Spolverando

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…c’è un desiderio di pulizia. Ho l’armadio pieno di vecchi maglioni che non indosso più; li tengo come riempitivo, credo, che non compro mai molti oggetti di abbigliamento, non mi viene in mente, chissà perché. Forse sono taccagno. Forse non mi piacciono le cose che vedo esposte nelle vetrine. Forse sono pigro. E tengo tutto il vecchiume chiuso nell’armadio. In questo modo mi sembra di avere un sacco di roba, e in realtà ho pochissimo.
La pulizia, sì. Ho un sacco di vecchi files da scaricare nel cestino, tutti in disordine in una marea di cartelle, nel computer. Una cartella dentro l’altra; si chiamano cartelle nidificate. Mi fa venire in mente un nido di ragni, bestioline difficili da estirpare. Che poi quando mi serve qualcosa è un macello ritrovarla in mezzo a tutta quella confusione. Come tirare fuori un ragno dal buco.
Ma è facile fare pulizia nel computer, e in fondo è facile anche svuotare armadi e cassetti e gettare via vecchie mutande e calzini. A volte serve, disfarsi dei vecchi oggetti che hai in casa. Ti fa sentire più leggero.
Ma non è questa la pulizia alla quale alludo.
Penso ad una pulizia dell’anima, forse; una pulizia dei pensieri.
Ho pensieri nidificati come le cartelle del computer. Pensieri perniciosi, collegati l’uno all’altro, nascosti. Invalidanti.
Sono il residuo di esperienze filtrate attraverso sensazioni provate durante altre esperienze. Se fossi un DVD, avrei in me quella cosa che viene chiamata “errore di ridondanza ciclica”. Pensieri che mordono sé stessi; dolori ripetuti.
Il ricordo di un bacio negato, ad esempio, mi procura un rallentamento di prestazione, nel momento in cui vorrei baciare. E’ la paura di scornarsi di fronte ad un nuovo rifiuto; una paura che appiattisce, intimidisce. Non sentirsi accettati è la misura di un fallimento.
Che ci sono dei momenti nei quali pensi di aver fallito in qualcosa, e questo pensiero si nidifica dentro di te, nella cartella “Documenti importanti”. E tu percorri la vita frastornato da input contraddittori; credi di aprire il programma del corteggiamento e invece ti stai connettendo ad un sito porno. Non sai se vuoi amare una persona o se vuoi soltanto scopartela. Che amare è un progetto impegnativo, un programma che impiega parecchie risorse, chissà se temi di mandare in crash il sistema?
Quanta forza hai a disposizione per amare davvero una persona, scartando le aspettative foriere di delusioni, non lo puoi sapere fino a che non lanci il programma. E non puoi fare il ritocco fotografico ad una persona per adattarla alle tue esigenze; non puoi scontornarne l’immagine e ficcarla dentro al tuo wallpaper preferito, quello col tramonto e i cuoricini.
Servirebbe una memoria a breve termine, una specie di Ram spirituale.
Svuotarsi di tutti quei momenti nei quali ci si è sentiti soli, frustrati, abbandonati. Cancellare dagli Appunti i riferimenti ai giorni privi di sole, per rivederli com’erano davvero, belli anche quelli, solo che in quel momento non si adattavano al layout desiderato, e basta. Una questione di estetica. Prepari il tuo giardino in fiore come una pagina web creata coi fogli di stile, poi vai a inserirci un font pescato durante una navigazione solitaria, e ti sballa tutto. Il testo esce fuori dai bordi, le immagini si rimpiccioliscono e tu ti incazzi. E’ pericoloso fare il webmaster della propria vita, si corre il rischio di creare una pagina troppo piena. Troppo piena di sé, senza posto per gli altri.
Sì, un po’ di pulizia.
Vorrei abbandonare le vecchie abitudini così come disinstallo un programma che non serve più. Quelle abitudini che imballano il sistema, occupano memoria e non si interfacciano con niente.
Vorrei creare un framework, un ponte tra me e la mia vita, così da poter costruire un bel film e passarlo direttamente alla conversione in mpeg2 non compresso, senza deinterlacciare. Senza dover tornare per forza a rivedere ogni singolo fotogramma. Senza dovermi preoccupare di quanto spazio è rimasto sul disco.
Un po’ di pulizia. Sono poche le cose che mi servono davvero. La speranza di svegliarmi il mattino dopo. L’aria che respiro. Il sole che mi scalda. Il cibo che mi fornisce energia. E un piccolo programma di felicità, una runtime che prenda poco spazio, che non occupi memoria, che giri facile e che si interfacci agli altri sistemi.
Tutto il resto, lo masterizzo e lo metto in archivio.
E i maglioni vecchi, li butto.
 

