
Il Cammino di Santiago non è una passeggiata nel giardino sotto casa. E’ un pellegrinaggio di 800 chilometri da farsi a piedi, con tre montagne della malora nel mezzo ed uno zainone da portarsi appresso, che se lo avete caricato troppo, vi garantisco: sono uccelli per diabetici. Io sono partito senza alcuna preparazione e con parecchia presunzione nelle scarpe. Parenti e amici hanno subito organizzato un sit-in permanente sotto casa mia ed hanno lanciato un concorso globale per la miglior battuta da attaccarmi alle chiappe, sicuri che sarei tornato scornato. Previsione di massima: tre giorni. E non immaginano quanto ci siano andati vicini.
Il Cammino, oggi, parte da Saint Jean Pied du Port, Pirenei versante francese, e come prima tappa si arriva a Roncisvalle. Venticinque chilometri, la gran parte in salita. Ho impiegato dodici ore a percorrere questa prima tappa, e avreste dovuto vedere che begli occhi allucinati avevo. Giunto alla fontana di Rolando, ho bevuto un intero bacino idroelettrico, infischiandomene altamente della Mistica del luogo, ed ero certo che in quel posto Rolando non fosse morto di spada, ma di sete.
Poi mi sono perso nella foresta di Roncisvalle, nella quale sono sicuro di aver visto due o tre spade nella roccia e un paio di Draghi che giocavano al dottore con la Dama del Lago, che devo dire possiede un gran bel culone.
Nel rifugio di Roncisvalle, bellissimo, mi butto sul letto, sfinito, con un dubbio che inizia a farsi sentire, insinuante: ce la farò?
Il mattino seguente inizio la seconda tappa: Roncisvalle – Larrasoana.
Dopo due ore di Cammino, mi fermo presso una piccola Chiesa dall’aria inquietante, dotata però di una provvidenziale fontanella che gorgoglia felice. Nel giardino antistante la Chiesa ci sono alcuni tavoli di pietra, per chi volesse fare un pic-nic in stile Stonehenge. Ad uno di questi tavoli siede un pellegrino di età apparente intorno ai settanta, intento a disegnare un particolare della facciata della Chiesa. Io che mi diletto di pittura trovo singolare questo incontro: un senso di comunanza mi si sveglia alla vista di questo doppio collega, Pellegrino e Artista. Riempio la mia borraccia e intanto lo osservo, lui mi guarda e ci scambiamo un sorriso. Spesso le parole non sono necessarie, sul Cammino di Santiago. Sono pronto, un cenno di saluto, riprendo il Cammino.
Il tratto di campagna intorno a Larrasoana è tutto un SaliScendi; è qui che hanno inventato le montagne russe, non c’è luogo migliore per farsi venire un’idea del genere. Nel mezzo di un Sali e ancora molto lontano da uno Scendi, vengo fulminato da un senso di desolazione: mi pervade l’orrida idea che non ce la farò a proseguire, che dovrò rinunciare. Lo zaino mi pesa come se contenesse tutti i miei peccati, soprattutto quelli di gola: paste, pasticcini e bicchieri di vino. Mentre accarezzo l’idea di piangermi un po’ addosso, una strana sensazione mi costringe a voltarmi ed ecco che vedo sbucare sul sentiero l’anziano Pellegrino Artista.
Lui cammina con la leggerezza di un bambino.
Lui cammina senza fare rumore.
Nel superare la tremante gelatina che mi rappresenta mi dice: In alto il cuore!
E si allontana. Ci metto parecchio a realizzare che mi ha apostrofato in italiano, e la cosa mi sorprende: sapevo che in quei giorni c’erano pochissimi italiani sul Cammino.
E si allontana. Ci metto parecchio a realizzare che mi ha apostrofato in italiano, e la cosa mi sorprende: sapevo che in quei giorni c’erano pochissimi italiani sul Cammino.
In alto il cuore, proseguo, arranco, in discesa per fortuna riesco a rotolare.
Ma il pensiero rimane ancorato alla voce serena e all’esortazione dolce ma forte che per tutto il giorno sentirò nelle orecchie, e nell’anima.
La sera giro irrequieto nel rifugio di Larrasoana, giro inquieto per il paese; io lo so chi sto cercando, ma lui non si trova.
E il giorno dopo, inizio la terza tappa: Larrasoana – Pamplona.
