E’ tutto pronto: computer acceso, sigarette a fianco. Dalla cucina giunge sommesso il ciottolare di Giulia tra piatti e stoviglie da lavare, ma Franco non lo sente nemmeno. Sta per entrare nell’unica vita che gli piaccia vivere e non si consente distrazioni.
Immette il link www.freedomland.com, logga il proprio nickname, Montresor, e finalmente, è dentro.
Una sottile eccitazione lo pervade mentre la cerca tra i contatti connessi: non c’è, dovrà aspettare.
Decide di passare il tempo leggendo un po’ in giro: ha un bel da fare, Montresor: deve umiliare Efesto, che sta tentando di rubargli la donna; deve corteggiare Euridice ( è sempre bene avere delle riserve pronte, se tutto andasse male…), deve postare l’ultima poesia d’amore adattabile a tutte e a nessuna, con la generica "dedicata" in calce, che farà fremere più di una donna…
Manca ancora qualcosa, certo: un po’ di musica. Con un gesto reso fluido dall’abitudine, infila le cuffie. Apre la cartella con le sue playlist preferite e indugia un attimo, nella scelta. Ultimamente ha sempre più bisogno di ascoltare della musica per comporre le sue poesie, vere e proprie trappole amorose. Un segno di cedimento, forse. Trova faticoso, adesso, far scattare quel "quid" che rende così torride le sue parole, caricandole di quella sensualità che più di una volta ha travolto la sprovveduta di turno.
Mentre la musica incalza nelle sue orecchie, Franco cerca di trovare il giusto grado di estraniazione dal mondo che lo circonda: il salotto reso grigio dai giorni consumati a indagare il volto di Giulia, quegli occhi ormai estranei che frugano i suoi senza compassione; il divano sbrecciato, esausto di battaglie combattute e perdute contro un gatto ormai morto ed al quale, stranamente, è sopravvissuto. Tutto questo è destinato a scivolare via come consumato dall’ipnotica luce del computer che gli sputa in faccia nomi fittizi di persone sperdute chissà dove, ma più presenti e vive di ogni altra incontrata quel giorno.
E’ tutto a posto, manca solo lei: Eleyteria.
E’ strano, le parole non gli escono, stasera. Si accende una sigaretta. Eleyteria in greco significa libertà. E infatti Franco, o meglio, Montresor, non si è mai sentito tanto libero come in quei giorni. Il solo pensiero di lei elettrizza le sue giornate; la sente vicina mentre passeggia per strada, o nei momenti in cui soggiace alla magia di un tramonto. E’ una sensazione nuova, questa; con preoccupazione sente crescere in sé qualcosa che si avvicina alla dipendenza. In effetti, sempre più spesso si scopre a contare le ore che lo separano dall’ingresso in chat, quel sottilo filo che li unisce e che potrebbe spezzarsi da un momento all’altro, così, senza ragione. Si sente percorso da un brivido: la paura di perderla nei meandri della Rete lo terrorizza. Non è un buon segno, questo. Montresor è abituato ad avere il controllo della situazione. Il fascino del personaggio che si è creato lo ha sempre messo al riparo da brutte sorprese, fino ad ora. Ma Eleyteria è diversa: lei sembra avere in mano le armi per ferirlo o per portarlo alle stelle. Si sente sciocco, sprovveduto come un ragazzino, di fronte a lei. Le ha dedicato la musica scelta come colonna sonora del proprio "profilo", e si accorge con sgomento di essere pronto a dedicarle molto di più: la sua scrittura, ad esempio. Quel sortilegio che riesce ad inserire tra un verso e un’altro, quel talento che adesso sente di aver sprecato nella ricerca di futili avventure.
Quante volte ha provato il desiderio di scrivere un romanzo per lei, con lei come protagonista? …ogni volta che sente l’anima danzare alla vista delle parole che gli arrivano proiettate sul monitor del computer; le sue parole. A pensarci bene, ogni giorno, adesso.
Franco sente un brivido salire lungo la schiena, quasi l’anticipazione di una paura che non ha niente a che vedere con Montresor. Vede la sua mano che, come dotata di vita propria, si avvicina al terribile click che lo porterebbe fuori dalla chat. Ma si trattiene. Sa perfettamente che non riuscirebbe a dormire, se si negasse la possibilità di incontarla.
