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Chi non vorrebbe poggiare il piede sul “Campo delle stelle”?
Chi è disposto a mettere in fila, uno dopo l’altro, un milione di passi, per raggiungerlo?
Quale senso ha una simile impresa, quali sono le motivazioni che spingono a tentare?
Io ti ho visto piangere, a Carrion de los Condes. Mentre piangevi mi hai abbracciato, ed io quasi non ti conoscevo. Piccola anima abbattuta dal pensiero di dover abbandonare il Cammino senza averlo completato. Forse l’anno prossimo, mi dicesti. Anima dolce di donna dagli occhi di cerbiatta. Non ci siamo abbracciati per amore, e neanche per disperazione. Mi hai donato un abbraccio che io ho portato sino a Santiago, anche per te. Chiedersi dove sei, adesso, è un mistero dolce.
A Leon, ti ho visto con le gambe inchiodate dalla tendinite. Abbiamo iniziato il Cammino nello stesso giorno, lo ricordo bene, ma in quella piazza mi hai posto una mano sulla spalla annunciandomi la decisione di rinunciare. Guardandomi negli occhi, hai detto: tu sei il più forte. Era una gara, per te? Anima burbera che hai lasciato da solo il tuo compagno di viaggio, l’amico col quale avevi progettato di compiere il Cammino, abbandonandolo nel momento di maggior bisogno. Ti ho visto fare questo, ma non ti ho giudicato. Ho portato a Santiago più ricordi del tuo amico che tuoi, però. Lo vedo ancora, seduto per terra, la schiena poggiata contro un muro a secco, in aperta campagna, con la faccia di chi non si spiega la ventura di scoprirsi così solo.
Forse ti ho giudicato; se l’ho fatto, non avrei dovuto.
Forse ti ho giudicato; se l’ho fatto, non avrei dovuto.
Dalle parti di Navarrete, ti ho visto svanire in una nuvola di polvere: quanto eri veloce. I quaranta chilometri di allenamento, per tre giorni la settimana, hanno dato il loro frutto. Veloce, sì; ma perché dovevi bruciare tutto così in fretta? La tua anima dolce e briosa non desiderava contemplare le montagne del Leon, le colline della Galizia, con un po’ più di calma? Con occhi meno rapidi? Il mio sorriso nel ricordarti: ho voglia di spaghetti, dicesti. E ne mangiammo.
A Ponferrada, ti ho visto salire su un autobus, su un taxi, gli occhi colpevoli e il sorriso sfuggente, incapace di sopportare la fatica della tappa giornaliera. Ma la stanchezza non è una colpa, e il dolore nelle gambe neanche.
Nel rifugio di Molinaseca, ho visto i tuoi piedi aperti come una scarpa vecchia, e tu che con vigore affermavi di voler continuare a camminare, anima serena, determinata al sorriso come poche ho conosciuto mai.
A tre chilometri da Santiago, ti sei fermata di fronte a me, che piangevo la mia esistenza immerso in un viale alberato. Mi hai messo una mano sul cuore e mi hai detto: questo è un pianto buono. E ti sei mimetizzata con le foglie, anima del sorriso, col tuo zaino sin troppo grande e pesante per le tue spalle curve e l’età che il tempo illusorio ti costringe a dimostrare.
Le nostre anime bagnate dalla pioggia, bruciate da sole, si sono incontrate di nuovo, a Santiago: era con noi anche chi aveva dovuto interrompere il viaggio.
Dovevamo incrociarci su quel Cammino, e ci siamo riconosciuti uno per uno; il nostro sorriso ci ha mostrato quanto siamo simili; nel silenzio abbiamo intuito le relazioni che le nostre anime tessono, da secoli.
Non abbiamo mancato al nostro appuntamento, forse l’ennesimo, forse il primo.
I vostri occhi sono i miei occhi, sui vostri passi ho lasciato l’impronta dei miei.
Ed io, come voi, ho camminato. Non dirò indomito: ho camminato tra mille dubbi, traversando con fatica i tramonti, sentendomi sempre assetato di qualcosa che non era acqua.