Io ci provo, ragazzi. Sono morto di stanchezza, lo zaino mi morde le spalle, c’è un caldo allucinante, ma io ci provo.
Per un bel tratto di strada abbiamo ancora le solite montagne russe. Incontro un Pellegrino spagnolo che pur nell’immensa fatica del momento ci tiene ad informarmi che quella è la zona dei Pedipirenei, è per questo che tutto è così ondulato. Sarà vero? Io lo guardo con occhi allucinati e lui si affretta ad allontanarsi. Sono pazzi questi italiani.
Ma d’improvviso, mentre sono in cima ad un Sali e quasi pronto per uno Scendi, una felice certezza mi pervade: sento che la Forza cresce in me, che forse Santiago non è perduta.
L’avete mai sentita una forza che fulminea vi raddrizza la schiena, colmandovi di serenità e costringendovi ad un respiro profondo, gli occhi persi verso un orizzonte da conquistare?
Mentre mi appresto a congratularmi con me stesso, una strana sensazione mi costringe a voltarmi ed ecco che vedo sbucare sul sentiero l’anziano Pellegrino Artista.
Lui si ferma di fronte a me, mi sorride e mi stringe la mano; la sua mano freddissima in quel caldo assurdo che mi scioglie come un ghiacciolo al sole. Senza pronunciare una parola, si allontana agile come un bambino, silenzioso come un gatto su un tappeto di velluto.
E da quel momento non l’ho più visto.
Ma quando ricordo quei giorni, mi chiedo sempre: quale esortazione migliore di In alto il cuore! può venire dalle labbra di un Angelo? Quale abito migliore di un anziano dal volto sereno può indossare?
Ho impiegato trentaquattro giorni per arrivare a Santiago, senza una vescica ai piedi e senza il minimo accenno di tendinite. Le sensazioni che ho provato lungo tutto il tragitto si possono raggrumare in una sola parola: sorriso.
Ma non è merito mio, io lo so: il mio Angelo ha due palle grosse come cocomeri.

Io a Santiago ci sono arrivato con il treno e mi é sembrata già lunga cosi! Ma la magnificenza del luogo é qualcosa di irripetibile.
Io mi occupo di un blog di viaggi e vacanze (www.bloggers.it/superturismo) sarei contento se lo visitassi!
Se poi ti piace la musica il mio secondo blog ha proprio quella come tema centrale (www.bloggers.it/oneblog).
Che dire, complimenti per la costanza.
Ti aspetto sui miei blog.
CIAO
Alex
sei grande max
un bacio
nina
Verrò a trovarti, Alex, grazie per il passaggio.
Grazie, Nina! :0) Un bacio.
Ogni passo che hai fatto su quel cammino é merito tuo.
Quell’angelo non ti ha sorretto mentre camminavi … non ha alleviato la tua fatica … non ha asciugato le tue lacrime.
Ti ha “chiesto” di crederci … e tu l’hai fatto. Profondamente. Quasi fosse lui il riflesso di quella parte di te stesso che avevi dimenticato.
Ci hai provato con coraggio… ti sei immerso dentro a quel cammino senza lasciare che la paura “di non farcela” prendesse il sopravvento.
Io ringrazio quell’angelo di essere stato lì nel posto giusto e al momento giusto … per averti regalato quello che nel cammino di ogni giorno, a volte, dimentichiamo.
Il tuo sorriso é la parte migliore della sua anima. Credo che tu lo possa ritrovare proprio lì. :o)
Un bacio
Ciao Chiara. Te l’ho mai detto che ci sono dei momenti nei quali mi lasci senza parole? Stavolta anche senza fiato. Grazie. Un bacio.
bellissimo il post e bellissima l’esperienza…en alto los corazones…ana
Gli angeli esistono eccome, si manifestano molte volte nel corso della nostra vita ma noi siamo spesso troppo presi dalla quotidianità per riconoscerli……..comunque complimenti Max per la costanza e la forza e complimenti anche all’anziano pellegrino artista:)
Tu sei un angelo!
Buonagiornata!
Gli Angeli ci attraversano sempre la strada. E a volte ne percorrono un tratto insieme a noi, quando abbiamo più bisogno di un aiuto che supporti la nostra debolezza.
E’ un dono speciale saperli riconoscere.
