Orfeo9

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La prima opera rock della storia, io l’ho vista in televisione; forse per mia sfortuna.
“Orfeo9”, di Tito Schipa jr. Addirittura precedente a “Tommy”, degli Who.
Erano gli anni ’70, ed io iniziavo a scoprire le vie della mia città, coi suoi sapori di salmastro ed i tramonti da farti accapponare la pelle, persino quella del culo.
Ero un ragazzino romantico.
Esploravo ogni angolo di ogni strada; investigavo gli occhi delle ragazze che incrociavo. Tra di loro poteva nascondersi la mia Euridice.
In questa stessa casa che oggi abito, addirittura in questa stessa stanza, era una sera di inverno, ospite a cena dagli zii, quando fui trafitto dalla musica e dalle immagini di Orfeo9.
Attraverso la favola di un Orfeo che vive in una comunità hippy ai margini di una città disumana e che perde la sua Euridice lasciandosi circuire dal venditore di felicità in gocce, io scoprii la mia aspirazione all’amore.
Era così bella, Euridice; era così dolce e innamorato, Orfeo.
Era così fantastica la musica, che io ne venni completamente travolto; uno di quei momenti che si ricordano per tutta la vita.
Certo, avevo già notato che le ragazze possedevano un qualcosa che attirava in maniera drastica i miei occhi -per la verità adocchiavo più che altro tette e culi- ma in quella sera di nuvole basse e pioggia battente, lampi premonitori contro i vetri appannati delle finestre, si fece strada in me per la prima volta il concetto di Una Donna Per La Vita.
Compresi che esisteva la possibilità di poter vivere un amore profondo, anche se questo comportava il rischio di perdersi, di perderlo e di bruciarsi.
Come Orfeo, che perde Euridice per leggerezza e stupidità, e che la perde ancora, alla fine della storia, non riconoscendola quando le passa vicino.
Persa due volte.
Nonostante le avventure e le traversie subite durante la ricerca di Euridice, Orfeo non aveva capito; e se aveva capito, non gli era stato sufficiente.
Non lo so che cosa avrebbe dovuto capire Orfeo, per non perdere Euridice. Come abbia potuto passarle vicino e non riconoscerla. Forse non aveva compreso il linguaggio dell’anima, qualunque cosa questo voglia dire. Forse era rimasto sulla cazzuta superficie delle cose. Era frastornato da mille esperienze e da personaggi ambigui, anche se fascinosi, incontrati lungo la via. I suoi occhi non sapevano più vedere.
Il venditore di felicità, dopo averlo sprofondato negli abissi della droga, riesce  persino a vendergli Euridice, che già lui possiede. E quindi Euridice non è più un sentimento che nasce dal suo profondo, ma diviene un qualcosa che Orfeo cerca al di fuori di sé.
E non ha più occhi per vedere.
Così Euridice viene persa in maniera definitiva, omologata alle mille facce e ai mille rifiuti subiti nella città disumana.
Ma nel frattempo io mi innamorai di Euridice, e con lei mi innamorai di tutte le donne del mondo; in fondo, credo di essermi innamorato dell’amore.
E quel ragazzino, che in quella notte si ripromise di non sbagliare mai con la propria Euridice, quel ragazzino dagli occhi lieti e dal sorriso di vetro, si mise in attesa.
Però Orfeo ha perso la sua Euridice, e quel ragazzino non l’ha mai trovata.
O forse le è passato vicino, senza riconoscerla.
Ma il ricordo della sera in cui scoprii che l’amore di una donna era la cosa che più desideravo al mondo, non mi abbandonerà mai.
Anche scoglionato, anche frantumato da sentimenti che a volte scopro come incomprensibili, anche disperso in fughe e ritorni dolorosi, non smetto mai di sperare.
E quel grido lanciato da Orfeo, che potete ascoltare nel brano qui sotto: “C’è Euridice, laggiù”, quell’ansito di speranza disperata, ancora squarcia la mia anima.
E la taglia a tocchetti.

Dedicato a Luca, che di musica ne capisce.

28 thoughts on “Orfeo9”

  1. splendido, Max, splendido!!
    non conoscevo questa musica, me ne interesserò senz’altro…solo che non riesco a sentire il brano che proponi -______-”’ …sighsob…

    grazie infinite della dedica, caro amico, dopo una dura giornata di lavoro non c’è cosa più gratificante di qualcuno che in un modo o nell’altro ti ha pensato 🙂
    un abbraccio, buona serata
    L.

  2. questo lo allego ai miei preferiti, tra i tuoi post. Sul fatto di non riconoscere il Lui o la Lei che ti passano accanto, ci ho anche scritto una nonpoesia… ma gli occhi si possono aprire, un giorno e forse non è solo questo il punto. Uno che la sapeva lunga sulla vita, diceva “il paradiso non è gratis”: se anche tu potessi riconoscerla, sei disposto a pagare il prezzo per averla? Perchè se non sei disposto, a che serve incontrarla e riconoscerla?

  3. solo poche righe, stasera, perchè sono un fascio di nervi scoperti, causa coma procurato dalle note di Jarrett…
    respiro, respiro…e un abbraccio forte,
    L.

    PS: ora il brano va alla grande, grazie 😉

  4. Il risveglio di Orfeo

    Orfeo
    E adesso che il giorno, anche il giorno è venuto,
    Orfeo, cos’altro non va?
    Che sotto il sole ci piove ogni tanto,
    beh, non è una novità,
    ma perché quelle nuvole in cielo
    fanno ombra anche di dentro,
    e nascondono un cielo sperduto nel profondo di me?
    È duro spiegare,
    è come abitare una nuvola, un velo, uno specchio…
    Mi guardo all’intorno e non vedo nient’altro che me…
    …nient’altro che me.

