La Croce di ferro

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Percorrendo il Cammino di Santiago arriverete un bel giorno ad affacciarvi alla terrazza con vista nei pressi del rifugio di Astorga, dalla quale potrete ammirare in lontananza il verde splendore dei monti del Leon. Seguendo un sentiero che attraversa questi monti, due giorni dopo arriverete alla Croce di ferro, uno dei luoghi più attesi dal Pellegrino che si dirige a Santiago, e vi troverete a poca distanza dal punto più alto che possiate raggiungere sul Cammino, dove la vostra anima sarà più vicina al cielo.
La tradizione vuole che il Pellegrino porti con se una pietra, raccolta vicino casa o lungo il percorso, poco importa.
Che siano più chiare o più scure, eleganti o meno, ogni pietra che si rispetti ha delle venature: esse sono il suo vanto, chiedete ad una pietra di vostra conoscenza e sentite cosa vi risponde. Voi Pellegrini che giungerete alla Croce di ferro, potrete celebrare questo semplice rito. Visualizzerete una di queste venature sotto forma di cerniera. Esercizio difficile? Basta un po’ di immaginazione. Mentalmente, aprirete la cerniera e spingerete le vostre negatività all’interno della pietra. Chiuderete la cerniera e lascerete la pietra alla base della Croce di ferro, e con essa le vostre negatività.
L’Universo ama i gesti simbolici. Così fu per noi.
Quella mattina ci alzammo con animo particolarmente lieto: c’era aria di festa e grande attesa.
Quella mattina saremmo giunti alla Croce di ferro.
Sciamando in strada come formiche operose, i volti lieti, ci avviammo lungo i pendii dei monti del Leon. L’atmosfera di festa perdurava, e noi sostavamo lieti in ogni bar che incontravamo per via. Ridevamo, ballavamo.
Benché siano stati molti i segni che ho ricevuto lungo il Cammino, quello fu un mattino di meraviglia; in ogni bar nel quale sostavo, trovavo una radio accesa, che immancabilmente trasmetteva brani della musica più significativa della mia vita. La mia musica, come voi avete la vostra. Io mi fermavo ed ascoltavo, ricordavo. Una sequenza di immagini che si ordinavano in una sequenza perfetta, prendevano un senso diverso; mi sorridevano.
All’imbocco di un sentiero lunghissimo e lontano un bosco, vidi un falco fermo a mezz’aria, perpendicolare al sentiero. Lo fanno i falchi, di restare un po’ fermi a mezz’aria, credo sia parte del loro metodo di caccia, ma questo si trattenne un tempo lunghissimo. Sembrava attendermi: rimase in quella posizione finché non gli fui sotto, e poi volò via. Ho una spiegazione per questo, ma non la dirò.
Arrivammo alla Croce di ferro, infine, gruppo compatto di anime guerriere che non volevano perdersi per strada: arrivammo tutti assieme. E tutti iniziammo a piangere come piovesse.
Era l’atmosfera del luogo, era il senso del perdono, la quiete del sorriso che spegne il dolore.
Con i nostri sassi nelle mani, pronti ad abbandonare le colpe e i rancori, i nostri sguardi che si incrociavano limpidi, salimmo la breve inclinazione che ci portò alla base della Croce.
Ed ognuno lasciò la propria Pietra.
Ricordo il senso di leggerezza che sentii quando abbandonai, riluttante, quel luogo incantato. Ricordo lo strappo dell’anima.
Ero sicuro di aver lasciato alle spalle ogni pensiero negativo, ogni dubbio e incertezza. Ma mi sbagliavo. Avevo, sì, compiuto un passo nella giusta direzione, ma non avevo vinto la guerra.
Solo molto tempo dopo ho compreso: i nostri pensieri negativi non vengono vinti in un giorno, una volta per tutte. Essi sono subdoli, si ripresentano quando ci sentiamo affranti, in ginocchio, quando siamo stanchi. Quando ci sgridano, ci respingono, ci calpestano. Quando ci ignorano. Quando siamo noi per primi a non credere in noi stessi.
Dobbiamo armarci di pazienza e sorrisi, e amare noi stessi ogni giorno, ed amare, sempre. Aprirci agli altri e all’Universo, chiedere e donare amore.
E stare sempre in guardia.

7 thoughts on “La Croce di ferro”

  1. Il cammino dell’amore parte da noi stessi. Io fatico molto ad amarmi.
    Io fatico molto a perdonarmi ma questo non mi annienta, mi fa comprendere quanto cammino ancora mi aspetta nella costante ricerca di me stessa… pur continuando a sbagliare, con me stessa e con gli altri :), vado avanti.

    Anna 🙂

  2. Max… lo sai che mi sono commossa? :o)
    Non sai che sorriso ho in questo momento :oD … grande grande.
    Emozionante questo tuo ricordo e le ultime quattro righe… un brivido immenso di gioia. :o*

  3. Ti leggo e ascolto la musica in sottofondo, un brano che ha un significato molto importante per me… e mi fermo…
    non aggiungo altro perchè ogni parola sarebbe superflua dopo le tue riflessioni.

    Non allargarti gli occhi di pianto
    Sdraiati dentro di te
    e assapora tutto ciò che ti appartiene:
    vedrai risorgere il coraggio
    che credi di non avere.

    Di fronte alla sofferenza si aprono solo due strade, la possibilità di scegliere il coraggio o abbandonarsi al tormento…La differenza che chi si abbandona al tormento muore mille volte mentre chi ha forza d’animo muore una sola volta per poi rinascere a una nuova vita…

    E tu hai una grande forza d’Animo
    E io non posso che inchinarmi…

    Una carezza

  4. Non si puo pretendere che i pensieri negativi ci abbandonino cosi, in un istante… Sarebbe follia… I pensieri negativi arrivano, cambiano una giornata, trasformano i sogni… Sta a noi combatterli, giorno per giorno, anzi…minuto dopo minuto… che poi qualcuno probabilmente arriverà sempre…ma noi saremo sempre piu bravi a contrastarli… ;-))

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