Incipit ed explicit

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Esercizio di scrittura del mercoledì di apostrofo, del forum Apostrofo. Le frasi in neretto sono tratte dal romanzo "La bastarda di Istanbul", di Elif Shafak.

Zia Feride sogna di avere un amante. Vuole qualcuno capace di starle accanto nel bene e nel male, nella salute e nella follia.
Detto questo, naturalmente, è come non aver detto niente. Fareste un errore a visualizzare la zia Feride intenta a sospirare verso un tramonto dispiegato appena oltre i vetri della finestra. Le mani giunte in preghiera. Una vergine dai capelli lunghi in attesa del Principe che di certo apparirà un giorno sul suo bianco cavallo, una volta trovata la strada. Per amarla vivendo felice e contento, e lei pure.
Piacerebbe anche a me vederla in questo modo: sarebbe rassicurante intravedere anche un minimo bagliore di serena normalità, nella figura di zia Feride. Che poi io la chiamo zia, ma mica lo è davvero, o almeno, non la mia. Questo a ben vedere rappresenta una sciagura. Ma andiamo per ordine.
La zia Feride non la si può neanche definire nei termini di bene o di male, perché queste categorie non hanno valore, riferite a lei. E in fondo, ciò che rappresenta il male per alcuni, per altri può essere la somma di tutte le gioie. In questo caso lo scrittore accurato dovrebbe provvedere ad un esempio che avvalori la precedente dichiarazione. A me ne viene uno solo, del tutto inappropriato, temo, in questo gentile consesso. Ma comunque: potete immaginate qualcuno che ami farsi spingere un intero avambraccio su per il culo? Per la maggior parte delle persone questa rappresenta una immagine agghiacciante, come anche per voi, presumo. Mi spiace di avervi turbato il dopocena. Ma per alcuni scellerati questa operazione coincide con la massima eccitazione sessuale. Si chiama fisting, sì, lo sapevate.
Il bene e il male, in assoluto, non esistono; è soltanto una questione di punti di vista. O quasi.
Quindi, avendo scartato la poetica attesa di un amante, e il concetto ambiguo di bene e male, arriviamo alla salute, intesa come pacatezza di intenti e aspettative, il giusto appetito soddisfatto in maniera moderata, e la follia.
Potrei affermare senza tema di smentita che di salute la zia Feride non è che ne abbia poi avuta molta. Di follia, invece, a secchiate. C’è da temere per la sorte dello sventurato Principe, una volta sceso dal suo bianco cavallo.
Mi ricordo ancora di quando ero bambino e mia madre mi invitava a salutare la ragazza della porta accanto: Guarda, c’è la zia Feride. Dì ciao alla zia Feride.
E non ha mai voluto che la chiamassi in altro modo, neanche nei momenti nei quali mi addestrava alla vita.
Perché la zia Feride sogna un amante, questo è sicuro, ma nell’attesa ha preso di mira me. Una bella palestra, la zia Feride, ve lo garantisco.
Tanto per cominciare, non puoi sapere cosa troverai nel momento in cui varchi la soglia della sua casa. Forse sarebbe meglio dire che non puoi sapere chi, troverai.
La zia Feride insegna trasformismo persino ai camaleonti, nei ritagli di tempo.
Non saprei dire se ne è consapevole, se il tutto è soltanto un gioco, crudele, ma personalmente ritengo che lei passi da un personaggio all’altro, da una personalità all’altra, si può ben dire, senza neanche rendersene conto.
Il sorriso col quale ti invita ad entrare è sempre lo stesso, ma puoi scommetterci le palle che, una volta dentro, lo spettacolo sarà comunque diverso dal precedente. Non puoi avere aspettative. E’ un errore contare sulla consolidata confidenza, anche sessuale, per azzardare un bacio sfiorato sulle labbra, ad esempio. Si corre il rischio di trovarsi di fronte ad una verginella bacchettona e impaurita che freme di legittimo sdegno, mentre con occhi di fuoco ti indica l’uscita. Però nella medesima sera, o anche soltanto pochi minuti dopo, la stessa persona potrebbe invitarti con voce roca ed occhi iniettati di sangue ad infilarle un limone su per il culo, giusto per sentire il piacere dell’estrema dilatazione. Avevamo parlato di qualcosa del genere, poche righe prima, vero? Non dovete credere che io sia ossessionato da un certo tipo di immagini sessuali, è soltanto che da quando la zia Feride mi ha agganciato ne ho viste di cotte e di crude.
Vi ho mostrato due estremi, quel che può starci nel mezzo potete anche immaginarlo da soli. Le più spietate perversioni e la più candida ingenuità si avvicendano con la naturalezza della follia. Diversi e variopinti personaggi abitano il corpo di zia Feride, solo il caso determina quale sarà il prossimo che dovrete affrontare. Questo stato di cose non va disgiunto da un senso di precarietà, credo che possiate capire, una forma di ansia costante, in un certo senso la costrizione allo stare sempre in guardia, visto che non si può sapere chi saremo chiamati a fronteggiare.
Dev’essere per questo che i pazzi hanno difficoltà a stare con qualcuno, non perché sono fuori di testa, ma perché è difficile trovare chi sia disposto a stare con tante persone dentro una sola.
 
 

12 thoughts on “Incipit ed explicit”

  1. ho avuto unbrivido di raccapriccio. ma mai come quando ho visto un libro di fotografie di Mapplethorpe…

    Terriile questa casualità di incrociare qualcuno che ha così tante personalità dentro….ognuna diversa con cui fare i conti e tutte nella stessa persona. Questo dev’essere la follia immagino.

    ali per

  2. Eppure…io conosco anche dei pazzi così noiosi!

    Dico davvero, ne ho incontrati. Spesso li trovo per strada, negli uffici, nelle chiese.
    Sono persone mimetizzate perfettamente tra la folla, ma non per questo meno squilibrate.
    Conducono una vita piatta e indesiderabile. Poi votano onorevoli improbabili, mangiano in fast food maleodoranti, comprano ogni sorta di prodotti reclamizzati, inneggiano alla guerra e mandanoa morte gli assassini.

    Insomma…certi pazzi sono noiosi e sono ovunque.

    W la Zia Feride :-)))

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