Sto aspettando che mi venga servita la mia ordinazione, al bancone del “Caffé Mamà”, quando vedo entrare un uomo con manifeste caratteristiche di deficit mentale. Il passo scoordinato, un leggero tremito nelle mani e nel corpo, gli occhi spaesati di un ragazzino. I gestori del bar lo conoscono, gli sorridono e lo trattano con gentile condiscendenza, molto vicina alla pena. Lui si trova a suo agio in quel luogo, è evidentemente un frequentatore abituale. Sorride, e balbettando pronuncia qualcosa che io non riesco a sentire, forse perché troppo lontano, forse la pronuncia stentata, vibrante e leggermente strascicata. Mentre parla, tradisce l’eccitazione di sentirsi preso in considerazione, di avere qualcuno che lo ascolti; il suo tremito aumenta visibilmente. Si ferma un attimo, lo sguardo perso tra le bottiglie sugli scaffali dietro il bancone, poi riprende a parlare, sorridendo e tremando. I gestori del bar, credo moglie e marito, gli sorridono a turno, ma è chiaro che neanche lo ascoltano.
Io sorseggio il mio caffé e lo osservo di sottecchi. Lui continua il suo monologo a beneficio delle bottiglie sugli scaffali; i frettolosi sorrisi che gli vengono indirizzati non lo rendono meno solo.
Mentre avverto salire in me la pietà che normalmente si prova nel vedere un uomo intrappolato nella mente di un bambino, lui si volta verso di me, senza nessuna intenzione, credo senza neppure vedermi, così perso nel cercare argomenti che possano interessare i gestori del bar. Io mi congelo in un pensiero insolito.
Chi si nasconde dietro quegli occhi?
Trovo improvvisamente quale verità indiscutibile il fatto che quel corpo infelice sia abitato da un’anima. Quel pensiero modifica l’immagine di quella persona, spegnendo la nascente pena e cancellando le banali considerazioni sulla vita e sul mondo che normalmente saltano fuori in tali occasioni.
E’ così evidente che c’è un’anima a guidare quel corpo! Chiudo gli occhi una frazione di eternità ed anche la sento, potente e misteriosa.
Quali motivazioni possono aver portato alla scelta di un percorso così tortuoso, quali esperienze l’anima di quell’uomo si è determinata a sperimentare? Un nuovo rispetto affiora in me, accompagnato da un sentimento di fratellanza e insieme di complicità.
Non c’è alcuna differenza tra lui e me, siamo anime in transito nella stessa gabbia temporale.
E ci sarà un motivo, per questo.
Mentre lui continua a tartagliare improbabili facezie, io esco dal bar e mi incammino verso casa, provando un fresco e paradossale senso di speranza.

il primo vagito del Maestro… una gioia incomparabile. Questo post è come quel raggio di sole che squarcia le nubi e pare l’occhio di Dio, o come l’arcobaleno.
il seme ha germogliato…crescerà e diventerà un albero immenso…ma come sai, non è una sorpresa: era solo questione di tempo.
Con rispetto,
Cye
eh già, hai detto bene: siamo anime in transito nella stessa gabbia temporale…
La notte mi vengono sempre idee geniali… peccato che poi durante il giorno mi sembrino immense cavolate…
io lo posso dire con sicurezza, ma tu no, e questo blog lo dimostra senza alcun dubbio
un abbraccio, bellissimo il video della marina con il canto sotto
L.
sono arrivata ieri e parto domani. cioé faccio la fine di una lunga vacanza che vorrei non finisse mai. bacio, ana
“Essere normali significa rispettare sia le leggi ufficiali, sia le leggi non scritte che controllano la nostra vita morale stabilendo la distinzione tra bene e male, vizio e virtù, successo e fallimento. Chi si allontana dalla norma è invece “anormale”, diverso dagli altri.
E’ diverso chi si sente tale: chi non riesce a rientrare nella norma perché è incapace di comportarsi e di vivere come gli altri o perché crede in altri valori e in altri modelli di vita. E’ diverso chi viene considerato tale e pertanto viene emarginato ed escluso.
Chi è privo di requisiti fisici o sociali ritenuti indispensabili: la salute, la bellezza, la intelligenza, il benessere economico, ecc. (…). Gli altri sono invece coloro che sono – o credono di essere – “normali”, che rispettano le regole del gioco e che in virtù della loro posizione sanciscono la diversità. Eppure la distinzione tra normalità e anormalità, sebbene inevitabile e necessaria, non è un valore assoluto o eterno, ma una convenzione che può essere messa in discussione, criticata, modificata.
(…) Non sempre la diversità è anormalità. Anche senza uscire dai limiti della norma, esistono delle differenze naturali con cui dobbiamo inevitabilmente confrontarci: noi siamo diversi dagli altri e gli altri sono diversi da noi”
(M. Antonello in Le voci dell’altro)
Qui mi tocchi sul vivo, non so se sia frutto di fantasia o un momento da te vissuto ma come molti ti sei soffermato sulla diversità
Ma la diversità è un concetto positivo e negativo assieme, a seconda del senso e del valore che ognuno di noi, nelle varie situazioni, dà del termine.
Diversità come necessità della vita, come dato ineluttabile, come valore e ricchezza per lo scambio e la crescita umana.
Diversità come difficoltà cui andiamo incontro nel momento in cui per primi ci si sente diversi, esclusi, “fuori luogo”; come difficoltà nell’incontro con l’altro diverso da me, ma non perché di altro colore o razza, semplicemente perché “altro” ed in quanto tale pericoloso.
