Di nuovo a scrivere nella notte e per la notte, la finestra aperta anche se un vento freddo spazza le strade in questa aspirante primavera. Che entri, il vento, non può far altro che un po’ di pulizia.
Il rituale è lo stesso: un dito di vino nel bicchiere che fu di nutella, una sigaretta, sempre troppe, una musica sparata nelle cuffie che poi sistemerò nel player a destra, e visto che non ho niente da dire mi invento un titolo e aspetto che il tizio dentro di me, quello che scrive, faccia capolino.
Stavolta il titolo è difficile, non vorrei dover passare l’intera notte a pensarci sopra.
Meglio non pensare, lascio fare a lui.
Mi chiedo come mai mi sia balzato alla mente un titolo come questo che mi sono proposto stanotte. Forse mi sento al buio in una stanza e intravedo un filo di luce o magari un fiotto di luce che irrompe dalla stanza accanto. Qualche motivo ci sarà, mica le cose vengono per caso, e allora mi piace pensarla così, perché in fondo la luce può benissimo rappresentare la speranza e la voglia di raggiungere un luogo chiaro, dove posso aspirare a un minimo di consapevolezza.
Mettiamo che ho acceso una luce nella stanza accanto, e diamo per scontato che non sono impazzito e che questa stanza è semplicemente la rappresentazione di un luogo interiore, quali meraviglie potrei trovarvi dentro?
Basta entrare per vedere.
Questo non mi aiuta, anche se la stanza accanto è illuminata ho ancora la sensazione di brancolare nel buio.
E poi perché dovrei star qui a perdere tempo pensando a una stanza ficcata chissà dove seppure illuminata? Ho la sensazione di girare a vuoto.
Però non posso lasciarla così. E allora parlerò del senso che ha per me questo titolo, parlerò pubblicamente di un argomento sul quale mi sono sempre astenuto, a parte pochi intimi. Magari risulterò grossolano e approssimativo, ma occorre pagare un noviziato, non è semplice esporre per la prima volta certi pensieri utilizzando lo strumento della scrittura.
In questi giorni ho elaborato in chiave per me definitiva alcune considerazioni importanti. Mi sono persuaso una volta per tutte della verità espressa da una mole impressionante di discipline esoteriche. Inizio a credere realmente che siamo tutti entità creatrici e che la qualità dei nostri pensieri forma e plasma la vita che conduciamo. I nostri pensieri posseggono una vibrazione, come ogni cosa su questo piano fisico, una energia alla quale l’universo risponde. In questo modo creiamo la nostra vita, attiriamo le esperienze e le persone.
A questo punto chi legge può benissimo pensare che io sia davvero impazzito.
Non viviamo forse in un mondo apparentemente governato dal caso? Non sembra che gli eventi della nostra vita accadano senza che noi possiamo esercitare il minimo controllo?
Se la pensiamo così, siamo davvero in una stanza buia e vaghiamo alla cieca sbattendo la testa contro ogni ostacolo, scontrandoci in modo disarticolato con le persone che vivono con noi, nel nostro piccolo spazio.
Non riesco più a vederla in questo modo. Ho passato molti anni nella ricerca di libri e di maestri che mi indicassero una via, ho percorso il Cammino di Santiago, sempre cercando fuori da me qualcosa che mi potesse salvare dalla disperante esperienza umana. Sono rimasto preda dei miei dubbi, anche quando quel che leggevo o che mi veniva insegnato o che sentivo dentro mi sembrava possibile. Non è facile credere, quando sei abituato a considerare reale solo quello che tocchi e che vedi.
Ma non possiamo definire reale soltanto quel poco che il nostro cervello riesce a processare tra i miliardi di impulsi che ci bersagliano ogni giorno. Quello che noi consideriamo realtà è soltanto una frazione infinitesimale del tutto. Ditemi se sono reali gli infrarossi. O gli ultrasuoni.
Quante sono le cose che non riusciamo a vedere?
