La verità. Io non lo so dove si trova. Non c’è un angolo nel quale posso riporla, dentro di me. Tu che mi guardi non puoi capirla, la mia verità, che io stesso non so dove cercarla. Credi di interpretare i miei silenzi, le mie assenze e i ritorni, i miei pensieri; ma stai soltanto guardandoti attraverso me. La verità ha molte facce e molti sapori, si adatta alle persone come l’acqua dentro una bottiglia.
Sei qui a leggere queste righe, che mica sono vere. Sono bit proiettati su un monitor. Ma sono veri i tuoi pensieri. Arrivi qui che ti hanno appena raccontato una barzelletta e mi trovi gradevole e sorridi; ma se ti avessero lasciato sul ciglio di una strada al freddo umido delle lacrime che non sapevi di avere, come potresti credermi?
Sei in un posto che io non conosco, in luoghi ignoti alla mia esperienza; siamo anime distanti provvisoriamente unite da un filo di pensiero che ci lega ad un istante, e poi voleremo via.
Ognuno verso una vita diversa.
Quali verità possiamo insieme possedere?
Se scendi per strada non mi troverai lungo la via, e non sarò nel libro che leggi stanotte sotto le coperte, e neanche nel film che hai visto dopo cena.
Non sono un tuo amore passato, non sarò un tuo amore futuro. Crediamo di condividere esperienze e sentimenti che ci hanno bruciato o deliziato, raccontandoci le nostre storie sulle onde di una linea telefonica, e forse in qualche strano modo riusciamo a sentirci vicini.
Ma sono esperienze diverse, le nostre.
Potrei parlarti di innumerevoli sere spese sulle assi di un palcoscenico, in un teatro freddo e buio, a cercare il senso e l’amore nelle parole di un poeta morto da secoli.
Potrei parlarti di una tela bianca da riempire di colore a piccoli tocchi, il senso infinito della dedizione che diventa sofferenza, della passione di un’idea che afferra l’anima alle quattro del mattino e che non ti lascia dormire.
Le hai provate, queste cose? Forse. E forse no. E se anche le hai provate: quanto erano simili alle mie? Non lo sai; non lo so.
L’unica verità che vedo è che siamo vivi, oggi.
Che posso spendere un sorriso leggendoti e pensandoti; che posso tentare di avvicinarmi a te con tutta la purezza che possiedo; che posso immaginarti, anche come in verità tu non sei.
Che posso guardarti, e specchiarmi nei tuoi occhi.
Ancora una buonanotte, quante notti, stanotte.
Non riesco farne a meno: ti vedo di fronte al monitor, anima sperduta alla ricerca di una verità che sia assoluta; la paura che senti dentro, te lo impone.
Rasserenati, anima inquieta: la verità non esiste. Ma tu sì.
Buonanotte.

Molto, molto bello questo post.
Un manifesto virtuale all’amore virtuale ma non solo.
Mi sa che stanotte nei tuoi pensieri ha vinto il poeta sul mascalzone.. oppure no? Chissà!
A te che vivi le notti, il mio buongiorno
inquieta ed inquietata.
Se avessi letto le tue parole ieri sera l avrei trovate “diverse”. E’ proprio come dici tu. C’è che oggi qualcosa mi inquieta… o forse mi fa paura… o forse non so. Non riesco a spiegarti la sensazione che ho provato nel leggerti, ora. Forse sì, avrei dovuto leggerti stanotte, e le tue parole mi avrebbero regalato un sorriso. E mi chiedo perchè, ogni volta, mi basti così poco per sorridere meno.
… ti auguro una serena giornata Max.
Mille verità, nessuna verità. Io sono così e tu c’hai preso, Max. Ti ho linkato(qualsiasi cosa voglia dire).
I pensieri viaggiano lungo un filo sottile, energia che si dissolve nella notte e raggiunge sempre altre anime che si fermeranno a riflettere con te e ci si ritrova in volo sulle stesse frequenze…si sentono sulla pelle momenti tristi si piangono le lacrime di altre persone, si sorride i sorrisi di coloro che gioiscono… e potrei continuare all’infinito.
Tocchi un tema molto importante: la verità, sarei logorroica se esprimessi qui la mia riflessione, ma credo nulla c’è da aggiungere oltre a ciò che tu egregiamente hai dipinto.
Tra le righe l’essenza della verità di come ognuno se la cuce sulla pelle.
incantata
splendido. che altro c’è da aggiungere?…:-)))
E’ bello questo post.
Ti ho immaginato sopra un palco, seduto su una sedia con lo sguardo fisso davanti a te, buio tutt’intorno e solo un faro ad illuminarti.
Ti ho immaginato raccontare ad un pubblico in penombra queste parole.
Ed io mi sono sentita nascosta dietro le quinte ad osservare tutto questo.
Una bella emozione :o)
Un bellissimo post. :o*