Quando vieni vengo

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La stupida verità è che non c’è nessun posto dove andare.
Ho frugato ogni angolo della mia città, una battuta di caccia prolungata per anni, non un singolo remoto pertugio si è salvato, neanche i più nascosti e improbabili; ogni zolla di terra è stata rivoltata. Ma tu non c’eri.
Chiedimi quanti passi ho fatto e quante suole di scarpe ho consumato.
Intorno a me aleggiava il tuo profumo, ed io vagavo col naso per aria sbattendo contro donne che scrutavo con speranza, ponendo domande che non capivano, aggrappandomi al loro soprabito finché non decidevano di scrollarmi via, finché non decidevo di fuggirne via. Il tuo profumo mi spingeva lontano.
Ti ho inseguito lungo le strade di città che non conoscevo ma tu stavi sempre un passo avanti, o indietro, o distesa in altri letti a chiederti dove fossi.
Il mio riflesso ti ha cercato volando lungo le sponde dei fiumi, trascinato dalla corrente, mentre seduto sotto l’ombra di un lampione spegnevo l’ultima sigaretta. O quasi.
Ho lanciato il pensiero oltre ogni cancello e siepe e montagna che frenavano il mio avanzare, per vederlo tornare a mani vuote.
In ogni volto che si affacciava sulla via, dietro ogni angolo o cantone, trovavo la tua promessa, o forse soltanto la speranza, di te.
Si è alzato il sole e poi e calato mille volte, interrompendo la mia ricerca sulla soglia del medesimo triste tramonto.
Poi veniva la notte ed ogni stella era un punto da unire e congiungere all’infinità di altri punti per realizzare il tratteggio del tuo volto. Segmenti dell’anima.
Non ho trovato la tua voce nella risacca del placido mare, nella furia delle onde in tempesta, nel vento che percorreva immense distanze per venire a sferzare i miei giorni.
Ogni ricerca è stata vana, forse troppa intenzione ho posto nel riuscire a trovarti, troppa la foga di scoprire dove stavi nascosta, e come risposta l’universo beffardo ti ha portato lontano da me.
Adesso non so più dove andare. Posso soltanto tornare nei luoghi dove ero sicuro di scovarti, percorrere le stesse strade attraversando i soliti muri, ombra nell’ombra, mescolato alla moltitudine di facce dipinte dalla delusione di non aver trovato.
Sono migliaia, intorno a me, le riconosco come ormai loro riconoscono me.
La speranza non è andata perduta, ma è rimasta mutilata. Non sono più così sicuro di riconoscerti, adesso sei tu che dovrai cercare me.
Dimmi quando vieni.
 

7 thoughts on “Quando vieni vengo

  1. a me le cose accadono quando la giusta predisposizione dell’animo è da tutt’altra parte..
    sarà lei a trovarti, e tu la riconoscerai..con o senza quel profumo

  2. Hai provato a girarti di scatto? magari ti sta camminado dietro le spalle…A volte il destino fa di questi scherzi feroci…Non vuole che lo si prenda troppo sul serio…Bello il post, pieno di tristi e intense suggestioni…

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