In ogni tempo e in nessun luogo

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Uno scrittore famoso ha detto che la sincerità deve essere lo scrupolo fondamentale, per chi si propone di scrivere. Io sono d’accordo con questa dichiarazione; però nasce un problema, quando l’argomento del quale voglio parlare sfugge alla mia comprensione.
Vorrei raccontarvi dei miei atteggiamenti verso gli altri, le situazioni spesso assurde che si ripetono, gli aspetti negativi del mio agire. Ma non riuscendo a scovare una risposta al perché di gesti che pure compio regolarmente, che cosa potrei dire?
Intendevo iniziare questo post con l’affermazione che cambiare la propria vita non è facile, e subito il termine cambiare mi si poneva sullo stomaco. Mi fermo, mi ascolto, e capisco che per me la parola giusta è: guarire.
Guarire la propria vita, non è facile.
Ci sono graffi profondi che influenzano le mie azioni, disorientano i miei desideri. Spesso mi viene da pensare che il mio agire sia condizionato da eventi dolorosi che ormai dovrebbero appartenere al passato. Temo di essere irrazionale, o di avere un qualche germe di follia pronto ad esplodere, ma la verità è che non riesco a darmi una spiegazione; non ho la più pallida idea di cosa mi accada.
Sono comportamenti nocivi, che mi impediscono di vivere davvero. Assaporare sino in fondo un momento d’amore, ad esempio, nel semplice modo col quale bevo un bicchiere d’acqua, che anche per questo sono nato.
Riposare nell’abbraccio di chi mi vuole bene.
Accettare una carezza senza provare nell’intimo un sommesso sussulto, quasi un senso di pericolo.
Senza voler sempre essere altro, oppure altrove.
E’ arduo capire perché, una volta raggiunto un luogo, una persona, io senta improvviso e ineludibile l’ansito di fuggirne via… anche se ho fortemente desiderato visitare quel luogo, vedere quella persona. Mi assale la certezza di non poter esistere in quello spazio; un fantasma che si aggira inquieto e con la mente già in altri posti: mi immagino sfrecciante sull’autostrada, nel sorridente ritorno verso una casa che comunque non sento mia… o fuggo in qualche frammento del mio passato.
E devo andare.
Mi spiace far soffrire, accendere smorfie di incredulità per una partenza così inspiegabile ed improvvisa, manifestarmi all’istante estraneo e insensibile.
Mi spiace abbandonare uno spazio che ho faticato a raggiungere, lasciare un tempo che non ho consumato, sottrarmi ad una persona che quasi non mi ha visto.
Ma devo andare.
La mia mente non ha cittadinanza in nessun luogo, ma si distende imprevedibile a toccare diversi momenti del mio passato, come se il frantumarsi inatteso della realtà che mi circonda, o la mia incapacità di accoglierla, richiedesse la conferma urgente che da qualche parte, in qualche istante, ero pur vivo.
E mi rifugio nel collage dei giorni vissuti e persi, in un cammino già percorso, su una spiaggia un tempo bagnata dal mare, ma ormai asciutta.
Mi nascondo dietro un muro che ho eretto per non vedere.
E comunque, vado.
Un’ombra dipinta per terra da un raggio di sole, ha più consistenza di me.
Ha più presenza.
Guarire la propria vita, è difficile.

31 thoughts on “In ogni tempo e in nessun luogo”

  1. Ho appena finito di dire su Caminantes che non ho perle di saggezza da dispensare, e poi mi ritrovo qui a far commenti. Guarire la propria vita è difficile, ma si può. Si deve volerlo forte, perché certi graffi non sono graffi, sono unghiate. La follia non c’entra. Come ho guarito, sto guarendo, la mia (che mi sembra l’unica cosa che posso dire?) portando avanti le cose buone che c’erano, provando a riconoscerle a e a coltivarle. provando a non dar retta alla voglia di scappare o distruggere. Raccogliendo segnali luminosi, sforzandomi di vederli. e poi con tanta tanta pazienza ma con la convinzione che se si vuole e si aspetta, si può. Un abbraccio

