Fuoco verde

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Questa immagine l’ho realizzata in pochi passaggi, poi sono rimasto a guardarla, a lungo. Mi piace, è forse la migliore di tutte quelle che ho prodotto sino ad ora.
E’ anche vero che di solito l’ultima immagine che compongo è sempre quella che mi piace di più, non saprei spiegarne il motivo, forse perché ad ogni nuova elaborazione ho la sensazione di salire un gradino, anche se non so di quale scala, né verso cosa io stia salendo, per arrivare dove, poi, questo è il più grande mistero.
Ma c’è un senso di crescita, la percezione di uno sviluppo ulteriore, una maggiore consapevolezza dei mezzi e del significato. Perché le immagini, mica nascono a caso. Sono sempre il frutto di un sentimento contingente, una situazione personale carica di sensazioni e di emozione che viene elaborata e compresa anche attraverso una forma di espressione artistica. In questo senso mi ritengo fortunato, al momento, perché ho la doppia possibilità di creare una immagine nuova sulla quale poi scrivere qualcosa, per arrivare a proporre il tutto insieme, in un bel pacchetto regalo. Parlare di me attraverso una immagine e parlare di una immagine attraverso me.
Mentre la guardavo, appena finita, mi sono chiesto quale aspetto avrebbe avuto, se invece di scattare una foto da elaborare con qualche tocco di mouse, l’avessi dipinta.
La pittura è un’altra cosa, questo è certo. Sembra un’affermazione banale, ma chi si siede di fronte ad un cavalletto capisce perfettamente cosa intendo. Ci sono i tempi, tanto per cominciare: è fuori di dubbio che per dipingere un quadro così non mi sarebbero sufficienti due mesi.
Nella pittura è necessario entrare dentro il significato ultimo dell’opera che si vuole creare, un percorso di avvicinamento progressivo al suo senso definitivo, stratificando pennellata su pennellata, attendendo con pazienza che il colore asciughi al punto giusto, nel caso, per poter intervenire di nuovo. Un processo di sedimentazione che procede di pari passo nel mondo fisico, sulla tela, nell’universo mentale e nello spazio dell’anima.
Il gesto della pennellata è pura energia controllata e guidata da uno spirito che l’artista a un certo punto avverte come non più suo, quasi lo stesso Universo intendesse esprimersi attraverso mani di uomo.
Per ottenere un determinato colore non basta spremere una certa quantità di pigmento da vari tubetti e miscelare con sapienza. Ci sono colori che non si realizzano se non sovrapponendo più strati uno sull’altro. La qualità del colore che sta sotto, apparentemente nascosto, traspare sulla superficie del dipinto, conferendogli una vibrazione speciale, il quid di mistero e poesia che così spesso ci ferma, ammaliati e sgomenti. Dal profondo dell’opera terminata, il pittore porge una carezza allo spettatore, così come potrebbe nascere un gesto d’amore da un’emozione nascosta in fondo al cuore. Se ne ignora la sorgente, ma si rimane persuasi dall’emozione.
Quindi, occorrerebbe un dispendio di energia notevole, unita ad una devozione assoluta, pazienza, sangue, lacrime e sudore. Ci sono dei quadri che mi hanno impegnato per mesi, perseguitandomi ovunque andassi, per poi lasciarmi, stanco, non appena terminati, consegnati finalmente al mondo.
Non è questo il caso. Per questa foto è bastato un click nel posto giusto e un paio di passaggi con un programma di fotoritocco. E infatti è l’immagine giusta, sotto molti aspetti: facile e veloce, adatta ad uno strumento come internet; emotivamente calibrata ai miei passaggi interiori, alle emozioni che provo in questi giorni.
Un fuoco verde contro un muro livido.
L’Universo mi è estraneo, oggi, e un fuoco verde non serve a scaldarsi. Non ha la qualità del calore di casa, non avvicina, non allontana.
Una astrazione mentale per evidenziare e al tempo stesso distrarre da ciò che sento mancarmi.
Un fuoco rosso, caldo, un vino che richieda tempo e pazienza prima di poter essere assaggiato, ma che penetri nelle vene con il suo dolce tepore, dissetando.

10 thoughts on “Fuoco verde

  1. Sono cose diverse, chiaramente. Anche scrivere non è semplice: a volte le parole non escono, le frasi sono tortuose e contorte, il tutto procede con lentezza pari alla inadeguatezza del testo; in altri casi, le parole sgorgano dalla tua anima, una dopo l’altra, a velocità impressionante, e sono belle!
    La fotografia, come il cinema, sono ormai da annoverare fra le “arti nobili”. Offrono vantaggi e svantaggi. Ma possono risultare molto evocative. Come nel tuo caso.

  2. Mangio tantissimo, io!!!! Diceva la madre della mia più cara amica ‘yukshee, tu devi sposare un proprietario di allevamenti, senno’ chi ti sfama?’

    Forse è per questo che il krukkopitta cena in mia compagnia, ma giammai offre lui 😉

  3. …e certo:
    il vino rosso
    e il sangue
    (rosso)

    non ci si scalda sennò

    e la pittura
    il pennello
    la scelta dei colori
    fatta scartando
    fatta eludendo i richiami di alcuni colori che sai inadatti alla tela
    ma che che hanno la stessa sfumatura
    di quei tuoi pensieri
    di quel momento
    di quell’ora
    di quell’istante

    un bacio

    nina

  4. Io non so dipingere, ma amo la fotografare e giocare con la luce creando effetti talvolta irreali e fuori dalle righe. Attraverso le foto cerco di comunicare il mio modo di vedere e di sentire quello che mi coinvolge. E’ vero, per la pittura le cose sono più complesse…la pittura è ricerca..è…come dire…immersione …in stati d’animo…in emozioni…che trasudano attraverso tratti e tinte più o meno energiche o dolci o equilibri talvolta delicatissimi.
    Vera

  5. Hai usato un sostantivo che trovo appropriato alle immagini come io le intendo: vibrazioni. Non so dipingere, nè fotografare, ma so riconoscere un buon quadro e una buona immagine se, guardandoli, ne sono “attraversata”. Dalle vibrazioni. Quest’immagine vibra, pulsa. Nonostante il freddo del colore verde, nonostante il gelo d’un camino in pietra e spento, rimanda il ricordo del tepore di fuochi passati. Ben tornato. Cate

  6. Io provo a dipingere e mi piace fare clik a caso. A volte il caso mi aiuta:)
    E concordo con ciò che hai scritto.
    La foto mi piace molto, per la scelta dei colori che è una delle più felici.
    Pensavo di elaborare prossimamente una parete proprio con questo accostamento. Buona domenica:)

  7. Un parallelismo molto interessante tra stati d’animo e le sue espressioni che fa riflettere perchè tu lo applica alla pittura e alla fotografia ma, estrapolando, ogninolo può ripensare in funzione delle proprie attitudini.
    Per me, nel rapporto più “diretto” al tuo esempio, potrebbe valere tra prosa e poesia (lasciandone perdere la qualità!)

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