Passaggio

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…inutile bussare per entrare in questo luogo: la porta, scardinata, è sempre aperta. Polvere sui mobili e sul letto. Le mie sole impronte, da mesi, sul pavimento: piccole tracce che potrebbero condurvi a stanze ormai prive di presenze, ma ingombre di piccole parti di vita frammentata, impacchettata e nascosta a se stessa, dove per sfiorarne la superficie sarebbe necessario stracciare fragili ma tediose barriere.
Tuttavia oggi è un giorno felice, sereno, un giorno di speranza: aprirò queste finestre, a squarciare di luce le vecchie ansie; laverò i pavimenti dalla noia dei giorni sempre uguali e i piatti di cene mai consumate.
Appenderò nuovi tendaggi, di bianchi sorrisi, e panni morbidi e colorati sul letto rifatto.
Niente voglio pensare, oggi, che non sia speranza.
 
 
Se qualcuno un giorno bussa alla tua porta,
dicendo che è un mio emissario,
non credergli, anche se sono io;
ché il mio orgoglio vanitoso non ammette
neanche che si bussi
alla porta irreale del cielo.
Ma se, ovviamente, senza che tu senta
bussare, vai ad aprire la porta
e trovi qualcuno come in attesa
di bussare, medita un poco. Quello è
il mio emissario e me e ciò che
di disperato il mio orgoglio ammette.
Apri a chi non bussa alla tua porta.
 
                                  (Fernando Pessoa)

14 thoughts on “Passaggio”

  1. lavare i pavimenti… Lasciare una superficie immacolata e cominciare a scrivere di nuovo… Grazie… Queste parole (poesia compresa) le trovo molto in sintonia.

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