.
Guardavo le nuvole che coprivano le cime delle montagne, ascoltavo il rumore della pioggia che cadeva attorno e sopra di me, e avevo pensieri che avrei dovuto fissare, in qualche modo. Ma intorno c’erano solo boschi e pioggia, di fermarsi e tirare fuori penna e quaderno, neanche a parlarne.
Ci penso, ma non riesco a ricordare niente. La stanchezza, senza dubbio. Come sapevo, questa tappa si posiziona tra le maggiormente dure, lungo il Cammino, e questa tastiera spagnola non mi aiuta per niente: cerco tasti che non trovo.
Vado a dormire presto, stanotte, in un rifugio stracolmo di pellegrini, in numero maggiore di quanto sperassi. Troppa gente, mi piace poco.
Staremo a vedere.
Per adesso, un saluto, dal Cammino di Santiago.

27 Km son tanti…sotto la pioggia poi… niente di strano che i pensieri evaporino.
Dovrebbero inventare un registratore dei pensieri…
Sapessi quante volte ho desiderato fermare in qualche modo pensieri profondi…chiarificatori…speciali….in momenti in cui era impossibile scrivere e quante volte li ho sentiti svanire nel momento in cui ho avuto la possibilità di scriverli…ma questo non è importante
Conta quello che provi e che ti resta dentro e che ti porterà verso la meta che cerchi.
Buon cammino
Vera
Un saluto a te pellegrino Max.
Sono sicuro che sulla strada non troverai solamente pioggia e freddo ma anche quel calore che ogni persona desidera sentire dentro e fuori di sè per apprezzare ciò che sta per apparire davanti ai propri occhi.
Attendo tue nuove.
Ciao Max, ero passata per il pellegrinaggio sulla tua musica.
La tua presenza sul blog significa di certo qualcosa ma quello che penso lo dirò, se vorrai, solo quando sarai tornato e potrai magari darmi torto.
Una sola cosa: a te piace scrivere e di sensazioni e emozioni. Ho letto di chi prendeva appunti con la voce.
E di voci ce ne sono tante su quel cammino, sono quelle voci che cerchi, no?
E piove e fa freddo anche qui, a Roma intendo 🙂
Ehi Pellegrino! Sono da poco tornato dal Cammino, ed è stata un’esperienza straordinaria! Vedrai non te ne pentirai!
Buon Cammino e Ultreya!
P.S. non puoi immaginare quanto ti invidio!!
già te lo dissi: certe situazioni, eventi, luoghi, sono irripetibili, la delusione è inevitabile. Avevo un piccolo paradiso nel Casentino, la mia Santiago; fu scoperto dalla massa e le ultime volte fuggii: niente era rimasto come allora. Preferisco non tornare, per conservarlo intatta almeno nella memoria. Forse un giorno ci andrò in pieno inverno, quando la neve abbondante tiene lontano i “barbari” e taglia i contatti col mondo: i monaci restano isolati lassù, protetti da una natura che per poche settimane rende il cammino abbastanza impervio da scoraggiare chi ci va perchè “fa tendenza”.
Forse allora ritroverò il posto che amavo e al quale sono legata da ricordi di un’infanzia felice e persone che ho amato, oggi scomparse, forse ne sarà rimasto solo qualche brandello, forse niente del tutto e allora fuggirò ancora per mai più ritornare, per conservare dentro di me quello che fu e non è più.
Ci sono luoghi, eventi e circostanze davvero irripetibili….
Che bello leggerti da là: ho ripercorso il cammino con la mente, quello che avevo cercato di organizzare, ma per quest’anno non s’è fatto nulla…sono con te!
un bacio.
m.
E’ che le cose da scrivere sono appiccicate alle sensazioni del momento, al respiro, alle immagini, al pensiero.
Quando poi si può, le sensazioni sono rimaste lì, la stanchezza è ciò che si sente e quelle cose, così preziose e belle, hanno trovato il loro posto nei nostri ricordi più intimi.
Continua il tuo cammino, pioggia o no, gente o no, con la consapevolezza che – vada come vada – l’esperienza è e sarà unica. Nel bene e nel male.
Ti aspetto.