    Il riflesso di Orfeo
    Sto così bene
    sto così bene
    sto così bene
    sto così bene.
    Sto così bene…
    Che un raggio fosse entrato nelle vene?

    Orfeo
    E per il tuo bene tu lasci che io viva
    dove mai nessun raggio arriva…
    Mi senti?
    Riflesso
    Ti sento

    Orfeo
    Allora?

    Riflesso
    Sto così male
    Sto così male…

    Orfeo
    Ritorna sorriso.

    Riflesso
    Tristezza ti sfido.

    Orfeo
    E tu, nebbia, dovrai pure andartene!

    Riflesso
    Ma venisse qualcuno..

    Orfeo
    Ma accadesse qualcosa…

    Insieme
    La nebbia dovrà pure andarsene!
    La mia mano tesa…

    Orfeo
    …bagnata di realtà…
    Riflesso
    Che è questa qua!

    Orfeo
    Sputare l’amaro
    nessuno mi ha mai detto come si fa.
    Perché?

    Riflesso
    Perché nessuno?
    Orfeo
    Qualcuno mi mostri la strada…

    Riflesso
    Nessuno mai…perché?

    Orfeo
    …o prima che venga la sera, lo giuro, mi ammalo!

    Tutti
    Terra della mente chiara.
    Orfeo
    E il buio rimane.

    Tutti
    Terra dalla pace ardente.

    Orfeo
    E ho freddo ai pensieri.

    Tutti
    Terra dalla fiamma pura…

    Orfeo
    Ma chi li ha spenti?

    Tutti
    Visitala finché dura.

    Qui la battaglia è vinta,
    la rivoluzione è finita.
    Chi ha lottato, e non per finta,
    ha già vinto la sua vita.
    —–
    … grazie per avermi fatto conoscere Orfeo9 :o)
    Un bacio :o*

  5. Stupendo questo post. Sai raccontarti Max, sai dare colori diversi alle tue emozioni. Sai mandarle fuori di te e poi guardarle in filigrana. Mica poco eh!
    Sono rimasta afascinata davanti ad alcune immagini rappresentanti emozioni, che apparentemente diamo per scontate ma che in realtà dovremmo tenele sempre davanti ai nostri occhi e interrogarci spesso. Come l’incapacità di vedere l’essenziale, troppo presi a infagottare i nostri occhi e il nostro cuore in cose superflue. Una capacità che si ha alla nascita e che l’uomo, caso raro se non unico nel regno animale, perde via via che cresce.
    La capacità di guardare nel cuore, proprio e altrui, e trovarci quelle risposte, e quelle soltanto, che danno senso al vivere.
    E persa questa capacità alla fine ci “accontentiamo”, oppure ci illudiamo di aver trovato l’oggetto della ricerca.
    Poi ci sono “gli eletti”, quelli che non perdono mai la comunicazione con il proprio cuore, con il proprio essere bambino che solo sa vedere il re nudo; che non si accontentano di un surrogato, che hanno ben chiaro l’obiettivo, che sanno evitare le mille chimere del vivere…. e continuano il loro cammino.
    Io ti auguro un buon cammino Max.. se sai mantenere la tua rotta credo che troverai e riconoscerai la tua Euridice
    Un bacio

  6. Notevole ciò che hai scritto.
    Non conoscevo l’opera e mentre aspetto di poterla vedere ne sono andata alla ricerca, la trama in qualche modo mi appartiene io Euridice di un Orfeo come tanti che si lascia annebbiare la vista dal venditore di felicità e anche il mio Orfeo ha perso la sua Euridice due volte, accecato dal fumo e dal non voler nessun contatto con se stesso…
    Nel quotidiano siamo un po’ tutti Orfeo, spesso perdiamo il contatto con noi stessi e non riusciamo più ad ascoltare la voce del nostro cuore, siamo alla ricerca di cose effimere con una grande paura di Amare e allora sui nostri occhi si posa un velo che distorce la vista e così la nostra Euridice ci passa a fianco senza essere notata.
    E nella natura umana perdere di vista il puro dei sentimenti e cercare di colmare vuoti anche solo con illusioni, tanto per avere un appagamento ma così facendo non ci rendiamo conto che è una felicità momentanea che in realtà ci costringe soli fino alla prossima illusione..
    Oggi mi rendo conto che non saprei più vivere di questo forse perché ad un certo punto della vita vuoi il massimo delle emozioni in sentimenti puri e veri…
    Questo post mi porta a grandi e profonde riflessioni, un grande traguardo per chi scrive…
    I miei complimenti…

  7. Eri un ragazzo romantico, ora sei un uomo romantico. Quante volte si è passati accanto alla propria Euridice e non la si è riconosciuta, oppure, riconoscendola la si è data per scontata.. Una donna non va solo conquistata, riconosciuta.. ma va SEMPRE conquistata, riconosciuta in continuazione.. Non è facile, probabilmente, per voi! Un saluto…

  8. Che bel post.
    Riconoscere, capire? Cose difficili, dipendono dai momenti della vita poi.
    E quando si è riconosciuta quella persona, la persona, si dovrebbe far di tutto per averla e mantenerla al proprio fianco. Sono pochi quelli che sanno farlo, penso.
    Forse eri innamorato dell’amore, poi amare una persona è più complicato.

    Ciao Max,
    cybilla

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