
…e dopo numerose notti spese a scavarmi dentro, a frugare tra pensieri inquieti, finalmente una notte di pace.
Non c’è fretta, non c’è ansia.
Il cielo non è una nera corazza e le stelle non sono colpi di martello.
La coscienza si dilata a compenetrare l’ambiente a me più prossimo, attraversa le strade che conosco e raggiunge il mare che da sempre mi aspetta, silenzioso compagno di una vita, e le immagini si mischiano ai volti che in quei luoghi ho incrociato e alle voci che da quegli spazi mi hanno raggiunto.
Oggi ho posto una domanda. Oggi ho avuto una risposta.
E’ pulita la mia anima, sento in me l’infinta dolcezza dei pochi o molti giorni che ancora restano da vivere, e lo schietto sorriso di quelli che già ho vissuto.
Chiudendo gli occhi e lasciandomi prendere per mano dal ricordo, passeggio sotto i lampioni che delimitano la curva del porto, dove le barche, nella foschia che leggera si distende sul mare, sembrano uccelli che dormono cullati dai flutti, con le ali ripiegate sotto una foresta di alberi che ondeggiano nell’aria priva di vento, mentre le navi all’orizzonte scorrono lente, rese visibili contro il cielo scuro da luci che le rendono simili a stelle vaganti.
Verso sud, a picco sul mare, c’è un albero che somiglia ad un olivo, piccolo come un bonsai, che resiste al vento con dolce cedevolezza. Nel suo piegarsi come un’onda mi insegna la silenziosa essenza del sopravvivere. Del resistere senza combattere. Nell’ombra di molte sere, accompagnato dal suono e dal ritmo della risacca, da quel punto ho lanciato verso l’Universo il mio Sutra del Loto, prima di scivolare ed arrendermi al percorso che mi impegna nella corsa; passi veloci a battere dove i miei piedi in altri giorni hanno riempito lo spazio. Io bambino, adolescente e poi finalmente uomo.
E vicino c’è un tratto di mare che da sempre risponde ai miei giorni di rabbia con colpi furiosi su scogli disarmati ma invulnerabili; pietre che cedono lentamente soltanto alla forza dello scorrere del tempo, che tutto trasforma, che tutto modella.
E le spiagge dove il sole ha accarezzato e pitturato il mio corpo.
Ho visto il mare cambiare nel colore e nella forza. L’ho visto correre verso gli infiniti tramonti inanellati dai voli dei gabbiani, nel vento caldo delle estati e gelido degli inverni.
Ogni forma attorno a me acquista il senso di una presenza e racchiude il significato appreso da ogni esistenza che vi è passata attraverso.
Le facciate dei palazzi che carezzo col palmo della mano mentre cammino, hanno visto fluire vite e sospiri e sorrisi e rabbia e dolore. Mantengono l’impronta di corpi e voci.
I mattoni di ogni casa sono impregnati sino all’ultima molecola dei sentimenti riversati dalle persone che li hanno collocati nella loro posizione definitiva, e da quelle che all’interno delle stanze hanno consumato la loro vita, per intero o anche solo in parte. Ed il loro colore, nel tempo, ha preso varie sfumature. Il rosso scuro della rabbia, dove un pugno disperato ha colpito con forza; il verde della speranza, dove una fronte si è posata a cercare il fresco del muro per placare il turbinio della mente; le infinite gradazioni della passione, dove i corpi si sono poggiati nel loro spingersi per cercarsi.
Ogni finestra che incontro è una bocca spalancata sulla notte, ed il suo spazio aperto ancora ricorda i vagiti di bambini appena nati, e sono suoni gettati sull’acciottolato come monete tintinnanti con le quali acquistare un futuro; riverberano le grida del dolore crudo e incapace di accettare l’ennesima vita che si spegne a questo mondo, e sono tormento che si riversa dagli occhi in vibrazioni impossibili ad essere espresse da una voce, da un canto doloroso, e persino dal tempo che tuttavia quella stessa vita ha racchiuso e indirizzato.
Vedo ancora il colore delle vetrine dei negozi che non esistono più, sostituiti e trasformati, ma dove stanno ancora incasellate, incancellabili, le innumerevoli facce che si sono avvicendate, negli anni, da anni, con gli anni.
Adesso posso accettare davvero questo fluire, che scopro gioioso, di visi, di mani, di colori, di suoni, di emozioni.
Posso scorrere l’intero tessuto, cercando con la punta delle dita che scivolano leggere ogni più piccolo nodo da sciogliere, gustandone l’intricato ordito e la leggera trama.
Con gli occhi colgo la più piccola, deliziosa sfumatura di colore.
Dimmi quale amore è questo.
La serena accettazione di ogni cosa, visibile e invisibile, che sia gridata al cielo immobile e limpido o appena sussurrata e ceduta al vento in tempesta, ma non per questo perduta.
Dispongo le parole di questa notte come mattoni a creare la mia casa, sistemandole nell’ordine che preferisco con una sicurezza che non teme smentite.
Scorrono i minuti lasciando intatto un istante che adesso sembra congelato in un tempo eterno, in un eterno sorriso.
Lascio cadere parole che questa notte sono solo mie, segnando una strada che non percorrerò a ritroso.
Io sono qui.

“… e dopo numerose notti spese a scavarmi dentro, a frugare tra pensieri inquieti, finalmente una notte di pace”
… io invece stanotte proprio non riesco a dormire, nonostante abbia passato una giornata ed una serata stancanti, sono qui sveglissima. Cè che io invece stanotte, e non succedeva da tempo, mi sono fatta avvolgere da tutto quello che ho perso nella vita e che non ho più e che a volta ancora mi manca.
… ma non son certo qui a tediarti con i miei malinconici momenti. Non sarebbe giusto, anche perchè hai scritto un post veramente meraviglioso.
Leggerti così mi piace… parecchio…
Ti lascio un abbraccio…
è bello lasciarsi avvolgere generosamente…
notti strane, queste…un po’ per tutti noi che ci guardiamo dentro, che cerchiamo di ascoltare.
Caro Max.
Una persona come te mi piacerebbe averla sul mio stesso pianerottolo.
Bacio.
davvero magnifico questo post, uno dei migliori 🙂
Max, è bello leggere questa tua “leggerezza”, mi fai un po’ invidia: se c’è una cosa che anelo, è guardarmi indietro e vedere tutto con un sorriso. Un giorno ci riuscirò anch’io e vorrò scrivere qualcosa di così profondamente leggero e capace di infondere ottimismo e speranza. Grazie, e auguri.
Uno dei tuoi post più belli!
:o)
Una meravigliosa pagina Max, di te.
Ti lascio i migliori auguri per un 2007 come tu lo desideri