Ho camminato seminando briciole che non sarei tornato a recuperare: non era all’inverso la strada di casa.

…no, non è passato il corriere bastardo! S’è salvato un braccio così 😉
grazie per la visita. Ciao
sto camminando assetata anche io. e tu sai di cosa.
perchè seminare briciole se al ritorno non si ripassa di la’??…………. bellissimo post per non parlare delle foto in seguenza sopra : un viaggio davvero interessante bacione
Ciao, adorabilissima. :0)
Searching, verrà estinta, la tua sete, ne sono certo. Sorridi. :0)
Dovetiporta, ho perso per strada le parti di me che non mi servono, queste le briciole che ho seminato per strada.
… quelle briciole non sono mica sprecate Max. E neanche quello sguardo di resa, se tu lo hai portato con te.
Niente va sprecato se la semina ha cercato il posto adatto.
Un bacio
Sì, Perla, è vero. E’ un vero peccato pensare che dovrei seminare di nuovo.
bellissimo post, tutto quanto: testo, messaggio, immagini, musica. C’è un altro cammino da fare, curioso che si tratti proprio di un milione, come i passi verso Santiago…non ti viene voglia di farlo e comparare la ricompensa?
Al tuo posto, visto che sei pittore, me lo farei dai solo il contadaimoku 🙂
Mi sto preparando al cammino, ho tracciato un “diario di bordo” dove segno già ciò che mi da il solo pensiero. Ora sono a 25 km al giorno con zaino sulle spalle complice è il luogo incantevole dove vivo colline dove il Sali e scendi non mancano…Mi piacerebbe che tu in qualche modo mi raccontassi il tuo percorso tutto ciò che ti ha dato da quando hai deciso ad ora…sarebbe per me un grande dono…
Una carezza
Ti dirò..sono la bella di campiglia. Tutti la vogliono, nessuno la piglia. Ti dirò che il sorriso non mi ha mai aiutato.
Ti dirò che innamorarsi di me, è difficile. Una botta e via, magari sì. Per il resto, echeggiano sonori “anche no, grazie.”
Beh, MsKappa, le cose possono cambiare. Ogni nuovo giorno è una opportunità. Forse sei tu che per prima dovresti imparare a volerti più bene.
Soffio, me la ricordo l’emozione di prepararsi al Cammino, anche se io non mi sono allenato per niente, come mi sembra invece che tu faccia… Mi preparavo studiando il percorso, e informandomi, anche se io in due mesi ho deciso e son partito… proverò a raccontare qualcosa di più. Una carezza anche a te. :0)
Sì, Cye, ho voglia di tentare questa nuova milionata. Mi sto preparando. Sono contento che il post ti sia piaciuto. :0)
Su quel panorama morbido o aspro, sul quel cielo terso o rabbuiato é rimasta l’eco del tuo passaggio.
Le tue briciole non sono andate perdute, serviranno a chi ne avrà bisogno … magari attraverso una carezza od un abbraccio.
Bello “ascoltare” così del tuo viaggio nel – campo delle stelle – … bello sentire che sei sempre più vicino a “casa” :o)
Un bacio
Cosi’ è il fato!
Bacio..
Ho visto il video e letto le tue parole.
Brividi…
=)
Sono tornata da Londra…………
Il tuo racconto mi ha letteralmente rapito…………adoro il tuo modo di scrivere e di descrivere……….
bellissimo…
Ma no, Max..non era certo rivolta a te, quell’accusa.
MsKappa… lo so. Ma io volevo partecipare.
Esserci, è importante. :0) Bacio.
è solo camminando che si possono scoprire determinate cose…
..Sardegna…
Fantastico, proprio l’anno scorso volevo intraprendere il Cammino di Santiago, con un’amica mi ero documentata per tutto l’inverno, una frase m’aveva colpito molto
:”una volta si andava sul cammino per salvare l’anima, ora ci si va per trovarla”.
M’è rimasto nel cuore, spero di andarci un giorno…
Ciao