🙂
Sono assolutamente convinta che gli angeli esistano e veglino su di noi…………..Buon week end…………:))) E…………Forza Italia!!!
non sono ancora riuscita davvero a capire se scrivi di te o racconti favole, quelle che avrei voluto sentire da piccola, o anche stanotte, stamattina, alle quattro.
Santiago è sempre una grande esperienza, diversa per ognuno, ognuno ha la sua. io ci sono arrivata el dìa de Santiago di tanti tanti anni fa. Purtroppo non posso più camminare così tanto. è un posto per trovarsi nel momento in cui hai perso la strada e non ce la fai più. Ti insegna che ce n’è sempre ancora un po’.
Immenso il tuo cammino e lo spirito con cui l’hai affrontato..
mi sto preparando anche io presto sarò su quelle strade a percorrere il mio cammino…prima avevo bisogno di ritrovre me dentro me e ora sono pronta..
Non è il tuo Angelo che ha due palle come cocommeri sei tu che hai avuto la forza di affrontarlo e il dono del sorriso dopo…
E’ vero mi mancare…
bellissimo…ti ho letto tutto senza fiato.
visto che è ben dotato,chiedi al tuo angelo se può fare gli straordinari…
🙂 ciau
…ho capito bene, Soffio? Vuoi fare il Cammino di Santiago? Grazie per il passaggio e per le tue belle parole, speravo tanto di risentirti.
Sempre un po’ di strada, Fenicee, è vero. Anche quando pensi di non farcela, puoi provare ad avanzare ancora di qualche passo. Un abbraccio.
Searching, è una storia vera, questa. L’ho raccontata così come mi è accaduta. Ma sembra una favola, è vero. :0)
Anche io ne sono sicuro, Margherita. L’ho visto. Buon fine settimana.
Sì, Romanticaperla… un angioletto. :0)
Grazie per i complimenti, Darksylvia, ma sai: dopo quel giorno la strada è stata tutta in discesa, anche quando c’era da scalare il Cebreiro o l’Alto del perdon. Un bacio.
Anabolena, ciao! …ma tu sei spagnola, o no?
Ciau, Moraselvatika, che nick accattivante! :0) Il mio Angelo è dotatissimo, può darsi che possa fare gli straordinari… certo che io lo impegno già un bel po’… ma sai, forse il tuo angelo potrebbe essere geloso… perché non provi a contattare lui?
sei un narratore coi fiocchi, max, starei a leggerti per ore, mai pensato di scrivere un libro?
livorno! la città di ovosodo, sbaglio? 🙂
un abbraccio, carissimo
L.
Si Max, hai capito bene..farò il cammino penso inizio anno nuovo, allora potrò assentarmi per il tempo necessario…
felice di essere qui…
un pensiero che sia carezza
katia
ciao Max =)…è davvero splendido leggerti…
Sai che ho ripercorso nel tuo inchiostro =) i racconti a “occhi rapiti” =) del mio babbo?…lui,uno scarpinatore nato,vorrebbe percorrere la maestosa “via lattea” =) ogni santo anno…fin’ora è a quota due,e ogni volta torna col cammino sempre più in fondo al cuore…ormai è stabile al primo posto,credo =)…
Comunque sei stato un mito:niente tendinite e un mesetto…wow! =)…non è facile…
Ho accarezzato anch’io l’idea di andarci con un’amica…ma non è ancora giunto il tempo =)…
Certo dopo le sue foto e i suoi racconti(ed ora anche il tuo=)),devo dire che la voglia cresce stabilmente…Lungo la strada dev’esserci un clima solidale fantastico…e poi la Galizia…mio dio! =)…
un abbraccio Max…e grazie per le tue impronte da me… =)…rossana
O.T. il segnale l’ho ha preso in Australia, se non ricordo male.
🙂
mah, nn so forse il mio angelo è pigro e distratto ultimamente…Chiedi al tuo se je dà una svegliata!(sai fra colleghi…)^_-
buona serata
M.S
una seconda edizione mirabile! 🙂
e uno scoglio superato: un post lungo da leggere tutto d’un fiato, speriamo che la “short-mania” sia definitivamente alle spalle. Quando vuoi parlare con il tuo shoten zenjin (ora si chiama così…) guarda il sole e chiamalo: lui o i milioni di Esseri come lui accorreranno di sicuro 🙂
Grazie, Cye, la tua approvazione è il mio sorriso. Per la short-mania… boh, vedremo: in fondo ci sono cose che si possono dire efficacemente in due parole. Se chiamo il mio shoten zenjin, lui viene con tutta quella gente? …e poi devo dar da mangiare a tutti? Oibò. Bentornata, già te l’ho detto? Lo dico di nuovo. :0)
Moraselvatika, il tuo Angelo attualmente risulta in riposo per malattia. Pare stress da superlavoro, affaticamento cronico… che gli hai fatto?
