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Ve la ricordate la poesia?
"I cipressi che a Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar…"
Un pezzo dei ricordi di scuola vive in modo concreto a cinquanta chilometri da casa mia. Un breve tragitto in auto lungo l’Aurelia, ed eccomi: piazzato perpendicolare alla striscia di mezzeria, a sfidare le vetture in transito nella speranza di scattare una buona foto. Una immagine da rigirarmi tra le mani secondo il mio personale gusto per la composizione e il colore.
Ogni tanto devo baloccarmi con le immagini, altrimenti dimentico una parte di me stesso e da dove vengo, un percorso sofferto e una esperienza che è sciocco disperdere. Anche se così forse un po’ mi disperdo davvero, ma va bene. Tenere un blog è stimolante, ma nel blog si piazzano tante cose, e la scrittura non è tutto.
Ogni tanto devo baloccarmi con le immagini, altrimenti dimentico una parte di me stesso e da dove vengo, un percorso sofferto e una esperienza che è sciocco disperdere. Anche se così forse un po’ mi disperdo davvero, ma va bene. Tenere un blog è stimolante, ma nel blog si piazzano tante cose, e la scrittura non è tutto.
Questa foto mi pare venuta benino, l’ho intitolata Bolgheri line.
La porzione di sinistra appare separata dal resto dell’immagine, non soltanto dal taglio che le ho inferto o forse davvero per quello, e sembra possedere una propria e distinta profondità che potrebbe proseguire sino all’infinito, una sorta di mondo parallelo, oscuro e misterioso. A destra si vede un Cammino molto lungo, una prospettiva sconfinata, che il saggio affronta con la dovuta calma ma con la forza di un trattore.
La potete scaricare a grandezza originale con un leggiadro click, e magari venire ad ammirarla sulla mia pagina di DeviantArt.
Il regno di internet ha molte case.


Immagini, poesie, ricordi…
la foto è bellissima
Ho scritto di Bolgheri poche settimane fa.
E’ l’unico posto capace di farmi sentire quieta. In pace con i miei scheletri, e con il mio passato.
La foto è stupenda, mi è scattata un istintiva gelosia intrecciata ad uno spontaneo moto d’affetto.
Baci, Max.
sai che lì vicino sono venuta in vacanza negli anni passati
lì vicino ci fu l’incontro con il domatore di serpenti del circo (ne narrai nel vecchio blog, chissà se ricordi)
magari ci siamo pure incontrati su qualche spiaggia
io ero la più gnocca
😉
(ssssssscherzo)
Non è poi cosi lontano neanche da dove abito io..me la ricordo bene questa poesia del Carducci..Poi la foto ,con l’omino col trattore è fantastica ,anche per me è fondamentale ogni tanto scattare delle foto,cosi’,per essere sicura di non tralasciare niente..
un saluto.
California vicino a casa :o) Bellissima.
Sulla linea bianca… sai ;o)
Sei sempre una sorpresa…complimenti per il clic, ben fatto, io avrei sbicentrato l’immagine di sicuro…occhio ai trattori…da queste parti, uno rosso con ‘na tipa in cima con la chioma al vento ha un solo significato: sono io…(quello a piedi dietro che grida di andar piano e stare attenta alle buche è Ed). Ti lascio un bacio grande, grande anche per questa Pasqua, stasera arrivano i nostri (ahhhhhhh) e non avrò molto tempo per internet. Bacino…Cate
the road even goes…
ma non stai mai buonino tu?
Bello il Deviant!!!!
Tarta
Finalmente vedo il famoso Viale. Grazie Max, almeno quel “E massime alle piante” prende forma sul serio!