  2. Non la guarisci la vita…
    Non lo cambi il passato…
    Ma giorno dopo giorno di quel passato puoi farne tesoro…
    E se non ti piace la parola cambiare… puoi sempre usare la parola VIRARE!
    I tuoi gesti… sono gesti di una persona segnata …come tutti…
    Non pensare che tu sia un folle… sei solo umano…

  3. guarire la propria vita è impossibile, lei non si ammala mai, semmai siamo noi…che dobbiamo amarci senza braccia o senza mani…l’importante è conservare la testa
    (ma che caldo fa)

  4. Thich Nhat Hana, monaco e filosofo buddista del Viettman, ha spiegato in che modo gustare una buona tazza di tè,occorre essere completamente calati nel presente. Solo nella consapevolezza del presente le tue mani possono sentire il piacevole calore della tazza. Solo nel presente puoi assaporare l’aroma sentire la dolcezza, apprezzare la delicatezza. Se stai rimuginando cose passate o preoccupandoti del futuro, perderai completamente l’esperienza di goderti la tazza di tè. Anzi, guarderai nella tazza, e il tè non ci sarà nemmeno più. Con la vita è la stessa cosa. Se non sarai calato pienamente nel presente, ti guarderai intorno smarrito, e lei se ne sarà andata. Perderai così il sentimento,l’aroma,la delicatezza e la bellezza della vita. Sarà come se la vita ti passasse veloce davanti. Il passato è passato fanne tesoro e lascialo andare. Neppure il futuro è qui. Fa parte dei piani per il futuro, ma non sprecare il tuo tempo a preoccupartene. Non vale la pena preoccuparsi. Quando avrai cessato di preoccuparti di ciò potrebbe accadere, allora sarai calato nel momento presente. Allora comincerai a sentire gioia nella vita….

    Da quale pulpito…sono una malata cronica….

    Dolce notte a te e un risveglio nella luce della serenità
    Fermati un istante prima di iniziare il nuovo giorno aspira l’aria della mattina fino in fondo sentirai vibrare le corde del tuo essere…abbandona l’ieri e inizia a vivere l’oggi…ogni volta che vorrai fuggire chiudi gli occhi e trattieni il respiro…

    Una carezza che sia calore

  5. Sì, Soffio, io credo che tutti sappiamo come fare, leggiamo scritti come quello che hai posto nel tuo commento, e li sentiamo veri… ma poi, nel turbinare della vita tutto sembra diverso, non è così? Bellissima citazione, grazie per la tua carezza: era calore.

    Anabolena, è davvero impossibile? Perché secondo me ci sono molte cose che avrebbero bisogno di essere guarite.

    Dolcementeaspra, anche io voglio esplodere di attimi. E infatti esplodo spesso, ma a volte nella direzione sbagliata.

    Un bacio, Chiara. Lo capirò. :0)

  6. Ricucire ciò che fa parte del passato é come voler sistemare un abito che non useremo più, per un’occasione che non esiste più.
    Oggi tu non sei quello di ieri.
    RICOMINCIA Max.
    Inizia qualcosa di NUOVO fidandoti di te stesso.
    Hai in te tutto ciò che ti serve per essere felice.
    Sei circondato da angeli :)))))) … osserva quale forte messaggio ti stanno inviando ….

    1b*

    Kakkola

  7. Max, si è così…nel turbinare della vita tutto diverso fin quando non avrai occhi per vedere l’immenso che ti circonda. Ho precorso un viaggio nelle più prode fessure del mio essere, mi sono fermata tra le piaghe del dolore (troppo dolore abbagliava la mia vista) e ciò che ho visto era la voglia di uscire da questo stato di tepore…la paura ci accompagna se il vissuto è stata sofferenza ancor di più,ma siamo noi gli artefici della nostra vita, siamo i registi, gli interpreti e anche gli spettatori…lasciati avvolgere dal tuo essere…
    La mente è la nostra parte razionale, ragiona gli eventi il cuore è la nostra irrazionalità ci fa vivere l’essenza…ci sarebbe molto da aggiungere ma diverrebbe un monologo lunghissimo…
    Un fiore per te, di campo questo periodo sono bellissimi e carichi di aromi…sentine il profumo
    Buona giornata
    Che sia luce

  8. chi sa cosa è meglio, cosa è peggio. Se restare o andare..

