La voglia di scrivere scivola contro il grigio vischioso che aderisce liquido alle pareti dell’anima, e la rende impermeabile.
Nessuna formidabile acutezza di sguardo potrà mai superare il vuoto assoluto per vedere cosa ci sta oltre.
Solo tre sigarette per giungere al termine della notte, ancora una volta ci sarà da prendere atto di come poche ore possano diventare un tempo eterno, in assenza di qualcosa che le riempia.
Non riesco a decidere se fuori stia ancora piovendo oppure se sono i miei occhi a restare bagnati.
Pervicace.
Avessi un programma adatto potrei disporre di un tempo infinito per mettere in fila parole in modo casuale e così arrivare, un giorno, a definire in modo esatto ciò che le parole vorrei esprimessero. Scartando tutto il resto. Anni di parole.
Due sigarette.
Può darsi che fuori stia piovendo, in fondo, sarà così se io decido che sia, che piova o meno, fuori piove.
Ma perché questa musica che ascolto è sempre così dolce, se fuori piove?
Ho tutta la storia a disposizione, eppure mi ostino a consultare soltanto gli ultimi fotogrammi, il finale che non è mai fine, perché quando la notte avrà termine nascerà un nuovo giorno e tu, non sai, che cosa.
Ostinato.
Il mio pensiero brucia le tappe e vola via col fumo dell’ennesima sigaretta, in questa notte nella quale ho deciso che sta piovendo ma questo non mi bagna, semmai, sono io che bagno lei.
C’è una stanchezza, nel mettere in fila parole, non trovi?, quando il vuoto si fa prepotente nell’aprirsi un varco ed occupare lo spazio dentro.
Ogni parola che pongo non è che il tentativo di usurpare il tempo per giungere alla prossima sigaretta, fuoco caldo dentro, pioggia fredda fuori.
Testardo.
Il paesaggio mi si muove intorno, questo mondo che non si ferma nella sua corsa ruzzolata contro lo sfondo di un panorama stellato, ed io, che resto sempre nello stesso posto, sento il terreno che mi scivola sotto i piedi.
Una sigaretta.
Guarda, sto scrivendo sul nulla, del nulla, solo la pioggia fuori è reale, anche se l’ho inventata io.
L’accendo.
Tra poco ti saluterò, perché il fuoco si sta spegnendo e con lui avrà termine l’unica cosa forse reale in tutta questa storia, che storia non è, ma solo il riassunto del vuoto che mi circonda.
E il vuoto non esiste.
Solo la pioggia, stanotte.
Caparbia.

Non fumo mai quando scrivo. Infatti a volte sono costretta a interrompermi per scendere giù a fumare. Questo (andare in strada, davanti al bosco) serve ad avere nuove idee, forse. A volte invece non riesco ad immaginare né sole né pioggia, solo il vuoto più ottuso. Perché io credo il vuoto in realtà esista. Sta a noi riempirlo, giorno dopo giorno.
Con pazienza infinita.
le notti di pioggia sono particolari
Max c’è in quel tuo guardare in alto, tra le spire del fumo, ed ancora più in alto tra le stelle un anelito di elevazione che riscatta l’apparente nullità che ti ostini a raccontare.
Non guardare i tuo passi, guarda i tuoi sogni… è li la parte più bella e più vera di te. Per l’idea che io ho di te. :))
bellissima descrizione di uno stato d’animo, incalzante, ritmata, evocatrice. Uno stile che mi aggrada parecchio!
Ho scritto anch’io di un giorno di pioggia, una volta..e di una canzone che mi ostinavo a suonarci su come colonna sonora..ma non riuscivo ad aggiungere tristezza alla pioggia..alla fine mi sono arresa, ed ho suonato altro..softly as in a morning sunrise..non ha smesso di piovere, ma ho smesso di piovere io!
Ha scritto del nulla..ma poco altro nulla mi è sembrato così colmo…
nemmeno le mie tartarughe..per quanto mangino parecchio 🙂
Ho licenza di ripassare?
Non è la prima volta che parli del tempo che ti incalza e tu che stai fermo nello stesso punto. E’ come se tu avessi paura di non riempirlo abbastanza, almeno è quello che percepisco io, ma posso sbagliare ovviamente! 🙂
splendido. il migliore. ogni altra parola è superflua.
Condannato nella tua orbita
ruoti senza fine attorno al tuo centro
solo lievi scostamenti.
Centinaia, migliaia di parole
per ritrovarti ancora lì
sempre lì
in quell’orbita maledetta
che ti impedisce di allontanarti
di liberare l’immaginazione
e farla volare via
via
lontano
lontanissimo
da te