
Ogni notte ripiego con cura il giorno appena trascorso, un nuovo file per l’immenso archivio. Mi soffermo un poco a decidere sotto quale voce inserire le ultime ore, un’operazione spesso molto semplice. Ci sono solo due voci, nel mio database: felicità; infelicità. E’ vero: c’è una suddivisione in infinite cartelle, a seconda del grado di intensità delle emozioni che mi rendono felice, oppure, il contrario. A volte questo fatto rende tutto più complicato. La ripartizione delle cose e degli eventi nelle semplici categorie di bianco e nero è troppo netta, io credo. Però è vero che il pendolo oscilla di frequente da un estremo all’altro, portandomi in alto e poi di corsa verso il basso, se fosse un oggetto fisico da poter vedere e toccare credo che allungherei una mano a fermarlo, a frenarne un poco la corsa. Ma invece è qui dentro di me, a due passi dal mio cuore, non trovo la strada o il coraggio di intraprendere una operazione così delicata e difficile. Lascio che le cose vadano come vogliono, non credo sia possibile un controllo sui sentimenti. O forse sì.
Sì, certo.
Ma esercitare un tale tipo di controllo è come frenare la voglia di un’altra sigaretta. Le sigarette sono come le ciliegie, adesso, vedi, ne accendo un’altra.
Domani smetterò di fumare.
Domani smetterò di sperare.
Non amo andare al mare la domenica: troppa confusione sulla spiaggia. Per arrivare alla battigia c’è da fare la fila, è necessario districarsi piano tra una infinità di ombrelloni, e poi gli asciugamani stesi sulla spiaggia incastonata di bottiglie di abbronzante, radioline, sedie a sdraio e usata come pista di accelerazione da una quantità impressionante di bambini che sfrecciano ovunque, anche tra le palle; per non contare i fiorentini che cercano di fare il bagno senza annegare, cosa che pare riesca loro abbastanza difficile.
Per questo sono qui a scrivere queste quattro cazzate, perché mi piace disporre di un orizzonte abbastanza sgombro, quando mi trovo sulla spiaggia.
Mi piace il mare di settembre, a pomeriggio inoltrato, quando la luce è meno forte e arriva a raggiungerti come una dolce carezza.
Appena affondo i piedi nell’acqua sento immediatamente il sollievo del fresco. Cammino piano verso fondali più profondi, cercando di dimostrare una certa virilità quando le onde iniziano a colpirmi sulla pancia, il punto più sensibile. Trattengo un poco il momento del tuffo, perché sempre mi sembra che il mare giochi con me, sfidandomi a resistere ancora, accettando le onde che arrivano a bagnarmi da direzioni diverse e mi piace, questo, mi piace guardare verso l’orizzonte, al sole calante, prima di gettarmi nel verdeblu. Una sensazione che amo sin da quando ero un bambino.
E’ sempre lo stesso mare, ma è sempre un mare diverso, quanto è vero il detto che non puoi bagnarti due volte nella stessa acqua!
Nella vita, invece, mi capita spesso di bagnarmi nella stessa acqua.
Ma forse, a pensarci bene, non è mica vera questa cosa.
Comunque, oggi sono qui, a sentire il dolce silenzio della città quasi deserta e anche questo mi piace.
Mi soffermo a pensare al passato, mi accompagna questa musica e i ricordi nascono spontanei, alcuni di ieri, altri molto lontani.
Ricordi salati come il mare, dolci come la luce serena di un tramonto.
Voglio postare la foto di un settembre ormai lontano, la corsa sulla spiaggia in sella a un motorino perso nei meandri della memoria. La foto che mi scattò Michele, detto Mungo, il giorno successivo al mio rientro da Londra, il primo vero viaggio.
Settembre di mille anni fa, quando ero ancora quello che oggi vorrei diventare.

Sensazioni e impressioni disegnate sul pc.
Eccoti qui.
Un abbraccio forte :o*
ps: la musica é stupenda
Siamo a 598, conto che ti credi?
Seriamente: un brano distinto in due momenti che potrebbero sembrare antitetici (introspettivo e descrittivo) e in realtà non lo sono. Perché l’alternanza iniziale tra i due opposti è la stessa della conclusione. Una sola considerazione personale, se mi posso permettere: ritengo che i sentimenti si possono controllare ma anche che sia impossibile.
Un po’ come il verdeblu che è un tutt’uno.
No, non si possono controllare i sentimenti, non c’è ragionamento o li senti dentro o non li senti, o parti o rimani,o ami o non ami, o desideri o non desideri…le vie di mezzo son sempre compromessi e i compromessi non riescono a colmare il cuore per come vorremmo.
Una pagina che penetra l’anima tanto la senti vera sulla pelle, nel rappresentarti.
Kat
Sì, avevo già tolto shinystat, ma a quanto pare non è quello…Non mi è chiaro però perchè a qualcuno attivi l’activeX e ad altri no (utenti FF esclusi, ovviamente)…
Già…quello che temevo…peccato perchè era un counter assai utile…evabbè, proverò a sacrificare anche quello sull’altare di Internet Explorer! 😉
bellobellobellobello! :-)))