Breve cronistoria di una corsa

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M. si veste con cura. Pantaloncini da corsa aderenti, in tessuto tecnico (non chiedete la descrizione del tessuto tecnico, per favore, le capacità del narratore non sono all’altezza). Fascia del cardiofrequenzimetro al petto, poi una maglietta a maniche corte e sopra una felpa con cappuccio. Scarpe da corsa modello “Air” con suola ammortizzante. I-pod al braccio.
Vestirsi per la corsa, ha preso nel tempo l’aspetto di un rito da eseguire con calma.
M. si sente come il torero o il samurai durante la vestizione.
Uno sguardo nello specchio: un Runner perfetto.
Una volta vestito, sente il corpo che inizia a prepararsi allo sforzo, persino il respiro già assume una maggiore profondità e negli occhi si accende una luce di determinazione, anche se il momento dello stacco che darà inizio alla corsa è ancora lontano.
M. è un Runner atipico: prima di ogni corsa ama praticare qualche minuto di Daimoku sulla scogliera.
La recitazione del Sutra del Loto lo prepara spiritualmente allo sforzo da compiere, rende fluidi i suoi movimenti, schiarisce la mente focalizzandola sul momento presente. In questo modo riesce a non pensare alla distanza da colmare, a quanto sia lontano il traguardo, e rimane concentrato sul singolo passo che nasce spontaneo e dolce. Sembra quasi che non sia lui a muoversi, ma che il terreno gli scivoli sotto i piedi. La sua corsa, nei momenti più felici, è simile ad una meditazione in movimento.
C’è un posto speciale nel quale pratica il Daimoku. Sulla scogliera è radicato un piccolo albero che resiste da anni alla furia del vento; nel tempo ha preso l’inclinazione adatta ad offrire la minima resistenza alla burrasca. Un albero sereno nella sua tenacia.
M. raggiunge il luogo, poi si volta verso il mare e si siede poggiando la schiena contro il fusto dell’albero. Si riconoscono. M. sente l’albero e l’albero sente lui. C’è un fluire sottile di energia, uno scambio di amore nei due sensi; sono ormai due vecchi amici e la reciproca vicinanza fornisce energia ad entrambi.
Un forte vento spira dal mare, il ritmo delle onde e il rumore regolare della risacca assecondano la cadenza della voce di M., che inizia a declamare il Sutra del Loto con voce profonda e lenta, per poi salire di tono e velocità.
Un intero mondo, composto da persone che corrono o passeggiano sul lungomare, da case poste sul limite della strada poco distante e da rombi di auto in transito, lentamente si dissolve sino a scomparire.
In una bolla di semplice concentrazione e vibrazione di energia, restano M. e l’albero, il cielo e il mare.
Adesso la cadenza è regolare e precisa, senza sforzo. M. indirizza lo sguardo poco sopra l’orizzonte, dove nuvole inquiete giocano a rincorrersi, nascondendo e svelando stelle che brillano e vibrano al suono della sua voce.
L’energia si fa strada lentamente nel corpo, raddrizza la schiena, scorre vitale nelle vene, si dirama a rilassare i nervi, rende quieta e limpida la mente.
Una luce improvvisa e rapida nel cielo, o il mutare repentino della direzione del vento, informano M. che il momento è giunto.
Lentamente si alza, gli occhi fissi verso l’orizzonte, unisce i palmi delle mani ed esegue un breve inchino all’Universo. Raddrizza la schiena e trae un profondo respiro.
Mentre si dirige verso il punto di partenza, attiva il cardiofrequenzimetro e fa partire l’I-pod.
Al ritmo del cuore disegnato sul display da polso corrisponde la musica che si riversa nelle orecchie.
Un momento per flettere le gambe, controllare i battiti del cuore ed il volume della musica.
M. inizia con una corsa lenta, per sciogliere e scaldare le gambe.
La sua attenzione si porta alle spalle ed al collo, ogni singola tensione viene sciolta con cura, mentre la corsa prende un ritmo più veloce e regolare ed il respiro, dopo un breve istante nel quale sembra non bastare, si stabilizza.
Adesso M. è nel pieno della corsa, sente il calore prodotto dallo sforzo che si diffonde nel corpo in una sensazione piacevole, guarda il mare che gli scorre di fianco e sembra assorbire l’energia dalle onde che si infrangono sugli scogli e dal vento che lo spinge alle spalle, quasi incitandolo.
La musica cambia ed M. si adegua al nuovo ritmo. La corsa prende una cadenza più veloce e lui sente  avvicinarsi il momento nel quale potrà distogliere la mente dallo sforzo consapevole di mettere un passo dopo l’altro.
E allora non sarà più un uomo che corre, ma diverrà la corsa stessa.
Ed ora guardatelo: è pronto.
Nel semplice fluire di movimenti senza sforzo apparente, nell’onda del respiro che si distende regolare come l’avanzare e il ritirarsi delle onde, nella purezza cristallina di una mente che si specchia e si riconosce nel cielo ricamato di stelle, e seguendo la scia di una musica che nasce dal suo profondo, un puledro sta correndo sul lungomare.

4 thoughts on “Breve cronistoria di una corsa

  1. Che bello… Mi sono riempita delle tue parole era tanto che non ti leggevo… Ora sono a casa dei miei, davanti al mio vecchio PC… E mi sono con calma letta tutti gli arretrati godendomi ogni parola…. Sono molto contenta di essere qui a vivere questo momento.
    Un bacino
    Ciao S.

  2. «Come una stella, priva di compagni, si muove nei cieli senza sorpresa per le immensità dello Spazio, viaggiando l’infinito con la sua propria luce, sono più forti, i grandi, quando sono da soli. Una potenza d’essere data loro da Dio ne è la forza, un raggio emesso dalla solitudine di luce del sé ne è la guida; l’anima che sa vivere da sola con se stessa incontra Dio; il loro incontrarsi è il suo solitario universo.»

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