Oggi la fisica quantistica ci dice che la visione dell’universo alla quale siamo abituati non è corretta. Che la materia, quando osserviamo l’infinitamente piccolo, esiste come potenzialità. La più piccola frazione di materia che possiamo osservare si presenta sotto forma di onda o di particella, a seconda di cosa ci aspettiamo di vedere. E’ l’osservatore che determina la forma. E’ l’atto di osservare che crea il mondo. E quindi, se la materia è potenzialmente sia onda che particella e l’aspettativa di chi osserva è il catalizzatore che rende vera o l’una o l’altra forma, non può essere così per tutto?
La realtà come siamo abituati a vederla non esiste, ogni cosa si trova in uno stato di potenzialità, ogni evento è possibile, sono le nostre aspettative che scelgono quale sarà la realtà che vivremo.
Siamo noi a plasmare la nostra vita, che si svolge in linea con i nostri pensieri, con quello che profondamente crediamo, con ciò che ci aspettiamo.
E se pensiamo di stare male è così che ci sentiremo.
E allora sentiamoci bene, cosa abbiamo da perdere?
Sono posseduto da un senso di serena speranza, in questi giorni. Ho acceso una luce in una stanza, dentro di me, e adesso inizio un percorso per raggiungerla. Se non trovo la porta, credo che risolverò facendo crollare il muro.
Iniziamo a parlarne.
E a te, buon cammino.

Ottimo riTrovarsi con tale grinta e forza d’animo.
dovrebbe esserci dentro la bocca di tutti questo entusiamo, questa volontà.
luce negli occhi che troppo spesso si spegne.
🙂 buon viaggio.
Benvenuto nel mondo dei quanti. :o)
L’unica cos che non mi sento di condividere di questo interessante post è questa frase:
“ E se pensiamo di stare male è così che ci sentiremo.
E allora sentiamoci bene, cosa abbiamo da perdere?”
Mi suona di vagamente new age ed è la rappresentazione proprio di questa tendenza che non condivido.
Non metto in dubbio la forza della positività di pensiero ma forse sono troppo materialisticamente convinta che non basta volere una cosa per ottenerla.
Anzi, in questo concetto ci vedo l’origine di alcuni aspetti del deterioramento in atto nella società in cui viviamo.
Quando invece mi sposto sul discorso in generale, sul voler vedere una stanza illuminata come prodomo di un discoro sulla speranza, beh allora la condivido…. anche in virtù di quel conosco di te, come la tua coerenza ed il tuo indubbio valore come essere umano.
Forse sono andata fuori traccia….
che gioia questo post! inizia a cadere la buccia di argilla e ad intravedersi quello che sei realmente, per lo scopo preciso che ti ha portato sin qui…te lo dissi anni fa (quanti? 3?). Non permettere a niente e a nessuno di ostacolarti, vai avanti, un passo alla volta o 10 in un balzo non importa, non fermarti 🙂
Forse è vero che se ci impegnamo possiamo governare ciò che ci circonda, ma alle volte veniamo sopraffatti da essi e per quanto ci sforziamo non riusciamo a farcela…. Purtroppo la nostra volontà non è l’unica componente!
Una buona serata.
Sfonda le porte ma attento a non spegnere la fiammella che arde!
Un salutone caro Max
Per quanto sia intenso un nostro pensiero, intento o desiderio ci sono poi tutte le forze che arrivano da fuori, casuali o meno, a formare la realtà.
Ho provato ad abbassare le aspettative, ma è un trucco che dura pochissimo.
Vale la pena, però, di alzarsi e accendere la luce.
Interessante questo tuo scritto… e credo che vedere comunque una luce che filtri serva ad indicare che la possibilità esiste…
Buon cammino
Mumble, mumble, argomento da prendere con le pinze, sottoscrivo tutto se non diventa dogma e resta nel campo dell’opinabile. Il fatto è che qui se ne parla in maniera seria (ipotizzo partendo da una preparazione scientifica), ed è affascinante indagare quell’incerto che s’agita appena oltre la soglia del conosciuto, ma basta un attimo e qualcuno c’affonda frottole malfidate, etc. etc.
Bel blog, approfondisce con coerenza.
