Transeat

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Mi siedo di fronte allo schermo, tiro verso di me la tastiera che scorre leggera sui propri binari, perdo lo sguardo nel vuoto e scrivo.
Chi è questa persona che pronuncia parole dietro i miei occhi? Chi sta componendo pensieri all’interno della mia mente? Il fatto che io senta familiare questa presenza non la rende riconoscibile.
All’inizio era un bambino e scriveva poesie: tutti dicevano che erano mie e lodavano e sorridevano. Io ne ero contento: erano poesie niente male. Da adolescente ha scritto storie bizzarre e astruse, stuzzicato da qualche cannolo alla menta indiana. Era lo stesso che leggeva così tanti libri? Nel corso degli anni si è un po’ defilato: ha viaggiato senza grande impegno, limitandosi a guardare compiaciuto i sentieri che si potevano percorrere. Si è posto fuori ed ha preso nota delle vittorie così come delle disfatte.
Mie?
Poi si è seduto e non si è più mosso dalla poltrona di arguto osservatore, catalogando gli eventi, soddisfatto del semplice fatto di esistere: di avere la potenzialità di esistere. Tutti questi appunti di vita che ha messo insieme con tanta cura, sono a disposizione di chi?
Se ci penso, non riesco ad essere categorico nell’affermare che la persona seduta a scrivere sia la stessa che si alzerà da questa sedia, tra pochi minuti, tra qualche anno. La stessa che oggi ha speso gambe e sudore e musica via auricolare in una corsa sul lungomare/
la stessa che ha pensato a te?
Vorrei sapere chi ha lasciato scarpe da corsa ad asciugare sul mio terrazzo, chi si è fatto una doccia nel mio bagno. Chi ha mangiato al mio tavolo. Mi raffiguro in una serie di fotogrammi una persona che cambia colore un passo dopo l’altro, attimo per attimo, in continua trasformazione. Una immagine che nessun specchio potrà mai catturare. Nel suo trasmigrare di colore in colore non potrei sperare di conoscere la persona che guarda attraverso i miei occhi.
Ho percorso i tracciati della memoria, in questi giorni, ed ho trovato luoghi e personaggi diversi da quelli che conoscevo. Ero spinto dal desiderio di raccontare, ma ho raccolto solo frammenti di menzogne. Ho cercato a lungo, perché non volevo che la parte di me che ama scrivere si sedesse di nuovo. Ma ho scoperto che niente di quel che credevo vero aveva il sapore giusto: tempo preso a prestito. In una miriade di attimi in sequenza migliaia di persone hanno giocato in me ruoli diversi, contrapposti, ambigui. Niente di quel che ho visto mi appartiene, ma non provo dolore nel constatarlo: era un viaggio che dovevo compiere, nel quale la persona che guarda ha incontrato la persona che scrive. Forse adesso diverranno amici. Buoni amici.
Ed io, sorrido.

37 thoughts on “Transeat

  1. Mentre leggevo mi è tornata alla mente una citazione di San Paolo, sono andata a ricercarla…

    “Quando ero fanciullo, parlavo come un fanciullo, avevo conoscenza da fanciullo, pensavo come un fanciullo. Divenuto uomo, debbo spogliarmi di tutto ciò che è proprio del fanciullo. Ora noi vediamo la realtà eterna come un mistero riflesso in uno specchio: allora lo vedremo faccia a faccia. (S. Paolo)

    Una pagina troppo intima per essere commentata, una pagina che può essere penetrata e compresa nel suo più profondo solo da coloro che questo viaggio lo ha intrapreso…
    e spesso porta tanto ma tanto dolore.
    M’inchino…
    una carezza nell’augurarti un sereno fine settimana

  2. Penso che non sarai già più, tu che leggi questo commento, lo stesso che scriveva quel bellissimo post.
    Siamo come i giorni … composti sempre delle stesse ore – minuti – secondi … ma “nuovi” ad ogni nostro risveglio.
    Accettare questo … sapere che quello che eravamo non era la stessa persona che in questo istante é in noi, ci dona la possibilità di osservarci con occhi più comprensivi e di perdonarci.

    Si. Amici di noi stessi.
    Io sorrido con te … e per te.

    L’essenza che si “cela” dietro a quelle parole ha una luce meravigliosa. :o)

    Un bacio grande

  3. Quanto hai scritto a me ha invece fatto venire in mente una pagina di Pessoa, che ti sta addosso come una abito di sartoria…non so però come si fa per metterla sul commento. La copierò magari sul mio blog. Se vorrai potrai leggerl lì.Chiunque tu sia colui che legge questo commento 🙂

    nina

  4. Leilouvert, verrò a leggere molto volentieri quella pagina di Pessoa, ho davvero bisogno di un abito nuovo. :0) Verrò io, oppure manderò qualcuno.

