Poco prima

Uncategorized
Una data importante si concretizza tra pochi giorni: cinquanta anni di matrimonio dei miei genitori.
Quando le cifre si fanno così importanti non sono disgiunte da un senso di tristezza, per gli eventi che hanno segnato la vita, nel bene e nel male. Soprattutto nel male. I ricordi, sì.
Ma noi abbiamo deciso di approfittare dell’occasione per fare un viaggio a Parigi, città che non hanno mai visitato.
Un viaggio che è nell’aria e nei desideri da qualche anno.
E’ per me gioia e soddisfazione fare loro da guida in quella città che conosco così bene, visitata innumerevoli volte, l’ultima delle quali mi sono fermato per un soggiorno di due mesi. Programmato da tempo, desiderato per anni e poi realizzato in modalità e risvolti imprevisti. Una storia che in parte ho raccontato, che forse un giorno racconterò per esteso.
Ma questo è un altro momento: domani partiremo alla volta della Ville lumière, io, mio padre e mia madre.
Mi tornano alla mente le mail che inviai al mio amico Emanuele, affettuosamente Manu, durante il soggiorno parigino del 2001. Due mesi, appunto. Lui mi chiese di tenerlo aggiornato, ed io inventai una specie di “giornalino”, ad uso suo e di pochi altri amici.
Così, ho deciso di postare una di queste mail. Le avevo già postate in un blog perso ormai nei meandri della memoria. Questo blog si chiamava “Anime in transito”, chissà se qualcuno se ne ricorda.
Comunque, vi lascio un saluto, e uno stralcio del passato.
Ci sentiamo.
 
 

Le journal d’Emà                                               12 dicembre 2001

Il cimitero di Père Lachaise pare sia il più visitato del mondo, con le sue 70.000 tombe riccamente decorate e circa un milione di persone che vi riposano… E’ impressionante a vedersi: copre un’intera collina, una distesa enorme di sepolture la gran parte antichissime e ormai dimenticate. E’ intersecato da vialetti che si chiamano "cammini" e che dividono i vari settori: "Chemin Bourget", "Chemin Cabail"… I viali più grandi vengono chiamati "Avenue". Oggi non è una giornata fredda, nuvole bianche e grigie corrono veloci nel cielo, lasciando ampi squarci di un azzurro intenso. A tratti, il sole. Sono venuto qui a dimostrarmi che il tempo passa, sembra una cosa sciocca, ma quanta vita trascorriamo come se avessimo a disposizione anni infiniti invece che un piccolo pugno di giorni? Quante volte diciamo: domani faro’ questo, dopodomani quest’altro, tra un anno quest’altro ancora? …domani non esiste, Manu, quel che non faremo oggi forse non potremo farlo mai più. Lo vedo bene, qui. C’è una lista molto lunga di personaggi illustri e famosi che hanno fatto la storia, hanno vissuto passioni e tristezze, hanno lasciato un segno nel loro tempo, e nel nostro.
E sono morti.
Inizio la visita armato di una piantina che un’inserviente all’ingresso recalcitrava a darmi, anche lei con la solita faccia parigina, facendo finta di non capire. Bene, vedo che ne restano solo due, ma una la dai a me, cara, altrimenti di qui non mi muovo. Con la mia cartina sono il più invidiato del posto, visto che la maggior parte delle persone vagano a vuoto sperando in un colpo di fortuna che consenta loro di trovare chi cercano. Mi guardano e capisco che pensano: "dove cazzo l’hai presa quella cartina?" Alcuni li aiuto, altri li lascio scorrere, persi nei loro cammini. C’est la vie.
La tomba più visitata, indubbiamente, quella di Jim Morrison, anche se pare che lui non sia realmente sepolto qui. A volte un segno vale più della realtà… Comunque, una tomba semplice, che non suscita effetti particolari, si può solo rilevare che è l’unica sorvegliata. Che ci facevano qua? Festini sabbatici?
La tomba di Chopin, invece, è monumentale, corrosa dal tempo, tanti mazzi di fiori… altra storia. Proseguo: Apollinaire, Wilde, Delacroix, Moliere, Balzàc… ogni tanto una tomba è difficile da individuare, accatastata in mezzo ad altre in un settore di per sé enorme… e mentre giri e rigiri con aria disperata qualcuno ad un tratto ti apostrofa: "Vous cherchéz Proust?" E ti indica dove trovarlo. E’ una strana situazione, perché così sembra che queste personalità siano ben vive e in attesa dei visitatori per offrirgli qualche pasticcino, una tazza di tè, e per scambiare qualche amena ed intellettuale facezia… mentre invece sono indubitabilmente morti.
Ma io sono qui per una persona in particolare, Manu, e la lascio ben ultima. Finalmente vi arrivo. Amedeo Modigliani. Mi siedo. Gli parlo. Sembra bizzarro? …ho parlato sulla tomba dei miei nonni, di mio zio, di mio fratello… parlo anche qui. Lo chiamo come lo chiamavano i suoi amici di Livorno: Dedo. Lo saluto, gli racconto le nuove della nostra città… mi sento un po’ strano, è vero, ma non smetto di parlare. E’ morto a 36 anni, Dedo, come mio fratello. La sua compagna si è suicidata il giorno dopo. Ora, sono sepolti insieme… la forza dell’amore. Pochi fiori ed una scarna lapide per una enorme passione, una vita bruciata, un successo beffardo post-mortem.
Mi alzo, sento freddo adesso. Mi congedo, la mano sulla lapide. Vorrei avergli portato un fiore. Mentre cammino verso l’uscita scorgo una frase scritta su di una tomba dimenticata e devastata dal tempo: "Jim, 3600 km. only for you!"
Carpe diem, Manu, tempo fugit.

Mario, esule a Parigi

11 thoughts on “Poco prima”

  1. auguri a mamma e babbo e buon viaggio! salutami la mia adorata Paris, anzi ti mando un sms: portami un sassolino 🙂
    p.s. me li ricordo benissimo quei diari, dovresti ripubblicarli tutti, insieme ad altri post che meritano di passare ai posteri … e scusasse il gioco di parole :-)))

  2. … queste vere storie d’amore son le uniche che mi fan pensare, e credere ancora, che forse sì, l’amore vero, quello che si rafforza con il tempo esiste. Lo leggo ogni giorno negli occhi dei miei genitori… ed è il dono più grande che io abbia mai ricevuto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *