
Ci sono dei giorni nei quali imbocco un sentiero. I sentieri sono molti, ed alcuni sono inevitabili.
I miei sentieri sono i sentimenti, e quando posso scegliere mi trovo sempre in difficoltà.
Scegliere un sentimento piuttosto che un’altro ti trascina, come conseguenza, in luoghi diversissimi tra loro.
Se scegli l’amore, ti troverai avvinghiato ad un altro corpo, su un letto sudato, a travasare baci.
Se scegli l’odio, fronteggerai la fredda luce di una lampada piantata in faccia, ed un tizio, sigaretta in bocca, ti chiederà se le dita della mano adesso ti dolgono.
Se scegli la disperazione, contemplerai un mare tempestoso, in un’alba in chiaroscuro, seduto nella tua scassatissima automobile dagli interni in fintapelle che puzzano di fumo, con i sedili che cigolano lievi di un amplesso che non hai consumato.
Se scegli l’indifferenza, fisserai intensamente un muro per così tanto tempo che ti verrà voglia di urlare, e di sbatterci la testa contro, giusto per vedere se un po’ di rosso ci sta bene.
Se scegli di andare consumerai le scarpe; se scegli di restare non ne avrai bisogno.
(Ma andare e restare sono sentimenti?)
(Ma andare e restare sono sentimenti?)
E’ come guardare una vetrina, incapaci di decidere quale capo di vestiario sia più efficace per far colpo sulle donne, sugli uomini, sul capo del personale.
O quale colore può contribuire a farti passare inosservato.
Lingerie gialla, o viola.
Boxer, oppure slip.
E mentre cerchi di decidere ti accorgi che l’immagine è deformata perché la vetrina, riflettendoti, contiene anche te stesso. Ti scopri incongruo: preda di oggetti ammiccanti la gioia di vivere, di fare, di correre e di bersi in un colpo solo… ma pur pensando che niente di quello che vedi ti appartiene, non puoi fare a meno di compenetrartene.
Come un’allodola che nell’atto di rubare lo specchio si sorprende e si attarda a guardare la propria immagine riflessa, e intontita e perplessa arriva alla conclusione che rubare quello specchio equivale a rubare sé stessa.

bello sai?
Anche se credo che alla fine scegliamo ben poco…accade quel che deve e basta. Noi possiamo solo scegliere se accogliere quel che accade oppure lottarci contro.
🙂
si, è veramente bellissimo.
le scelte…
I sentimenti … moti profondi che ci indicano la strada.
Andare o restare … credo siano queste le scelte.
Vivere … compenetrandoci nella vita per non rubarci a noi stessi.
Bellissima immagine di te riflesso … allodola di luce :o)
Bellissimo anche questo post.
Un bacio
ho scelto.
scelgo i post in cui parli di te.
tolgono il fiato.
ma l’immagine nello specchio, siamo davvero noi o è quella maschera che ci portiamo in giro? E se non siamo noi davvero, nessuno ci potrà rubare…
Grazie, Plillina. Anche io credo che spesso abbiamo poca scelta, ma anche scegliere se accogliere o lottare, andare o restare, restano opzioni possibili. Si può anche non scegliere ed è una scelta anche questa. Sto facendo un po’ di casino? …credo di sì. :0)
Grazie, Cye… comprendo il senso di quei puntinipuntinipuntini…
Ciao Chiara! …allodola di luce mi piace! Ha un che di esoterico, oppure sembra il titolo di un romanzo… sì, andare o restare, per me da sempre la scelta più difficile. Di solito vado. Uf. Un bacio.
Searching, una scelta è una scelta! E adesso sei fregata, non potrai più ritrattare! Mi fai arrossire e ti ringrazio.
Sai Stella, io credo che la maschera la mostriamo al mondo, ma quando ci guardiamo allo specchio in perfetta solitudine, abbiamo la possibilità di vedere il vero “noi”. E magari ci rubassero la maschera! Dovermmo andare a giro nudi, ma sai che sollievo… :0)
In fondo non c’é posto e parole migliori per inserire questa fotografia
… a volte , ignara, l’allodola compenetra nella “non appartenenza” di qualcun’altro.
E diventiamo così parte di un unico cerchio.