    Ciao Chiara… la possibilità di perdonarci, di essere amici di noi stessi… una grande opportunità, io credo. Grazie per il sorriso, e per il bacio. E per la luce. Un bacio grande a te.

    Soffio, bellissima la citazione di San Paolo, non la conoscevo. Molto “in tema”. Grazie, i tuoi commenti sono sempre speciali, è un vero piacere, per me. Buon fine settimana anche a te, una carezza.

  5. un dialogo con se stessi.lungo e particolare……………… delicatamente ci fai entrare in questo mondo ..facendoti spiare col una candela .soffusa ma non oscura……… bel post come sempre un bacio

  6. Ognuno di noi è tanta gente, superata attimo dopo attimo; vive di momenti più o meno lunghi, non per questo è gente meno vera. Noi siamo tutto quello lì, un caleidoscopio pieno di brutto o bello. Non menzogne. Siamo veri anche quando crediamo di mentire. Un caleidoscoio di punti di vista.

  7. sincera al 100% altrimenti che cazzo ci starei a fare….mi sembri un nucelo a massima densità, pronto per da vita a un nuovo universo…non ti mando baci perchè credo di averti baciato con le parole

  8. Annabolena, il commento più fantastico mai ricevuto, lo metto in cornice! Hai fatto più che baciarmi, sono sazio. :0)

    Fenicee, siamo veri anche quando crediamo di mentire? Riflessione interessante, davvero. :0) Grazie.

    Silocchidigatto, ti ho trovata aprendo scatole dentro scatole. Un abbraccio.

    Dovetiporta… per adesso soltanto candele, spero in un prossimo futuro di accendere qualche bella luminara, che mi serve a vederci chiaro. Un bacio.

    Fettabiscottata, che nick carino. Un abbraccio silenzioso è più di quanto sperassi: mi trasmette moltissime sensazioni…

    Searching… in che senso?

  9. Ho trovato un bigliettino su un tavolo della mia locanda…
    Un tuo messaggio… e mi son detta “Vediamo di conoscerlo meglio, è un pò che non lo osservo”!
    Si perchè ero già venuta qui nella tua dimora ma ero passata silenziosamente, quasi senza disturbare ^_^
    Ed eccomi qui a veder questo splendido dialogo tra te e te…
    non mi chiedo più chi sei Max… non è più momento di chiedermi chi sei!

    Ho intravisto “cosa sei” … e mi è bastato!

    Sorridi Max io ricambierò il tuo sorriso, restando ad ascoltarti… restando ad osservare i tuoi tanti Io…
    Alla fine io seguirò con occhio particolare l’unione di queste personalità…

    Un Bacio Sincero dalla Locandiera che è già stata sul Cammino di Santiago!

    !Désirée!

  10. Non ci avevo mai fatto caso, ma in effetti prima di scrivere, mentre scrivo e dopo avere scritto… mi tocco (non in quel senso, oddio, a volte sì…), sarà per confermarmi d’avere un corpo fisico, sarà che la scrittura ce lo fa dimenticare?

    Un caro saluto e un abbraccio di passaggio dal tuo blog, che è sempre molto bello.

    ^____^

  11. e quando veniamo a contatto con gli infiniti “noi”..possiamo scendere a compremessi, fuggire, comprendere, arrenderci..cadere..

    ma non se ne vanno..rimangono lì..a volte escono uno per volta..allora è più facile..si ha un senso del tempo diverso..

    altre..quando ti schiacciano..
    non sai più dove sei finito..lì, cominciano i guai..

    ma a volte..è così tremendamente eccitante..

    un sorriso..

  12. Ciao Romanticaperla, finalmente torni a trovarmi, non ci speravo più. :0)

    Bene, Ciprea, ti aspetto. Anche io verrò a trovarti.

    Eliselle, sì. Nonostante questo e quello. Credo che lo comprerò, il tuo libro, uno dei tuoi libri… sono curioso.

    Locandiera gentile, quando sei stata sul Cammino di Santiago? Io nel 2002. Grazie per lo splendido commento. …se hai intravisto “cosa sono”, poi me lo racconti?

