Un nuovo anno

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Voglio scrivere, oggi. C’è quel detto popolare che recita: Quel che fai il primo dell’anno…
Quindi oltre a scrivere correrò, sul lungomare, perché ho intenzione e voglia di correre per tutto l’anno. Correre in ogni senso. La corsa di oggi avrà molti significati, per me. Sperando che non piova, che il cielo oggi si presenta nuvoloso e non promette niente di buono. Ma non importa, correrò anche se piove. Magari è anche meglio. Avrò l’occasione di affermare che questo è un anno nel quale non mi farò fermare da nessun ostacolo.
Mi sono bloccato spesso, in passato; lasciandomi scoraggiare dai pensieri, dalle paure, dalle frustrazioni, da una somma di considerazioni che sempre mi hanno immobilizzato sulla linea di partenza, lasciandomi solo, a guardare gli altri correre. E ho ceduto i sogni e  le aspirazioni, perdendomi nell’immagine di mediocrità che ho creato e indossato per tanto tempo.
Ho intrapreso una infinità di strade, abbandonandole con un senso di triste rinuncia, ma stranamente, anche con un certo sollievo.
C’è una sensazione di liberazione, nel rinunciare alla vita. Anche nella tristezza del sentirsi sconfitti. Puoi smettere di chiederti cose, e senza più impegni lasciarti andare alla corrente sapendo che non approderai da nessuna parte, ma anche sollevato, in uno strano modo. Lieto di non dover compiere sforzi per raggiungere un qualsiasi traguardo. Quasi sereno, nel lasciar scorrere la vita come se non contasse niente, come se non avesse valore. Non c’è la voglia di correre, e lasci che il tuo corpo si appesantisca, che si sformi, che divenga una barriera tra te e gli altri, tra te e il desiderio per gli altri, tra te e il desiderio che gli altri possano provare nei tuoi riguardi. Lo sguardo di una donna che ti attraversa come se tu non esistessi è un dolore soffocato dal sollievo di non doverti mostrare, di non doverti impegnare. Non hai bisogno di cieli stellati, di poesie. Non c’è necessità di mettersi a nudo per vincolare l’anima in un contratto di amore reciproco, non hai bisogno di rendere limpidi i tuoi occhi per donarli intatti a qualcuno. Non devi guardarti dentro, emendarti degli errori, dall’egoismo, dalla rabbia e dalla disperazione che unica sostiene i tuoi giorni.
Liberarsi dai propri desideri è un accordo doloroso ma anche risolutivo, con se stessi. Accetti di vivere giorni grigi, di muta disperazione, in cambio di quella solitudine che è essa stessa la fonte primaria del tuo dolore, ma che anche ti protegge dal resto del mondo, dal doverti guardare dentro per ammettere che è altro quello a cui aspiri e che esistono una infinità di emozioni e dolcezze delle quali hai immenso bisogno, che stai uccidendo la parte migliore, la più bella, dentro di te.
Cieli stellati e poesie.
E quando non desideri più, la mente si affida al passato.
Ripercorri i momenti migliori della tua vita come visitando un museo che ha chiuso ad ogni futura acquisizione. Un museo blindato, del quale sei l’unico ospite.
Il mio personale museo, la mia galleria di nostalgie e rimpianti, è sempre stata la città nella quale abito.
Le sue vie sono piene zeppe di ricordi che ho esplorato con cura, nelle passeggiate serali che mi concedevo per rinnovare il rimpianto. E’ tutto qui, intorno a casa mia. Non ho mai abitato a grande distanza dai luoghi che mi hanno visto bambino, adolescente, giovane uomo. Del resto, questa è una piccola città; ho tutto a portata di mano.
Mi basta scendere per strada e in pochi minuti posso raggiungere la casa nella quale sono nato, le scuole che ho frequentato, gli angoli nei quali protetto dalla penombra delle dolci sere di autunno ho dato e ricevuto i primi baci, le carezze e i rifiuti. Tutto quello che ho costruito per isolarmi dal mondo, è qui, a due passi.
Oggi posso permettermi di sorridere pensando alla sterminata sequenza di giorni nei quali mi sono volutamente immerso nel ricordo del passato, ponendo un passo dopo l’altro lungo vie che attraversavo cercando di rivestirmi dei panni e delle emozioni che vi avevo provato. Mi accorgo adesso che stavo soltanto cercando di recuperare una energia che sentivo perduta, vagando per spazi e tempi che non esistono più. C’è stato un tempo in cui quella energia la possedevo, prima che venisse sradicata, annullata da un gesto, una frase, uno sguardo.
Dalla prima volta in cui ho rinunciato a me stesso, per essere qualcuno che rispondesse alle aspettative di altri.
Troppe volte ci mettiamo maschere che non ci rappresentano davvero, solo per compiacere, per favorire, per avere la possibilità di amare ed essere amati. E in questo, perdiamo la nostra vera natura, quel quid che ci caratterizza quali persone uniche e irripetibili, in questo Universo, negando le peculiarità che ci rendono degni di essere amati sul serio. Così decidiamo di vivere  soltanto per sostenere e consolidare le debolezze, le esigenze e le aspettative di coloro che ci stanno vicino solo perché ci vedono così forti e risoluti, o al contrario, pavidi e incerti, trasformandoci in burattini che eseguono la triste pantomima del voler essere accettati, amati, a qualsiasi costo.
Non si può vivere in questo modo.
Giunge il momento nel quale è necessario recuperarsi.
Oggi, in questo primo giorno di un nuovo anno, io sono felice.
Ho riscattato la mia disperazione con un impegno costante nel ritrovarmi, nel riconoscermi, nel prendere atto dei miei desideri e nel cercare in ogni modo e con ogni mezzo di realizzare la mia intima natura. Ho riscoperto l’amore che provo per me stesso, ed ho capito che a nessun prezzo potrò più rinunciarvi.
Nel cammino della vita, ho ritrovato la mia strada.
Pur mantenendo intatto l’amore e la premura verso coloro che mi circondano, e anche nel coltivare comunque la gentilezza e il rispetto che ad ognuno è dovuto, vedo inevitabile l’esigenza di essere accettato per quello che sono, per la bellezza che porto dentro di me.
Posso donare amore e sostegno e felicità. Posso specchiarmi negli occhi di chi afferma di amarmi e mostrare quanto sono limpido, adesso, sereno e pulito. Ma solo a patto che questo mi venga ricambiato.
Non è egoismo; è la mia vita.
E io voglio viverla nel suo pieno splendore, da oggi, per oggi.
Per sempre.   

