…ed io corro per strada cercando di respirare tutta l’aria che trovo.
Voglio bagnarmi con la pioggia che cade in ogni luogo e catturare l’intera luce del sole.
Voglio amare ogni donna, e contemplare la luna nel suo totale percorso, calante e crescente; percorrere la somma delle strade del mondo e tuffarmi a cercare le singole gocce d’acqua che unite a miliardi di altre compongono la profondità di decine di mari, e berle e specchiarmi in ognuna, oppure affogarne.
Voglio tutti gli occhi sopra di me e nello stesso istante risultare trasparente come l’aria, e giocare e vincere e perdere la mia vita e la tua e le altre; ritagliare e sovrapporre l’infinità dei tramonti per creare la luce totale o il buio profondo.
Tutte le vite e tutte le esperienze possibili, e tutte insieme.
Ma non posso farlo.
In ogni istante della mia vita formulo un pensiero e prendo una decisione, e questo crea un universo parallelo che si dirama allontanandosi da me, un percorso nel quale un altro me vive le conseguenze della decisione opposta a quella che ho appena manifestato. E all’unisono coesistono, separati, le migliaia di altri universi che esprimono singolarmente l’intero raggio delle decisioni possibili, prodotti da questa minuscola frazione di vita, costruiti e lanciati nello spazio dalle decisioni che avrei potuto cogliere.
Ci sono miliardi di Max che hanno una vita diversa dalla mia, in sterminate diramazioni di mondi paralleli che si sono formati quando ho scelto una cosa, lasciandone andare un’altra.
C’è un mondo nel quale spremo colori sopra una tavolozza e li mescolo assieme in piccoli tocchi di scelta, per poi distenderli in curve armoniose o in contrasto tra loro, sopra una tela bianca.
E in quel momento tu sei vicino a me, oppure no.
E un altro mondo ancora, nel quale dispongo colori in forma di fasci di luce per illuminare le assi di un palcoscenico attrezzato e pronto a sostenere la recita serale.
E un’altra mi guarda al posto tuo, mi sorride truccandosi e poi indossa il costume adatto a una pantomima che sarebbe impossibile in altri luoghi.
Oppure, sono solo.
E fuori dal teatro, un esercito sterminato di pubblico, con il proprio incastro di scelte e rinunce che conducono nel buio di una sala per assistere ad uno spettacolo talmente bello da riuscire a trasformare una intera esistenza. Tu dici che verranno? E il rinunciare al mio gioco di luci, potrà condurli verso la solitudine, o viceversa, troveranno l’amore proprio perché non ci hanno mai conosciuti?
Ci sono vite nelle quali non ti ho mai baciato, altre in cui ti bacerò sino a morirne.
Non potrò mai sapere quanti incroci ho creato con le mie scelte, e resterò in eterno inconsapevole di quali esistenze sto dispiegando nei più infiniti meandri del cosmo.
In molte vite sono morto; in altre sono più forte e felice di quanto io possa mai sperare.
Quel giorno che non ho preso il treno e sono rimasto chiuso in casa a leggere; quel giorno che ho guardato il cielo tanto terso e luminoso da decidere di lasciare la macchina sotto casa per incamminarmi lungo strade consuete, quotidiane, ho evitato per questo di raggiungere il luogo dove ti trovavi?
E tu poi, c’eri davvero? Non ti eri perduta nelle intricate diramazioni delle scelte che hanno creato l’infinità dei tuoi universi?
Quante cose ho smarrito, scegliendo una serata al cinema piuttosto che un gelato in riva al mare?
Vorrei che tu potessi dirmi in quante vite noi ci siamo conosciuti da bambini, per crescere insieme e poi sposarci e avere una vita felice. E in quante invece ci siamo separati prima di trovare il coraggio di baciarci; e in quante ancora abbiamo abusato dei nostri corpi sino allo sfinimento per poi abbandonarci con astio e sospetto.
Per ogni piccola scelta una variazione sottile. Forse ti avrei notato, se in quella particolare sera tu avessi indossato il tuo abito più sgargiante. Ti avrei individuato a chilometri di distanza. Forse tu mi avresti visto, se nel momento in cui ti sei voltata io non mi fossi chinato ad allacciarmi le scarpe.
Per non contare gli eventi che si sono verificati privandoci della possibilità di esercitare il nostro diritto di scelta.
Come nel film Sliding doors, la vita può cambiare radicalmente, e prendere un corso inedito e grottesco, inaspettato o felice, nel momento in cui perdi la corsa del metrò per un soffio, un piccolo ritardo, uno scherzo del destino.
E quando quelle porte scorrevoli ti si chiudono in faccia, non puoi sapere a che cosa andrai incontro, quale scherzo malvagio o meravigliosa sorpresa ti riserva il futuro.
E allora dimmi dove stavi, nel momento in cui un colpo di vento scagliava lontano la mia sciarpa, costringendomi ad inseguirla e a cambiare strada. Forse nello stesso istante stavi sbucando da dietro l’angolo. Mi hai guardato correre affannato dietro uno straccio colorato, ma ero troppo lontano per riconoscermi, ed hai riso di me. E poi hai proseguito per la tua strada, maledicendo il ritardo dell’autobus, che ti aveva fatto perdere pochi minuti, o una intera vita.
Ci sono universi nei quali tu sei passata sotto le mie finestre mentre le stavo chiudendo.
Mi sono voltato a salutare un amico che non vedevo da anni, mentre tu incespicavi a un metro da me e una mano si protendeva per evitarti la caduta, ma non la mia.
Sei scesa da un treno mentre io stavo salendo; hai visitato la mia città mentre io ammiravo la tua.
Ma in mille universi abbiamo corso sulla spiaggia, la mano nella mano e lo stesso respiro.
Abbiamo riso e cantato camminando per strade invase dalla pioggia.
Ci siamo seduti a guardare lo stesso fuoco, identiche scintille di luce negli occhi.
Il vento gelido ci ha sorpreso abbracciati, provando a scalzarci senza riuscirci.
La gioia e il pianto si sono mescolati alle stelle, ai tramonti, alle lenzuola scaldate insieme, alle mattine sotto la stessa coperta sul limitare di un’alba di mille mondi, di mille giorni, di mille noi.

Credo sia proprio così. Ogni istante è unico ed irripetibile. Cos’ come credo che è nella sua stessa imprevedibilità, il mistero ed il fascino della vita.
Altre mille parole che parlano di te, mille parole inanellate in modo incantevole, Max. 🙂
… ma allora eri tu su Centaura 13xjy?!?!? Lo sapevo che ci eravamo già visti!! 😉
Anna 🙂
bellissimo 🙂
da rileggere
Passo, ad augurarti Buone Feste.
Che tu sia sereno come quando ti ho conosciuto, come ti ricordo sempre.
(Un bacio)
bellissime parole… magiche, deliziose, incantate… splendida fantasia e creatività… un vero capolavoro dei sensi. Sono rimasta ferma così… a rileggere questa meraviglia…
non ho mai visto tanta bellezza come in questo racconto
e noi siamo… mille volti in un solo posto, mille espressioni in un giorno, mille sensazioni in un attimo
grazie di questo ventaglio di brividi che mi hai donato in un momento così prezioso
un abbraccio
Francy
Quante volte ho pensato a QUEL se…..ho ripercorso le scelte, e le occasioni, e le situazioni, e ogni volta ho provato a immaginare i diversi risvolti ma…porca, finisco sempre al solito capolinea. Che bravo, sei.