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Tra l’ebbrezza senza giustificazione e l’indifferenza senza pietà, il pendolo oscilla; nel mezzo, il niente. Ieri, ogni respiro e ogni passo, e ogni sguardo, galleggiavano nella grigia corrente che indifferente trascina lontano ogni cosa. Oggi, l’universo si dilata riempiendosi di infinite possibilità e promesse. Dove è bello fermarsi e lasciare che gli occhi del mondo si posino su di te.
Questa folle corsa senza tregua, questo saltare dal buio alla luce, dalla luce al buio, alla fine, uccide la speranza. Sembra che niente si possa opporre all’incessante susseguirsi del chiaro e dello scuro. I grandiosi progetti dell’oggi sono le inevitabili delusioni del domani. Ancora ieri mi accartocciavo a scandagliare una tristezza senza fondo, sdraiandomi infine a giacere in un sonno inquieto, per poi svegliarmi al nuovo mattino sentendo l’incontenibile, gioiosa energia sprigionarsi dal mio essere, pronto a tutto raccogliere e contenere, pronto a tutto conoscere e comprendere.
Non ho possibilità di scelta tra l’arrancare quasi alla cieca nell’acqua e nel vento del più tremendo temporale e il passeggiare sereno tra i viali di un giardino in fiore, persuaso dal dolce calore di un giorno senza fine apparente.
Dove sono adesso, dove stavo prima, dove sarò domani, non posso capire e prevedere, se resto confinato nell’altalena dei sentimenti incontrollati.
Adesso mi risulta impossibile continuare vivere per attimi. Un momento sentire il pieno significato di ogni cosa, e l’istante dopo essere pronto a lasciare andare tutto. Credere di camminare su un terreno sicuro, volgere lo sguardo e scoprire a pochi millimetri l’orrore del baratro che sto rasentando.
La casa che ho costruito per viverci, ha l’intonaco che cade a pezzi. Rampicanti crescono sui muri, provengono da fuori. Attraverso la finestra con i vetri caduti in frantumi da secoli, guardo il percorso di un cammino che non riesco raggiungere, non trovando la porta per uscire. Però lo vedo, lo sento.
C’è una strada, là fuori, magari se cerco bene troverò una porta nascosta, oppure mai vista o mai presa in considerazione, e forse sarà necessario abbattere un muro, ma non è più possibile aspettare ancora. Voglio sentire la bellezza del camminare al centro della strada, né a destra, né a sinistra, ma davvero al centro. Baciato dal sole, bagnato dalla pioggia, accettando che sole e pioggia vivano il loro giusto momento. Perché sento che c’è un luogo da raggiungere.
Anche se l’importante, poi, non è arrivare, un giorno, da qualche parte.
Anche se l’importante, poi, non è arrivare, un giorno, da qualche parte.


prima di trovare l’equilibrio il pendolo oscilla 🙂
bellissimo post
L’importante è camminare, accettando sole e vento, pioggia e grandine. E infine ritrovarsi.
Con il cuore colmo di vita e di amore camminerò.
Felice seguirò la mia strada.
Felice invocherò le grandi nuvole cariche d’acqua.
Felice invocherò la pioggia che placa la sete.
Felice invocherò i germogli sulle piante.
Felice invocherò polline in abbondanza.
Felice invocherò una coperta di rugiada.
Voglio muovermi nella bellezza e nell’armonia.
La bellezza e l’armonia siano davanti a me.
La bellezza e l’armonia siano dietro a me.
La bellezza e l’armonia siano sotto me.
La bellezza e l’armonia siano sopra a me.
Che la bellezza e l’armonia siano ovunque,
sul mio cammino.
Nella bellezza e nell’armonia tutto si compia.
(Dal canto della notte dei Navaho)
Buonanotte….
:o)
:o*
Le tue parole arrivano chiare e limpide come l’acqua di una fontanella di montagna.
Mi piace leggerti.
Sai Max, per raggiungere la strada fuori da quella finestra con i vetri rotti, dovresti partire da te stesso.
Accettare contraddizioni, fragilità, limiti, ombre e quant’altro attraversa il tuo cuore, con maggior serenità, senza dargli troppa importanza….l’anno è fatto di quattro stagioni…due molto diverse l’una dall’altra…anche noi seguiamo ritmi e cicli..
Il centro della strada si mantiene guardando l’orizzonte…e se di tanto in tanto si sbanda un pò…si riaggiusta il passo camminando
Vera
No sono mie solo le conposizioni che vedi non il resto….grazie del commento!!!
Ci vogliono sempre delle mete nella vita. E’ terribile non averne…
è importante fermarsi… l’altalena dei sentimenti e l’instabilità , provocano solo dei danni al nostro io. e la sofferenza, se si può, è un dovere evitarla
sai non ne sono più tanto sicura. insomma prima o poi una meta dobbiamo avercela, quantomeno quando le scarpe si sono rotte.
già, sembra che l’altalena a volte sia spinta da mani invisibili che non si stancano mai di spingere.
Per vissuto so che si oscilla fin quando non è possibile fermarla, si cadrebbe in terra . E che non esiste il moto perpetuo sul pianeta terra.
Prima o poi l’attrito ha le meglio, e ci si stabilizza.
TartaMara
Ogni cosa, ogni situazione, ogni respiro contiene in sè le due parti, il chiaro e lo scuro, l’inspirazione e l’espirazione. Tutto ha due facce,tre, quattro, o per meglio dire, è un elastico che si tende e che si allenta per permetterti di sperimentare in quanti più modi possibili decidi di essere. E’ sempre una scelta…e solo le persone coraggiose di andare nel profondo, lì dove non c’e’ un modo sicuro e stabile, fisso di essere, riescono ad attraversare consapevoli questi strati, imparando dall’osservazione e dall’azione, dalla riflessione, crescendo.
Per me è assolutamente lo stesso… ma è la consapevolezza di essere multidimesionale che ci porta a questa insicurezza di fondo…che non è una debolezza o una mancanza…è la ricchezza di ‘sentire’ più completi.
Non preoccuparti…vai avanti vivi.
E oggi…da che parte tira l’elastico? 🙂
Un abbraccio e buona giornata
Cristina
Le tue foto sono davvero bellissime e quando leggo ciò che sta sotto, diventano uniche.
A me succede spesso di avere pensieri distorti alla sera, che non portano da nessuna parte; il giorno che nasce invece, porta con sè l’energia della vita…una strada da seguire…un cammino da fare.
un bacio
m.
Credere di camminare su un terreno sicuro, volgere lo sguardo e scoprire a pochi millimetri l’orrore del baratro che sto rasentando…si, sei decisamente sulla giusta Via. Il susseguirsi del chiaro e dello scuro rientra nel normale ordine delle cose, il nostro piccolo miracolo sta nel non far morire la speranza, la stessa che non ci delude mai quando al seguitar della Notte vediamo nascere il Sole. Buon cammino,buona ricerca 🙂