Non passa

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Non passa, la notte. Perché in queste ore di buio io senta così forte il desiderio di contattare qualcuno, non me lo so spiegare.
E allora afferro la tastiera e sembra quasi che io scriva coi denti; la voglia di ghermire e mordere qualcosa si esprime in un furioso martellare sui tasti e la mente si sgrana a cercare parole.
Inseguo qualcosa, lo voglio rintracciare nelle parole che vi invio notte dopo notte. Ma non lo cerco in voi, e forse neanche desidero darvi qualcosa. Sono brani sparsi di un’anima inquieta che corre nel desiderio di una via, di una speranza, di un sorriso.
Non so neanche se ci siete, del resto. O dove siete e che fate. Ma non ha importanza.
Certe volte mi sembrano senza senso, le cose che scrivo. Io non mi preoccupo di questo; sono parole in fila che acquistano un significato quando torno a leggerle. La meraviglia di scoprire quanto mi dispiego in frasi che schizzo sul monitor come a caso, è immensa.
Perché in realtà spesso penso di non aver niente da dire. Non sono mie, le dita che battono sulla tastiera; non sono miei questi pensieri. Li estraggo direttamente dal calderone freddo della notte. Sono senza senso, queste parole? …e a chi interessa.
Non mi importa che abbia un significato, questo spendere parole nella notte spargendole su volti che non ho mai incontrato.
A volte penso che siete voi, a inviarmi queste parole. Che i vostri pensieri notturni mi raggiungano sino a saturare la mente così che poi devo gettarli fuori. Per me, per voi. Una follia.
Voi siete a leggere un libro, a fare l’amore, a piangere un amore disperato, a dormire.
E io sono qui, solo, a masticare parole; senza senso ma anche senza rimpianto.
Poi le metto in onda, queste parole, nel tentativo effimero di raggiungervi, di spiegarmi a voi, che neanche mi conoscete.
E’ una gabbia, questa vita, e ognuno cerca di segarne le sbarre come può.
Io scivolo via sull’onda di una musica che si ripete in un loop costante, sino a che sento di aver esaurito la scorta di parole, per questa notte.
Forse è un tentativo di pulizia interiore: nel vomitare tutto quanto c’è di inutile in me cerco di sgombrare la mia anima, per poi riempirla con qualcosa di altro. Una specie di pratica Zen: per riempire una tazza devi prima vuotarla. Per avere pensieri nuovi devi gettare via quelli vecchi.
Non lo so.
Però una cosa la posso dire: mi piace sedermi a scrivere, la notte. Di solito quando ho finito, quando penso di aver finito, sorrido.
Come per un lavoro ben compiuto.
E allora forse può bastarmi questo; può essere questo il senso di queste notti: fare qualcosa che mi piace. Che poi ci sia qualcuno che leggerà davvero queste righe, poco importa.
Forse non le scrivo per voi, le scrivo per me.
E’ il mio modo di augurarmi la buonanotte.
 

8 thoughts on “Non passa”

  1. Scrivere è quanto di più bello esista al mondo. Scrivo ovunque, perchè spesso i pensieri arrivano quando meno te l’aspetti. La notte poi è magica in questo, di notte tutto pare come delicatamente ovattato e le parole escon fuori dalle dita come un fiume in piena. Forse proprio per questo i miei pensieri notturni sono i più “veri e sentiti”. Stanotte mentre tu scrivevi mi giravo e rigiravo nel letto… la voglia di scrivere era tanta, ma gli occhi erano talmente devastati da non riuscire a trovare la forza per alzarmi a scrivere. Eppure avevo così tanto da dire… poco fa ho cercato di ricomporre i pezzi di una notte difficile, ma sono uscite fuori solo un mucchio di parole “inesatte” che non riuscirebbero mai a rendere l’idea di quanto ho sentito sulla pelle e nel cuore stanotte. C’è che a volte pare tutto così tremendamente difficile ed ingiusto da provare un senso di rabbia che ti succhia dentro…

    … c’è che oggi voglio sorridere, per me stessa. E ripenso alla notte… chissà magari la prossima ci faremo un pò di compagnia.

    Un bacio grande… ti auguro una splendida giornata di brividi a fior di pelle…

  2. Le ore della notte sono culla di pensieri, avvolti dalla coperta del silenzio si ascolta l’intimo più profondo…Lascia fluire fuori tutto ciò che deve scorrere oltre te…lasciati aggomitolare dalla magia di polvere di stelle, “stacca i fili della mente” e lascia che la penna sia il mezzo perché tutto ciò avvenga…

    Leggo perle

  3. bel post! sei sempre più bravo.
    Anch’io amo la notte, ho sempre scritto di notte, ma per me. Adesso c’è il blog e possiamo raggiungere il cuore di persone lontane, che non conosciamo e forse non conosceremo mai. Se guardiamo l’orario dei post nella blogosfera, scopriamo di essere un popolo…il popolo della notte. La notte che amplifica i pensieri, nel bene e nel male: anche le angosce. Tante anime sparse sul pianeta, che attraverso questo spazio virtuale si prendono per mano e fanno un girotondo, come in quella canzone degli anni ’60 (era degli anni ’60?): intorno al mondo 🙂

  4. L’estro del momento. Il gettar fuori le parole senza pensare a cosa si scrive ma lasciar fluire quella parte di noi che si lascia avvolgere dalle note e dalla notte. E’ magia.
    Quella é la parte più vera… e quella che poi ci regala un sorriso.
    A volte lo penso che sarebbe bello vivere ogni attimo proprio con lo stesso spirito con cui si scrive.
    E’ come Essere… e sentirsi felici per questo. :o)
    :o*

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