8 thoughts on “Un nuovo anno”

  1. Buon Anno, Max :o)
    Leggo e rileggo. Ascolto, sento e comprendo… e trovo di me molto più di quel che forse tu possa pensare.
    Potrei scrivere un commento lungo un blog ma voglio limitarmi.
    Cerco di equilibrare le parole esattamente come é necessario vi sia equilibrio anche nell’amore.
    Il dare e ricevere.
    Voler donare e pretendere di ricevere non é egoismo, lo credo anch’io. E’ sentirsi degni d’essere amati… perché lo siamo. Tutti.
    Riconoscere di voler ricevere é un passo importante, a volte, verso sé stessi.
    “… credo che basti sconfiggere la paura, per cogliere il frutto delle nostre esistenze…”
    … parole non mie… conservate come un diamante ed oggi rese con Amore.
    Ti voglio Bene.
    Che sia un anno pieno di splendore… da oggi, per oggi. :o)
    … e Per Sempre. :o*

  2. Leggo commossa, perdonami ma oggi è un giorno di lacrime e sorrisi, e le lacrime sono sorrisi quando leggo traguardi tanto grandi raggiunti.

    Il donare è uno degli aspetti più importanti. significa abbattere tutte quelle barriere interiori che ci sono dentro di noi e donare all’altro ciò che di autentico-essenziale è dentro di noi. senza pensare al risultato, senza avere un fine, il vero dono è spontaneo e è solo Amore

    L’anima recepisce che ogni gesto di amore donato è riflesso di amore ricevuto

    Pretendilo di essere Amato per come sei perché credimi il tuo essere è immenso se con tanta umiltà sei arrivato fino a qui…
    Ti rinnovo i miei più sinceri auguri Max, che oggi sia l’inizio di un nuovo cammino, dove abbracciato a te ritrovato, cammini immerso nell’Amore più puro e vero…

  3. Tante e differnti sono le riflessioni che questo post ha indotto in me… potrei scriverti tante cose, tanti spunti…. ma preferisco lasciarti solo una mia considerazione, forse lapalissiana visto quello che hai scritto tu.Ma credo che sia una verità che sembra scontata ma, credimi, tante troppe volte non è:
    chi non sa accettarsi, chi non sa amarsi difficilmente sa dare amore.
    Se si è smarrito l’amore per se stessi, ritornare ad amarsi, e poi amare dando il senso all’amore come lo hai dato tu, deve percorrere spesso strade impervie e tortuose…. come hai fatto tu.
    Un bacio

  4. devo dire che è positiva l’analisi che hai fin qua fatto.Io sono piu fatalista e non so cosa sara il nuovo anno di certo continuare a dare senza se e sensa ma dare e basta la vita e strana le persone cambiano anche noi cambiamo l’equazione piu dai meno ricevi tradisce sempre le tue aspettative .Ciao Antono

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