La luce della luna taglia improvvisamente in due la scrivania, separando con un raggio freddo le sue mani, poi lo colpisce al cuore come una freccia di ghiaccio. Sbatte gli occhi. La luce della cucina adesso è spenta. Giulia è andata a dormire, e lui neanche lo ha notato. Si è fatto molto tardi, ed Eleyteria ancora non si vede. Cosa può trattenerla?
Alza le mani per guardarle contro la lama di luce della Luna: è innegabile, stanno tremando.
Scorre con occhi febbrili la lista dei nick presenti, trattenendo il fiato. Eleyteria non c’è, quasi non fosse mai esistita.
Raddrizza la schiena, si accende una sigaretta. E’ probabile che Eleyteria si stia prendendo gioco di lui, o che lo stia sottoponendo ad una prova. Può essere una tattica per rendersi più desiderabile, quante volte lui stesso ha adottato questa strategia? Vorrebbe alzarsi, ma sente le gambe come inchiodate al pavimento, e gli occhi non riescono a staccarsi dallo schermo. Potrebbe arrivare da un istante all’altro, e lui non vuole perdersi il momento del suo ingresso, quando migliaia di voci elettroniche si leveranno a salutarla: Eleyteria la dolce, la mille volte desiderata; Eleyteria, che alimenta i sogni di ogni uomo e che sino ad ora ha dedicato le proprie attenzioni a lui, a lui soltanto.
Però forse non è vero, questo, e Franco lo sa anche troppo bene. Eleyteria si attarda a parlare nella notte con Montresor, non con lui. E chi è, Montresor? Una sua creazione, certo, uno gnomo sbarazzino che riesce a fare strage di donne, notte dopo notte.
Ma nel tempo Montresor è divenuto qualcosa di estraneo al proprio creatore, una specie di Frankenstein composto da bit e parole audaci, sensuali; un personaggio cucito sopra l’anima di Franco, un eroe dietro al quale nascondersi, nel buio, per declamare in punta di fioretto splendidi canti alla Luna, e all’amata del momento.
Che Franco è troppo scialbo e anonimo per risultare interessante ad una donna come Eleyteria. Le sue giornate sono trasandate e volgari, prive di senso e avventura; niente a che vedere con la feroce sensualità e la capacità di sedurre che Montresor possiede.
Forse Eleyteria ha visto oltre la cortina di nebbia che Franco ha creato intorno a sé; forse ha individuato l’anima meschina che muove dall’interno il burattino Montresor.
Franco vorrebbe uccidere questo suo mostro, adesso. Ma non può intraprendere una qualsiasi azione contro Montresor, senza correre il rischio di perdere Eleyteria.
La ferocia dell’attesa si scolpisce cruda sui lineamenti di Franco, che continua a scorrere con ansia crescente la lista dei presenti in chat.
Può attendere Eleyteria più a lungo di quanto abbia mai sospettato, persino tutta la notte, se necessario.
Anche se Montresor non sembra d’accordo. Che si fotta.

Sempre bello leggerti , complimenti hai reso perfettamente l’idea 🙂
baci
Talpina
A volte sono proprio le persone lontane ed estranee ad essere più vicine a noi.
I blog e le chat sono proprio cosi: mezzi virtuali di connessione di massa.
Il resto che ci circonda (quando siamo online) è relativamente effimero.
Un saluto caro Max
Eccellente! ed è un racconto :-)))
Gran bel racconto Max 🙂
Splendido :o)
Con le mille sfaccettature che in esso vi sono e le non “casualità” di certe cose…
Insomma… bravo per questo post-non post :o*
intreccio, personaggi, sfaccettature e brevità. mi piace
Sei davvero bravo! Complimenti
spesso sono colpita dal suono delle parole…
La luce della luna taglia improvvisamente in due la scrivania, separando con un raggio freddo le sue mani, poi lo colpisce al cuore come una freccia di ghiaccio.
poi? poi? poi? poi non basta, non basta più.
Max mi posso portar via questo racconto?
Ho intenzione di parlare di un argomentoche questo tuo post esplicita in maniera eccellente.
(torno a leggere la risposta?)
Un bacio
…France… nel senso che qui mi rimane uno spazio bianco?
Ok, dai, e dove lo porti? :0)
…a spasso per l’etere???
Lo pubblico da me tra un pò di tempo, appena avrò tutto il materiale che ho in mente pronto
Va bene, France, sono onorato.
un bacio.
E’ un brano molto bello e piacerebbe conoscerne il seguito
Mara