    è il senso del dentro che ci spinge a muovere il passo..perchè tutti temiamo la parola “cambiare” e penso anche giustamente..
    come possiamo accettare il nostro vivere, il nostro comunicare, il nostro essere se sempre qualcuno, qualcosa persino noi..ci dice di cambiare?..per chi, per cosa, per quale viaggio..

    e allora il giro di boa e le onde sulla spiaggia..Avere l’ombra è già parte di una consistenza…

    ti abbraccio e ti auguro buona fortuna..

    M.

  9. Se Guarire la propria vita, è difficile. è pur vero che per cercare di curarla, una vita la devi avere. E questo vuol dire che non sempre sei riuscito a scappare via, che non sempre sei riuscito ad essere altro e altrove.. Forse avresti voluto, ma non ce l’hai fatta. Se c’è un passato cui tornare vuol dire che l’hai vissuto appieno. E se fosse proprio questa la tua medicina migliore? Scappar via??

  10. Io non credo che una persona capace di essere così sincera e onesta (a costo di essere anche così incredibilmente dura nei confronti di se stessa) ha meno consistenza, meno presenza di un’ombra.
    Sono i muri di cui noi ci circondiamo per difenderci dai segni lasciati dal passato, che ci ingannano e ci fanno sentire inconsistenti.
    Non ti conosco, ma capisco molto più di quanto immagini le tue parole…
    Non pensare mai che “guarire la propria vita” è difficile. Pensa che E’ POSSIBILE. E desideralo. Magari riuscirai presto a vedere che i “graffi” non fanno più male e diventano cicatrici indolori, che stanno lì solo a ricordarti da dove vieni e quanta strada sei stato capace di fare.
    Può succedere.
    Credimi…è possibile.
    Un sorriso.
    🙂

  11. La prima cosa che ho guardato è stata l’immagine. Mi son detta: bel collage.. sembra il percorso di una vita. Mi ha colpito molto l’immagine centrale, un’espressione dura, imperiosa. L’espressione di chi nn fa sconti a se stesso.
    E non avevo ancora letto il post, ma a me le immagini, quando sono costruite in proprio , parlano molto della persona che le fa e le posta.
    Dici bene, Max. La vita non si cambia, anche se abbiamo questa percezione. La vita è sempre uguale a se stessa e sempre diversa, come l’acqua di certi ruscelli che a voltescorre tumultuoso a volte placido e quasi silenzioso. Potrebbe sembrare sempre la stessa acqua, ma se pur ha le stesse parvenze l’acqua non è mai la stessa. E non si può cambiare. Ma guarire.
    Cambiare vuol dire cancellare completamente un qualcosa di se che fa male, guarire significa accettare quel qualcosa e tentare di trasformarlo in qualcosa che fa meno male.
    Cosa c’è nella tua vita che ti fa così male da riuscirti intollerabile a volte?
    Mio caro amico, non è scappando (eufemisticamente andare via in quel modo significa scappare.. perdonami questa durezza di risposta) che riuscirai mai a scoprire cos’è.
    Si scopre fermandosi. Guardandosi dentro, senza barare con se stessi. Isolare questo qualcosa, come se lo potessi togliere e guardare controluce, e accettarlo.
    E poi ricominciare da quel punto, per risalire la china.
    Volendosi un pò di bene in più, amando se stessi un pò di più, stimando se stessi un pò di più.
    Io ci sono stata su quel ciglione di baratro Max, e sono riuscita a risalire la china.
    Risalire, guarire .. non è facile. Ma è possibile.
    Un grande affettuoso abbraccio

  12. Ciao, Perlasmarrita, bellissime parole le tue. Concordo con tutto quello che dici e approfitterò degli spunti che mi offri con tanta dolcezza. In fondo, scrivere questo post è l’inizio del viaggio dentro di me, per guarire ciò che devo. Non è stato facile scriverlo, credimi. Strano che tu veda imperiosa l’immagine al centro: ero sul Cammino di Santiago in perfetta pace con me stesso. :0) Accetto e ricambio volentieri il tuo abbraccio.

