clicca per ingrandire
“…e gli uomini vanno a mirare le altezze de’ monti e i grossi flutti del mare e le larghe correnti de’ fiumi e la distesa dell’oceano e i giri delle stelle: e abbandonano sé stessi”.
(Sant’Agostino, "Confessioni")
Adesso che sono giunto a questo spazio ultimo, nel posto dove ha termine il mondo conosciuto, è necessario trovare la strada per tornare indietro.
Ma se tanto ho camminato per guadagnare questo luogo estremo, lasciando che l’intero universo mi scivolasse alle spalle, non certo per rinnegare ma forse soltanto per superare, è arrivato il momento in cui gli atti che hanno segnato la vita vengano emendati.
Non è possibile scegliere la via giusta per il ritorno, se ancora è così pesante il carico che per tutto il tragitto ha gravato sulla schiena.
Quali errori, se vi sono stati, quali dolori, sentimenti, atteggiamenti e infine pensieri ho portato sin qua, come un mulo testardo, a riempire questo spazio finalmente vuoto?
Vorrei avere un fuoco, stanotte, davanti al quale sedere a pensare, e scegliere. Non sarebbe bello, poter contemplare l’antico e magico fuoco, seduti innanzi alle stelle sulla spiaggia dove ha termine il mondo?
Ho guardato le altezze dei monti e le grandi onde del mare e le correnti dei fiumi e la distesa dell’oceano e il percorso delle stelle. Ho guardato abbandonando me stesso.
Adesso posso soltanto sperare in un lieto ritorno, di passi leggeri e leggere emozioni. Lungo la strada che porta a casa, forse, mi ritroverò. Di nuovo, o per la prima volta.


tornare indietro sui propri passi? Mmmmm… la vita deve essere evoluzione non involuzione!
Quando i passi fatti meritano d’essere ripercorsi è giusto farlo.
Magari l’insegnamento sarà diverso. Magari no.
secondo me non hai niente da ritrovare.
tu sei esattamente dove dovresti.
…spero che sia una cosa positiva, Search…
Vai dove ti porta il cuore…. qualunque sia la strada e qualunque prezzo costi…credo solo così tu possa sentire e ritrovare quello che cerchi…quella parte di te che hai ” abbandonato ”
Vera
Il destino dell’uomo,la sua condanna, è quella di andare avanti, sempre avanti.
A volte non ci è permesso tornare indietro se non attraversando un patimento interiore che potrebbe distruggere tutte quelle piccole flebili certezze che ci si è costruiti lasciandoci come alberi solitari, preda del Ghibli.
Splendidi pensieri, splendido tu.
chapeau! Il “Post-Summa” 🙂
La brevità: gran cosa! (da “La Bohème” di Puccini 🙂
Vorrei avere un fuoco, stanotte, davanti al quale sedere a pensare, e scegliere. Non sarebbe bello, poter contemplare l’antico e magico fuoco, seduti innanzi alle stelle sulla spiaggia dove ha termine il mondo?
Non servono commenti 🙂
Ti ho riempito la casella di posta (forse) spero tu potrai consigliarmi ed eventualmente aiutarmi.
Grazie.
sai perchè non commento? Perchè soffro di invidia per le immagini che sai creare. OH! Mi sono tolta questo dente. Si può scherzare pur apprezzando il brano?
:0)
Mi siedo un po’ qui e ascolto queste tue parole. Si, sarebbe davvero bello poter contemplare quell’antico e magico fuoco… sulla spiaggia dove ha termine il mondo.
Quasi come un fermo immagine il desiderio che hai descritto mi porta non più qui, non più in questo tempo… ma dove basta davvero poco per sentirsi uniti ad ogni cosa.
Lì dove, forse, si potrebbero davvero toccare quelle stelle.
Resto ancora un po’. Sto bene.