Lectrice… in Australia? Un po’ più lontano no? Vabbuò, me lo faccio homemade.
Luca, e chi non ci ha mai pensato? ;0)
La città di ovosodo, sì.
Nessun angelo…
C’eri tu lì… e i tuoi credo!
🙂 sempre molto bello ciò che scrivi e come lo scrivi…
Dolce Notte…
Iltuosorriso… tuo babbo ed io siamo fratelli. :0) Se vuoi vedere anche le mie foto vai sul mio (piccolo) sito del Cammino, qui:
http://www.versosantiago.altervista.org/index.htm
…e clicca su “album”.
Un bacioa te, un saluto straaffettuoso a tuo padre, mi raccomando, ci tengo.
Ciao Dolcementeaspra. Io c’ero, poco ma sicuro, ma c’era anche il mio Angelo, ad accertarsi che io ci credessi. Ed io ci ho creduto come niente mai in vita mia. Grazie per il compli, mi sciolgo un po’. :0)
…allora Soffio: lo farai in inverno, il cammino? Un bel coraggio. Forse conosci già, ma voglio fornirti un paio di link.
Il miglior sito in italiano sul Cammino:
http://www.pellegrinando.it/
Un forum molto bello, italiano, dove scambiare informazioni e al limite trovare compagni di partenza:
http://www.camminosantiago.com/list.php?f=1
…e se hai voglia, le mie foto del Cammino:
http://www.versosantiago.altervista.org/index.htm
…clicca su “Album”.
Un bacio. Ultreya.
ciao Max =)…ehi,ti ringrazio molto per il link fotografico…ci andrò senz’altro =)…
per il saluto al mio babbo…non mancherò,parola!=)…grazie,un abbraccio,Rossana
Deve essere stata una esperienza straordinaria , servirebbe anche a me .
Tlapina
ahahahahahahah max… lui O uno degli altri milioni di esseri…ma poi perchè accontentarsi di uno? 🙂 e poi forse li hai già sfamati e protetti in una dei milioni di vite passate…
Sono quelle cose che rimangono nel cuore… Un volo
Da perfetta ignorante in materia posso solo immaginare cosa possa significare un “cammino per santiago”.. una sorta alla ricerca di un equilibrio interiore che si avvertiva smarrito forse, o forse mai provato ma di cui si conosceva l’esistenza….
Quell’icona dell’angelo-pellegrino- artista è straordinariamente bella e poetica. Racchiude essa il messaggio del cammino?
Un bacio Max
Sì, Privateoutrage, rimangono senz’altro nel cuore, ed è immensa la voglia di ripercorrere quei sentieri. Bello, un volo. :0)
Vabbè, Cye, ho capito che facevo il ristoratore, nelle innumerevoli vite passate. Giulio Cesare veniva sempre a mangiare l’abbacchio. Mi manca. :0(
Ciao, Perlasmarrita. Sì, uno dei messaggi è racchiuso nell’icona Dell’Angelo Pellegrino Artista… e poi ce ne sono altri, naturalmente. Un bacio.
We, Talpina, falla, allora. :0)
Splendido!… :))
Il Cammino di Santiago è una di quelle cose che mi appresterò a fare, spero a breve.
“L’avete mai sentita una forza che fulminea vi raddrizza la schiena, colmandovi di serenità e costringendovi ad un respiro profondo, gli occhi persi verso un orizzonte da conquistare?”
Sì, l’ho sentita. Penso sia la Forza che permette a tutti i pellegrini di percorrere tutti i Cammini. :))
(Davvero dipingi? Anch’io. Siamo colleghi anche noi allora! :)) Hai visto le mie tele?… ) *
bello il fatto che riconosci che la forza e il sorriso sono doni divini.
non sapevo di angeli superdotati.
complimenti hai saputo trasmesso una bellissima esperienza
ciao 🙂