Condivido, e sono d’accordo anche con chi dice che sembrano proclami new age: la base della felicità, io ne sono convinta, penso sia tutta qui, nella sua semplicità e per questo sembra fin troppo superficiale. Ma la felicità vera è l’obiettivo più difficile del mondo. Il buddismo da secoli lavora proprio su questo, ma la strada è lunghissima, difficilissima, e la sto percorrendo anch’io con grande fatica.
non c’è molto da aggiungere. se non leggerlo. una volta ogni tanto
mi ha colpita la parte sulle verità contenute nelle discipline esoteriche. sulle vibrazioni e i pensieri.
buon cammino a te e buon viaggio dentro di te 🙂
..mi soffermo sulla forza del pensiero, perchè è così..e non sei impazzito.
l’universo è mosso da invisibili fili, ai quali volenti o nolenti siamo legati, muoviamo e siamo a nostra volta mossi..
ci sono forze che vanno al di là della nostra comprensione, vero è il fatto che se pensi male…il male aumenta e se pensi bene…il sorriso divampa, mi sembra strano non pensarla come “perla”..ma è così, perchè, ovviamente per la mia esperienza…è davvero così.
..ci si dovrebbe soffermare più spesso sulla stanza accanto…o “dentro”..
ne abbiamo così tante..
🙂
ti abbraccio stretto..
m.
.. sono le nostre aspettative a scegliere quale sarà la realtà che noi vivremo. che poi l’uomo ce l’ha eccome se ce l’ha, la facoltà di instradare il proprio destino.
bel post, forte e positivo.
🙂 ciao!
Buon Cammino.. quanto tempo che non lo sentivo dire.
Il Cammino di Santiago resta nel cuore, dentro il cuore, e non si torna mai come si è partiti.
Io vivo nella penombra, ma son convinta che i pensieri abbiano molte vibrazioni..
Buon cammino a te
anzi
Utreya! 🙂
merita attenzione e riflessione.. ci tornerò.. intanto ti lascio un saluto e un sorriso..
…la luce è dentro di noi…è lì che aspetta solo di essere seguita…a volte il percorso è tortuoso, altre invece il muro cade da solo…
buon cammino a te!
Blue
[mi piace qui,è un buon posto dove fermarsi ad ascoltare]
Attenta, piccola falena… ché la luce che tanto ti attrae potrebbe non essere luce.
O potrebbe bruciarti…
buona giornata!
già solo il fatto che tu veda quella luce fa di te una persona già un passo più avanti.
se la vedi, fai davvero di tutto per raggiungerla!!!
Ciao, ti ho anche linkato.
Buona giornata
E’ una teoria interessante la tua. Anch’io credo che siano le energie “invisibili” a determinare il nostro destino. 😉
Per qualcosa o per qualcuno
ci sentiamo sempre cosi.
Non finiamo mai…
R*
denota volontà e voglia, quella luce la si deve vedere, se ne sente necessità.. soprattutto se decidi di sfondare quel muro.. non mi sono mai fermata a pensare, sono poco riflessiva io, o meglio, sono riflessiva solo in alcuni momenti.. forse ora preferisco rimanere al buio, urtare spigoli.. ma l’idea di sfondare il muro alla ricerca della luce mi da speranza.. se un giorno dovessi cambiare idea verrò a rileggere questo post..
mi ha tenuto delle ore a pensare questo post, magari lo aggiungo ai miei link, per altri momenti di riflessione.
un bacio e buon fine settimana
ho imparato sulla mia pelle la verità delle tue parole. Pensare bene ci fa bene. E’ così semplice, così scontato eppure così lontano da noi, affannati a cercare l’impossibile.
Puoi avere i pensieri più belli, i sogni più ispirati, la volontà del bene, il senso del giusto, una fede incrollabile, ma tutto questo non toglie che appena finito di scrivere, scendi in strada e camminando sul marciapiede trovi la morte per la rottura improvvisa e imprevedibile del ramo di un albero.
Ne sanno qualcosa le centinaia di migliaia di persone morte per lo Tsunami.
Si vive a fatica e si può morire per nessun motivo con una facilità estrema.
Luca
piacevole scoperta anche per me…
di là sei il benvenuto.
n.
uff occhi lucidi!!! ti dico solo questo…
Grazie!