    Alwaysyoureyes, ti ringrazio per questo “possibile” che mi offri. Sì, lo so, è possibile anche guarire i graffi. ed è più facile, quando intorno ci sono persone splendide come te, come voi. Il tuo sorriso è il mio sorriso.

    Dipcadeave, sì, una vita l’ho avuta e l’ho ancora, naturalmente… e più intensa e piena di quanto può sembrare da certi miei post. Ma scappar via è ciò che mi ha sempre tarpato le ali. Non cerdo sia la mia medicina migliore, credo sia ciò che mi ha sempre impedito di esprimere il meglio di me stesso. Un bacio.

    Biondograno… avere l’ombra è già parte di una consistenza… molto bello. A volte è meglio andare e a volte restare… ma non sempre e solo andare o sempre e solo restare, non credi? Grazie.

    No, Searching, meraviglioso è il tuo post. :0)

    I fiori di campo sono bellissimi come i tuoi commenti, Soffio. A volte mi sembra di stare di fronte ad un camino scoppiettante di allegro fuoco, nell’intimità di una coversazione con un’anima che conosco da millenni, quando ti leggo. :0)

    Ciao K, siamo in incognito oggi? :0)
    Sto ricominciando, lo vedi, lo vedi.
    Non ho intenzione di ricucire vecchi abiti, mi metto in discussione per procuramene di nuovi. E li vedo, gli angeli, eccome. tanta luce, tanto calore. Bellissimo. Un bacio, anzi, due.

  13. Sono daccordo guarire la propia vita e impossiile vivo anchio la stessa insofferenza e faccio quotidianamente terra bruciata intorno a me,per paura di couinvolgermi mi dileguo e sguscio da tutto quello che potrebbe impedirmi il mio vagare da insofferente,ognuno uccide cio’ che ama era il tema di uno spettacolo visto ormai troppo tempo fa’ mai cosi’ vero e attuale.analisi perfetta saluto amico Antonio

  14. E’ vero guarire la propria vita è difficile anche perchè a volte guarire la nostra, significa distruggerne un’altra.
    Per non dimentichiamo anche che la vita è una sola e che va vissuta intensamente… a volte bisogna trovare la forza di voltare pagina e iniziare un nuovo capitolo..

  15. quando leggo le tue parole ho spesso l’impressione di averle scritte io, tanto mi assomigliano

    siamo similissimi in molte cose, in molti atteggiamenti, nelle ferite (graffi) che ci procuriamo e che a volte procuriamo agli altri

    il tramonto? sì, non è casuale, dopo la tempesta il sereno, ma c’è anche una ragione più banale: mi pare esemplifichi il periodo culturale e storico del primo ‘800

    un forte abbraccio, caro amico
    L.

  16. Conosco perfettamente il germe di follia di cui parli, ed anche io come te trovo che la cura sia difficile. Solo che, sempre più spesso ultimamente mi chiedo se è giusto a tutti i costi volerne guarire. Io so già che non riuscirò mai a rispondermi, tu invece l’hai già fatto, buon per te.

  17. Memy, sei sicura che mi sono risposto?

    sai, Kucciola81, mi vengono in mete un paio di cose che è impossibile fare in java.

    Sono contento, Luca, che tu trovi nelle mie parole cose che ti assomigliano, anzi, che dico, non dovrei essere contento. Sono molte le cose che dico che son frutto di graffi, quindi… E’ sempre un piacere vederti dalle mie parti, un abbraccio.

    Forse sì, viola21, anzi: sì.

    Il dottore lo abbiamo dentro, Stella, ma io ho avuto bisogno di qualcuno che me lo mostrasse… un bacio.

    Dolcementeaspra… alla fine del viaggio è un po’ tardi… io cercherò di scoprirlo prima. Un bacino.