Un bacio
Ho deciso che rimarrò cinque minutini senza parole in onore di questo post.
ehm…come fate a inserire le foto nei commenti?! sono impedita, lo so, ma se me lo dite son contenta :D, volevo mandarne una a Max…
baci
cri nel monolocale ammalata
un prete che fa messa usando parole come “sballare, vi spacco, non combino” come lo definisci?!
la mia faccina… prossimamente!
forse per quello che hai scritto tu è il motivo per il quale amo poco gli specchi …………….. scoprire che nello specchio non ci sono ma un’altra persona ch enon sono io ch emi guarda e mi dice ma tu chi sei ?……….. bel post davvero ……… direi interessante la teoria del filo………. 😉 bacino
diamine, è sempre un piacere leggerti, i tuoi post sono storie da bersi tutte d’un fiato
…questo blog è tutto una scoperta: impressionante quel pianista, che confesso non conoscevo. Splendida musica, impagabile contributo. Grazie
grazie a te, come sempre, del tuo passaggio importante
un abbraccio
L.
…sì, Chiara, è senz’altro il post(o) giusto per quella foto. Un cerchio che si chiude, impressionante, grazie.
We, Cecia, mi lasci senza parole… mica poco.
Ciao Cri, sei ammalata? Cos’hai? Non ho mai messo foto nei commenti, quindi non saprei aiutarti… ma vedrai che qualcuno lo farà. In alternativa mi informo e ti faccio sapere, che quella foto la voglio! A presto. Un bacio a te e uno a Parigi? Ok.
Sì, Searching: un prete innovativo. Si potrebbe anche dire: alternativo. In attesa della faccina, un bacetto anche a te. :0)
…e tu, Dovetiporta, che cosa rispondi a quella figura che dallo specchio ti chiede: chi sei? Io una risposta ce l’ho, ma non posso dirla qui, che poi mi dicono che sono il solito toscanaccio sboccato…
Beh, Lucamadeus, qui non facciamo altro che ringraziarci a vicenda… non è che ci stiamo trasformando in giapponesi tutti inchini e salamelecchi? Mh. A proposito: grazie del passaggio e del commento.
Molto, molto bello questo post, emozioni espresse nel migliore dei modi!
i sentieri sono molti ed alcuni inevitabili…
e tali inevitabili fanno comunque parte dell’opzione precedente .
hack
Per l’importanza della “parola”, al mio commento aggiungo semplicemente per te:
“Le buone parole valgono molto e costano poco.”
(George Herbert)
hack
Beh, Lucamadeus, qui non facciamo altro che ringraziarci a vicenda… non è che ci stiamo trasformando in giapponesi tutti inchini e salamelecchi?
eheh, hai ragione, ma d’altronde quando si riconoscono alcune affinità tra mille altre si tende sempre ad essere grati a qualcuno o a qualcosa
notte, Max 🙂
L.
Ciao MaxWeb,
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Detto ciò, ti salutiamo nella speranza che il tuo blog rimanga interessante come lo è adesso e anzi, lo diventi di più.
La redazione di Liveblogs.
PS: Ti abbiamo spedito un messaggio privato nel caso in cui tu non riesca a leggere questo commento. A presto!
hai visto, Max? curioso che il giorno dopo sia successo anche a te, ma forse non tanto: compagni di strada…:-)
…eh, sì, Cye… curiosa coincidenza…
Lucamadeus, non avrei saputo dire meglio!
Grazie del passaggio e della bellissima citazione, Hack, però io questo passo mica l’ho capito: “e tali inevitabili fanno comunque parte dell’opzione precedente”. Mi scuso: potresti spegarmelo?
Grazie kaos! Voltaire avrebbe detto: “nel migliore dei modi possibile”. …ma era un’illusione, non e vero? :0)
DEavanti ad un bivio mi ritrovo a decidere quale sentiero imboccare…mi lascio guidare dai sentimenti…non potremo farne a meno come non potremmo restare fermi su quel bivio perchè esistere vuol dire proseguire il cammino…
ammirata tanto…
Quante belle tessere di te in questi scorci del tuo recente passato… lo sto ripercorrendo con grande intensità.
Buonanotte in questa notte che non è la stessa di ieri notte e sarà molto diversa della prossima…
Anna 🙂