7 thoughts on “Spolverando”

  1. Ci vuole pulizia in generale… non solo fra i maglioni. Io sono in fase “pulizie di primavera”. Presente quando prendi in mano il cell e cominci a decimare i numeri in rubrica? O come quando apri i tuoi contatti mail e elimini gran parte di essi? O come quando decidi finalmente di dare un senso a tutte le carte sparse per casa, che poi tanto sparse non sono ma che han bisogno d’esser comunque sistemate con un nuovo criterio?

    Però il tuo post si commenta da solo… è pregno di “significato” che va oltre il voler “pulire” ed il volersi liberare di cose ormai diventate troppo “sempre le stesse”.

    Un bacio grande… in questa giornata uggiosa milanese.

  2. Io ho un grosso difetto, tengo tutto, ma proprio tutto perchè penso “Un giorno potrebbe servire. Finchè arriva il momento in cui, esasperata dalle montagne di cose che giacciono in casa, butto tutto indistintamente.

    Battutina:
    LO SPIRITO TURCO

    Uno svizzero sta facendo colazione con caffè, cornetti, burro e marmellata quando un turco che sta masticando una gomma si siede accanto a lui.
    Senza essere interpellato quest’ultimo comincia una discussione: “Ma voi
    svizzeri lo mangiate tutto il pane?”
    Lo svizzero si lascia distrarre controvoglia dalla sua colazione e
    controbatte: “Sì, naturalmente”.
    Il turco forma soffiando una grossa palla con la gomma e dice: “Noi
    no. Da noi in Turchia mangiamo solo la mollica del pane. Le croste vengono ammassate in dei containers, lavorate, trasformate in croissants e venduti in Svizzera”.
    Lo svizzero ascolta silenzioso. Il turco ridacchia e chiede: “Mangiate anche la marmellata sul pane?”
    Lo svizzero ribatte leggermente irritato: “Sì, naturalmente”
    Masticando tra i denti la sua gomma il turco dice: “Noi no. Da noi in
    Turchia mangiamo solo verdura fresca a colazione. Le bucce, i semi e gli avanzi vengono ammassate in dei containers, lavorate, trasformate in marmellata e vendute in Svizzera”
    Ora è la volta dello svizzero che porge la seguente domanda: “Fate
    anche del sesso in Turchia?”
    Il turco ride e risponde: “Sì, naturalmente facciamo del sesso”
    Lo svizzero si appoggia sul tavolo e chiede: “E cosa fate con i preservativi, dopo che li avete utilizzati?” “Li gettiamo via” risponde il turco. Lo svizzero comincia a ridere: “Noi no. In Svizzera tutti i preservativi vengono ammassati in dei containers, lavorati, sciolti, trasformati in gomme da masticare e venduti in Turchia”

    P.s. sul mio blog culinario http://www.lacucinadimeg.splinder.com c’è un’appetitosa ricetta di pesce

  3. Pulizia,ma prima un preciso,esaustivo,millimetrico esame di tutti i file…o forse meglio tenerli a ricordo,ad ammonimento,a richiamo di un passato di cui forse non vale poi così la pena liberarci.Parlavo oggi con un’altra blogger (splendida persona) di flashback che ti colpiscono come (perdona la tragica,banale assonanza) flash,lasciandoti inerme,stordito e quant’altro.Vabbè dai,comunque sia è vita,direbbero su “L’Italia in diretta” o “La prova del cuoco”.E dì pure “cazzo”,non mi offendo,ce l’ho dalla nascita.Un caro saluto,Fa’.

  4. In questa carrellata di “autoritratti” che proficuamente nascono di notte per fiorire di giorno, esce uno spaccato di personalità intensa , che sa mettersi in gioco e in discussione. A quest’uomo, che segue il suo sentiero a volte fermandosi a volte correndo; che interroga e che si interroga, dedico una frase di Nijinski, il famoso ballerino: “Io non salto più in alto degli altri, cerco solo di restare in aria un attimo di più!”

  5. Bello anche questo post :o)
    “Conserva l’ordine e l’ordine conserverà te” …
    E dentro, Max, secondo me non hai bisogno di spazio perché io credo tu ne abbia molto per tua natura. :o)
    Un abbraccio forte :o*

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