L’altro mette in gioco il nostro modo di vedere, mette in discussione la nostra vita perché crea il confronto, ci mette in discussione. Sembra quasi che le definizioni positive e negative di differenza si inseguano, ogni aspetto positivo ne porta dietro uno difficile da accettare, uno che pone dei problemi. E non è scontata la voglia ed il desiderio di mettersi in discussione.
La differenza non dovrebbe più essere un elemento da tollerare ma un bene da tutelare.
Sai Max il mio lavoro mi ha portato molto vicino a persona con problemi psichici, e handicap vario, dal loro ho imparato il linguaggio del corpo, le parole del silenzio e soprattutto ciò che gli occhi comunicano e dagli occhi la loro anima parla a noi.
La profondità e il senso del valore della vita che loro anno noi ce la sogniamo. Da loro dovremmo imparare, loro vivono di piccole cose di piccoli gesti di piccole emozioni e sanno colmarsi il cuore solo con una carezza o un sorriso..valori che noi abbiamo perso. Noi siamo alla ricerca di cose impossibile e spesso nemmeno noi sappiamo bene cosa..loro la luce la hanno dentro nel cuore e nell’anima..
Non soffermiamoci alla superfice ma scaviamo dentro, nel profondo e leggeremo l’immenso nei loro gesti…
Una carezza Max che sia calore a scaldarti il cuore…
… credo ogni volta che l’anima sia qualcosa che vada oltre la diversità fisica, reale o provata.
Forse il vero punto d’incontro con gli altri. Accomuna invece di dividere e tu lo dici bene. E’ il punto di partenza e di arrivo.
ciao max.
Ebbene sì dietro e soprattutto dentro ad ogni corpo si nasconde un’anima…….il corpo di cui parli, con tutti i suoi limiti, sarà in grado di esprimere meglio o peggio le molteplici sfaccettature di quell’anima?
Talvolta si da per scontato che un corpo “normale” sia in grado di esprimere al meglio il potenziale di ognuno di noi, le nostre emozioni più profonde………..ma non sono d’accordo……credo anzi che un cosidetto corpo “normale” infine tenda a costruire barriere emotive, mura resistentissime, con l’andare del tempo e l’accumularsi di esperienze negative.
Le delusioni, la sofferenza condizionano molto………….forse lui è sè stesso più di quanto lo sia io per molti aspetti…..come dire forse la sua interiorità è autentica ed incontaminata……..
Tutto ciò non può che destare grande rispetto…..
abbracci:)
nn so,credo ke la loro anima sia più vera e libera.
Molto bello quello che hai scritto,davvero mi hai emozionato.
un saluto
la Mora:)
In quali altre cose mi capisci bene ?
bacio
Talpina
ti voglio bene fratelloneTalpina
ti ringrazio per il tuo passaggio silenzioso, a volte le parole sono di troppo…come in questo caso,ma una cosa devo scriverla… sono quotidianamente in contatto con persone diversamente abili e credimi… m’insegnano molto…e sono felici, molto spesso più di noi.
un abbraccio alla tua sublime sensibilità.
sololu
Non so dirti del senso di speranza,ma sì,sono d’accordo con te sul percorso tortuoso…è il problema in fondo dell’emarginazione e del pregiudizio:la gente non ha più (non l’ha mai avuta in definitiva) la voglia di ripercorrere i percorsi propri ed altrui,dai quali nasce la conoscenza e l’uguaglianza.Non ha voglia di esplorare quei “mondi possibili” che ci circondano,magari ad un passo di distanza da noi.Non ha voglia nè interesse di capire.Forse perchè capire spaventa,forse perchè fà paura sentirsi alla fine tutti molto più uguali di quanto vorremmo ammettere.Ciao.
La pazzia (cioè la deviazione della mente da ciò che si considera la norma), nella sua emarginazione, è la sola verità sulla condizione umana.
Rinata
…l’Uomo è la sua Anima…Socrate per primo riconobbe che l’essenza stessa del genere umano risiede appunto nel suo io interiore, malgrado il suo aspetto esteriore, i suoi difetti fisici, le sue debolezze e tutto ciò che costituisce il suo universo….ma difficile certo è entrare in sintonia tra anime, dovremmo liberarci da troppi pregiudizi, forse solo chi è dotato di una sensibilità raffinata può riuscirci, stabilire un contatto, è quello che è successo a te…
Per una come me che fa fatica a vedere la mano di dio in alcune manifestazioni umane, il mondo della disabilità mi sembrava ilmondo del distacco e dell’isolamento.
La vita mi ha portata a viverci accanto, tutti i giorni. E’ il mio lavoro, all’inizio accettato solo per riempiere una pausa della mia vita, dopo scelto.
Anche nei momenti di maggior sconforto, quando tutto sembra storto… una carezza che mi si da o che richiedono.. un sorriso quasi mai cosciente di esserlo… un bacio impiastricciato di saliva… ed io riesco a ritrovare una parte della mia pace.
Non immagini quanto mi è stato dato da coloro che sono definiti disabili in questi anni! Innanzitutto mi hanno regalato la voglia di vivere…
Angeli … venuti a darci l’Esempio di quanto si possa essere Liberi …
Un bacio
spesso l’anima è custodita in un corpo che non le rende giustizia ……ma è quando ci si rende conto che c’è ….è un’esperienza fuori dall’ordinario buon ferragosto bellissimo post bravo 🙂
bel post, molto profondo e delicato.
sono ritornata. ti ho letto con il cuore che ascoltava leggero le tue parole soffiate.
…Grazie :o) Cmq scrivi davvero molto bene…
ciao un bacio
*+*+*Eli*+*+*
Ciao Max…. un passaggio, un saluto, il piacere di rileggerti
buongiorno max. ho lasciato la toscana e sono tornata a casa.
a presto
nina