E poi

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…e poi arriva il giorno, come uno scaracchio nell’occhio, ferisce e abbaglia.
Sembrava una notte infinita inanellata da lievi pause, quasi un tirare di fiato; pause veloci di giorni che volano come in un accelerato di videoregistratore. Mai visti, ma già conosciuti. Giorni che scivolano tra le mani senza bagnare.
E poi arriva, il giorno.
Quello che scorre lento, che non vuole lasciarti neanche uno spazio di ombra, quello che taglia le cose con lame di luce crudeli. Quello che sembra più reale del reale.
Le splendide fantasie e le leggere paure, tutti i pensieri della notte si sciolgono nel quotidiano di luce che pervade, insensibile alle ferite che hanno bisogno del buio per fiorire e infine guarire.
E’ un giorno che ti incula senza sputo, nel quale devi lasciare i vestiti a casa e girare nudo per strada, anche se piove. Anche se piove freddo.
E’ strana tutta questa luce in giro, è fredda; più fredda del buio della notte.
Non sai dove inizia, questa luce, non sai dove finisce; potresti sperderti in tanto distillato di sole, che non scalda.
Ti hanno detto che la terra è rotonda, anche se sembra così piatta; ti hanno detto che questa luce è il prodotto di una incandescenza fortissima, che non ti puoi neanche immaginare… però non scalda.
E poi arriva, il giorno.
Ce l’hai un vaffanculo per tutti, in questo giorno; un sacramento e una palata di merda per ogni cappuccino che traspare dalle vetrine, per ogni fetta di pane, per ogni bottiglia di acqua incartata, per ogni sorso di vino tagliato di solitudine.
E’ sempre solitario, il giorno, deve essere simile solo a sé stesso; può accadere di tutto, in un giorno, è sempre un giorno nuovo.
Mentre la notte è una, una sola. Ogni notte è sempre la stessa: un dolce tepore di buio che culla i tuoi pensieri alla benevola luce della Luna. Un tappeto di stelle e un mare che ne riflette la luce. Il mare è caldo, anche la notte.
Puoi avere solo una notte. Per quali avvicendamenti tu possa trovarci dentro, per quanto diverse possano essere le tue emozioni e le avventure che sarai costretto o contento di  viverci, la notte è sola.
Hai pensieri nuovi e felici aspirazioni, dolcezza e amore. Le senti crescere al calar della sera. E ti pervade un tenero senso di aspettativa, quasi si avvicinasse l’incontro col tuo amante, quello che ti capisce, quello che ti eccita, ti avvolge, quello che ti stravolge col suo stronzo, accattivante sorriso.
E nella notte hai finestre per guardare fuori, un amore nel bit di un telefonino, un libro da scrivere e un film da vedere. Ti muovi leggero come un fantasma, navigando il torrente di fantasie e sospiri e speranze che la notte ti regala a piene mani.
E poi arriva, il giorno, quello che spazza via tutto.
Che passerà anch’esso, ci puoi giurare, ma che per adesso ti abbacina.

4 thoughts on “E poi”

  1. Pensa che io adoro il giorno, proprio perchè i giorni sono uno diverso dall’altro, sono contenitori pieni di impegni, alcuni interessanti altri meno…………e poi di giorno c’è luce……….Venerdì partirò per Praga e starò via una decina di giorni. Baci

  2. Max,
    ogni volta che arrivo qui, io mi perdo. Leggo i tuoi post una volta, e poi un’altra e poi un’altra (se ci fosse una fila dietro me, credo che sarei la più odiata, tra i tuoi lettori) e ogni benedetta volta scopro un rigo nuovo, da rileggere e riconsiderare. Non condivido tutto, ma trovo tutto così assolutamente vero…e poi gli aggettivi…hai una capacità, tu, con gli aggettivi, accidenti. In genere navigo con la mia musica in sottofondo, ma quando approdo qui spengo tutto, ho bisogno di concentrazione e mi rilassa la tua scrittura. Anche quando è arrabbiata. Un bacio

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