    Beh, Pralina… ho sorriso nel leggere il tuo commento, puoi immaginare perché? Attenta a non distrarti troppo mentre scrivi. :0)

    MsKappa, c’è ancora qualcosa di nascosto? Adesso mi metto in caccia, vedrai che lo trovo. E’ bellissimo il tuo blog, intimo e sofferto. Almeno ha un senso. E il tuo mare?

    Sì, Biondograno, a volte è terribilmente eccitante. Ma altre è un abisso senza fine. Un sorriso.

  13. Bellissimo post, come sempre. Il tuo talento grida vendetta e si esprime per quanto glielo permetti. Amalo questo tuo talento Max, e non lasciarti ingabbiare dal passato, da quello che sei stato. La vita è adesso. Un grande bacio.

  14. Questo tuo blog è la mia oasi, dove l’acqua è fatta di musica
    la mia invece è il tuo, dove le parole acquistano un senso concreto e pregnante
    sempre bellissimo leggerti
    ho visto Koyaanisqatsi, sì, un esperimento interessante, e le musiche di Glass si integrano magnificamente con il contesto del film

    un forte abbraccio e buon inizio settimana, Max
    L.

  15. …la mia porta è una porta che può varcare chiunque…
    Ma l’aria… l’aria respirata in quella stanza non la potrai più condividere…
    …come l’anima…

    Max… credici… non smettere!

  16. Sei proprio bravo max. Bravo perchè sai dare una forma a tutto questo. Ci sono cose che si sentono ed è difficile dare loro una forma. Per quanto uno si sfrozi di trovare parole e metterle in fila, nell’ordine più corretto, c’è sempre qualcosa che sfugge. C’è sempre un’imprecisione nelle parole per il semplice fatto, forse che hanno forma mentre le sensazioni no.
    Mi piace quello che hai scritto perchè ci passa qualcosa attraverso.
    Buonanotte

  17. comlimenti al tuo bolg e grazie del passaggio sul mio che mi ha permesso di conoscere i tuoi scritti.
    Bello questo post, ritrovare o torvare un equllibrio fra l’io scrivente e l’io vivente…è un bel guardarsi dentro:-)
    un sorriso
    veradafne

  18. Il tempo passa e spesso ci perdiamo nei ricordi.. vorremmo a volte tornare indietro per rifare alcune cose o per evitarne altre…
    Ma c’è la consapevolezza che il passato non torna e non ci resta che vivere il presente.. nel migliore dei modi deliziandoci con i ricordi..
    Un abbraccio…

  19. MrsOlga… come fai ad essere così intuitiva? Mi spaventi.

    Akyla, vivere il presente è un buon proposito, sperando che il passato abbia sufficienti argomenti per deliziarci. Un abbraccio.

    Dipcadeave… spettacolo e spettatore?

    LaToby… lo sapevo.

    Grazie, Nina! Uno splendido regalo. Un bacio.

    Searching, ogni volta che ti vedo, sorrido. :0)

    Ciao Veradafne, trovare un equilibrio è complicato, ma guardarsi dentro è interessante. A questo mi serve il blog. Conoscermi. E conoscervi.

    Che bello, Lectrice. Se passa qualcosa, significa che qualcosa c’è. :0) Ti ringrazio.

    Dolcementeaspra, sto iniziando a crederci, ed è una cosa mica male! :0)

    Ciao, Luca, son sempre contento di vederti dalle mie parti. Tieni curata la tua oasi, che a volte ho sete. :0) Buona settimana anche a te.

    Ciao valentina, tu dovresti conoscere tutto meglio di altri. Grazie del passaggio.

    We, Cye, non credo proprio che i tuoi commenti possano risultare inadeguati. Ci sono un po’ di correnti ascensionali, qui, il volo a volte è difficoltoso. Ma va bene, no? :0)

  20. Un incontro con il tuo “io” più costante. Quello presente ogni giorno e che ascolta il tuo stesso battito.
    E’ un bello specchiarsi il tuo mio caro amico.
    Un salutone.

  21. Area67 ti ringrazio per la simpatia e l’amicizia che mi dimostri. Un salutona anche a te. A presto.

    Ciao, Sololu, mille volti ed un’unica essenza? Benvenuta nel club. :0)

    Paroleamelie… sei sicura che siano davvero in conflitto, che non possano diventare amici? E poi: solo due? …io ne avrei contati di più. :0) Un bacio.

  22. E’ la necessità di essere sempre in fuga, perchè se fosse un semplice “movimento” l’ansia non sarebbe spiegabile. Sono portatrice anch’io di questo germe…
    s.

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