
Eccomi. Ho trovato il modo di danzare senza slogarmi le dita tra il tasto F9 e F12, qui, su SecondLife.
Avendo la possibilità di inviare uno snapshot come cartolina virtuale, ne approfitto e mi spedisco una bella istantanea del secondo giorno nella Nuova Vita.
Qui sono avvinghiato a Sexyamor, una procace spagnola. Mi sembra di ricordare che viva ad Alicante, quindi non molto lontano da Benidorm, se non mi confondo, luogo di favolose vacanze, sia single che in coppia. Ancora epico rimane il ricordo del viaggio che potrei ben titolare: Benidorm Express, in sella alla mai troppo compianta Teneré 600.
E’ simpatica, questa spagnola, peccato che si trattiene poco. Insieme abbiamo espresso una danza molto sensuale, una cosa che in Real Life capita veramente di rado.
L’ho detto, ma lo ripeto, la musica qui è ganzissima, devo davvero scoprire di che genere si tratta.
Sexyamor è andata, ma quasi subito al suo posto compare Lin, una tedesca mia coetanea, finalmente, che abita a Düsseldorf. Anche lei si muove mica male.
Mi fa strano pensare che sto qui, in quello che era un antico villaggio di pescatori attrezzato come porto commerciale dalla città di Pisa, e poi venduto ai Medici che fondarono la nuova Livorno proprio nel giorno del mio compleanno, qui, dicevo, a parlare (e danzare?) con una donna che abita a migliaia di chilometri di distanza, in quello che era anch’esso un antico villaggio di pescatori.
C’è un magia, in tutto questo. Siamo stregoni, meritiamo di avere le mani mozzate, che non possiamo più danzare in un vortice di bit sconvolgendo le leggi dell’Universo che ci vuole lontani, almeno fisicamente.
Lin è simpatica, parliamo un po’, per quel poco che spiaccico di inglese. Non è sposata ma convive, in quel di Düsseldorf, una città che forse non vedrò mai, come non vedrò mai il colore degli occhi di Lin. Lei è qui, ma allo stesso tempo non c’è. Chissà com’è la sua casa, la sua vita, come ride e quando piange. Ma davvero, c’è qualcosa di emozionante nel ballare con lei che mi si preme contro come credo nella realtà non farebbe mai. Sono certo che sull’altro lato del monitor vive la stessa emozione.
Adesso Lin la tengo nella mia lista di amici, finché non salta la linea elettrica.
Lei si scusa e mi saluta, la aspettano a cena. In un attimo mi si vaporizza tra le braccia. Io continuo a ballare da solo, e mi si avvicina un tizio, non ricordo il nome, che si propone per vendermi un tatuaggio di sua creazione, not expensive. Io penso: se c’è un posto dove farsi un tatuaggio è questo: nessun dolore.
Ma non tengo una lira, amico mio, mi spiace, fortuna che in SecondLife non si deve mangiare, e che per dormire ho un bel letto qui a casa mia.
Alla fine, mentre sto per staccare, vengo avvinghiato da Leah, che già nel nome secondo me tiene tutto un programma…
E infatti Leah mi informa che la sua professione è l’accompagnatrice. Mi chiede con garbo se intendo favorire delle sue grazie, informandomi al contempo sulla tariffa: 300 dollari SecondLife, che corrispondono circa a 1,40 dollari RealLife.
Beh, mica tanto, dai!
Devo trovarmi un lavoro.

| Düsseldorf by night |

alla fin fine la vita è un dolce brivido che vola via…..
vale sempre la pena di danzare….anche così!
una carezza
sololu
Ehi Max, ma le trovi tutte tu…e come si fa a partecipare alla danza? (ma non è che il tipo qua sotto era “diverso”? occhio, spalle al muro…). Sono tornata, the show must go on, giusto? Ti stringo forte per ringraziarti, glie l’ho portato il tuo abbraccio, sai… a presto, Cate
Pure in un “vita alternativa” ti ci vai a ficcare con le spagnole e le tedesche??
Almeno hai offerto da bere?
Un salutone…con simpatia ed affetto.
una parodia molto dura dei rapporti umani che possono portare anche alle terza, alla quarta e così via.
Le personalità si possono sdoppiare finoa vivere vite parallele e tra loro sconosciute.
Lessi un libro, Sybil , un caso vero di una donna che ne aveva più di dieci. Mi colpì molto e mi spaventò.