    Akyla… non credo che guarendo la mia vita ne distruggerò altre… forse invece potrei essere d’aiuto, una volta che scoppio di salute… ma concordo: bisogna vivere intensamente ed essere capaci di voltare pagina.

    Antonio, ciao. Lo so, ne abbiamo parlato anche oggi, per fortuna: se non avessimo la pausa al bar di Claudio, dovremmo scrivere romanzi per tenerci in contatto… invece parliamo. Molto meglio. Buona domenica.

  18. Non sai come ti capisco………devo andare (avanti aggiungerei) è purtroppo da tempo la mia parola d’ordine, il mio limite, così come la mia migliore risorsa……
    Il senso di mancata appartenenza a luoghi, persone………..alla vita stessa mi ha invaso e nel tempo e con il tempo si è appropriato della mia mente sempre più……………cosa succederà quando si sarà impadronito anche del cuore?
    Cosa mi fa credere che non sia già successo?
    Non so appartenere a nulla e nessuno, perchè in fondo non appartengo neanche a me stessa…..non so se guarirò mai, mi ci vorrebbe un medico dell’anima….

  19. Mio caro Max, non è mai facile mettere a nudo “per davvero” la propria anima. ce lo impediscono decine di tabù interiorizzati negli anni, lo spettro di una sofferenza probabile che allontana gli specchi, forse anche una certa dose di egocentrismo.
    Ma fare quello che hai fatto tu, metterti a nudo, ed in un modo così “pubblico” no che non è facile : anzi è maledettamente difficile, ci vuole davvero molto coraggio.
    Anche se poi il coraggio più grande ci vuole a tradurre in pratica, forse la vera ardua prova che un anino sensibile deve attraversare per rientrare in contatto con se stessi. E per accettare i risultati di questa ricerca che non necessariamente ti porteranno fuori dal labirinto.
    Perdonami se sono ritornata solo ora qui da te, vorrei davvero leggerti più speso tanto è intenso ed empatico il tuo scrivere, almeno per me.
    Ma ho una connessione debolissima, un pc vecchi e la tua pagian troppo pesante. Mi si apre a scatti.
    Sono contenta che le nostre strade virtuali si siano incrociate Max, conoscerti è straordinariamente arricchente.
    Voglio quindi qui, dove c’è una fetta del tuo cuore, lasciarti il mio grazie di cuore. Per le tue parole , pre la tua presenza, per te.

    L’altro post tornerò a commentarlo,anche se l’ho letto già.
    forse un impegno a me stessa per tornare.
    Un bacio

  20. Perlasmarrita, è stato un post difficile, è vero. Ma non ho sentito di avere un coraggio particolare a pubblicarlo, il difficile è stato rendere comprensibile ciò che mi accade dentro, che spesso sono sensazioni inafferrabili.
    Grazie per lo splendido commento. Un bacio.

    Sai, Darksylvia, io ho cominciato a capire quando mi sono confidato, finalmente, con l’ennesima persona che stavo per abbandonare, di nuovo. Invece di scappare subito, mi sono aperto e le ho spiegato cosa stava accadendo. E poi sono rimasto. Sono partito il giorno dopo, è vero, ma quella volta sono rimasto. Certo, è una persona speciale, la mia confidente di quel momento. Ma ho capito che tenendomi tutto dentro, non risolvevo nulla. Ne ho parlato, e poi, guarda caso, ci ho fatto un post. :0) Un bacio.

  21. …fuga in avanti…
    guarire la propria vita PUO’ essere difficile, anzi quasi sempre lo è, ma non per tutti…:-) c’è una spada infallibile che taglia il karma in un nanosecondo, ma è scritto: “anche la più potente e affilata katana sarà inutile nelle mani di un codardo” (anzi, ti impiccia nella fuga, diceva il signor Kanzaki); e allora ciò che serve sono solo coraggio e determinazione: la spada già ti è stata data, allenati a dovere e poi fai fuori una volta per tutte quel cazzone di dèmone 🙂

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