Ci sono giorni, e notti, che sento tutto il dolore del mondo sopra di me. Non sono un profeta e neanche un santo, non sono mai stato crocifisso e non ho lacrimato sangue per pagare il Karma dell’Uomo; ho persino paura del dentista.
Sono un uomo che transita questo mondo ormai come anima solitaria, camminando per strade addobbate come per il Natale assaporando la pioggia tiepida della sera e quella Luna che a volte perdo e ritrovo nel riflesso di strade bagnate.
In questa via dalle grandi luminare vedo esposti in vetrina i pianti di bambini strappati con gelida noncuranza alla magia delle fiabe e la sofferenza di donne piegate a forza.
Quanto amore ci vorrebbe.
Cammino inciampando in buche sempre più grandi, troppa luce occorre per vederne il fondo; io non ho una lampada così grande.
Questo può consolarmi? Posso dire che le mie mani sono pulite perché non ho mai sferrato un colpo mortale?
No.
Ho portato anche io il catrame che ha pavimentato i miei passi, nel distogliere gli occhi, distribuendo buone parole vagamente consolatorie per poi chiudere a chiave la porta di casa, la notte; troppo buio e troppo gelo, là fuori.
Quando qualcuno colpisce e azzoppa o uccide siamo noi che tutti insieme ci uniamo al colpo caricandolo della nostra inerzia.
Noi che stiamo a guardare in silenzio.
Noi che spezziamo le lacrime con una pacca sulle spalle e un triste sorriso.
Domani passerà; domani tutto sarà diverso.
Mentre cammino, le luci delle vetrine e dei lampioni si spengono dietro di me ed io ne provo sollievo perché non ho la forza di guardare la strada bagnata che ho alle spalle.
Quella strada che resterà bagnata anche alla luce del sole.

… ti abbraccio. E di notte si sa che un abbraccio vale più di mille parole.
…quella luna che mi accompagna in ogni dove, che mi scruta attraverso la pioggia, che si posa sulle mie spalle come un amico nei momenti bui.
Nel mi costante girovagare, io animo notturno, guardo la luna e mi rassereno.
“Quanti morti ci vorranno/ prima di dire che troppi sono morti?/ E per quanto tempo può un uomo /girare il suo viso/facendo finta di non vedere/La risposta amico, sta soffiando nel vento” B.Dylan
Tu non ti sei girato facendo finta di non vedere. Non è poco.
Un bacio
Sei un uomo.. che persino puara del dentista.. Perchè sei vero, perchè cadi e ti rialzi e a volte le ferite fanno male anche a distanza di tempo.. Sei vero, e nella vita vera, non sempre il sole riesce ad asciugare una strada bagnata…
ti lascio un saluto, qua
se vuoi, ti aspetto di là o anche di là …
…ed e’ gia’ domani…
Respiro l’aria di grande spiritualità che pervade i tuoi pensieri.
Un cammino nella filosofia e nel cuore dell’uomo, di tutti gli uomini e del nostro cuore.
Beato l’uomo capace di un tale cammino, capace di guardarsi dentro soprattutto.
Nella mia vita ho capito una piccola unica cosa: fare quel poco che posso, dare quel poco che le mie mani sanno dare e sorridere, regalare sguardi sorridenti finchè i miei occhi sapranno guardare.
Un abbraccio,
Anna 🙂
Riuscire a percepire il dolore dell’umanità, dei piccoli, dei deboli, dei meno fortunati, è segno di una presa di coscienza reale e sensibile. Di fronte alla sofferenza, al dolore, capita di chiedersi: posso fare qualcosa io? O sarebbe solo un bicchiere d’acqua per spengere le torri gemelle? Il dubbio è logico. Ma io non credo che sia così. L’uomo, nella sua accezione più nobile, è amore. Amore per la vita, per gli altri e per se stesso. Basterebbe solo incanalarlo nel modo più consono alle nostre inclinazioni. Ma in modo concreto, reale, tangibile. Molto probabilmente questo comportamento ci darebbe quella felicità che tanto agognamo tutti. Piccoli gesti che ci potrebbero rendere migliori. Senza mai aspettarsi una contropartita. Certo, più facile a dirsi che a farsi dirai, e hai ragione. Solo una piccola riflessione la mia, ispirata dal tuo bel post che mi ha commossa.
Allora ti auguro giorni sereni
L’arte dell’ascolto, l’arte del vedere, l’arte dell’apprendere … E’ tutto qui, come un libro. E il libro siamo noi. Il libro dell’umanità siamo noi.
E per osservare bene dobbiamo metterci molta attenzione.
In questo bellissimo post, in quegli attimi in cui hai sentito il dolore del mondo attraversarti dentro, tu hai prestato attenzione.
Non é poco. E non é da tutti.
Un inchino e un applauso. :o*
Quando qualcuno colpisce e azzoppa o uccide siamo noi che tutti insieme ci uniamo al colpo caricandolo della nostra inerzia.
Mi fa molto riflettere questa frase. L’inerzia è la materia pesante negativa di cui siamo fatti che contrasta con la nostra anima leggera e luminosa.. un po’ come succedeva a Michelangelo quando scolpiva i suoi Prigioni.
Io non riesco a lasciare commenti decenti. Riesco solo a leggere, ad immedesimarmi, a fare mio ciò che tu scrivi. Leggo e mi sembra di vederla quella strada, di vedere quelle luci. Mi sembra di camminarci …
molto bello, questo post, molto significativo. Uno che ha transitato nella mia vita ed era un genio, diceva “la vittima non è innocente del proprio omicidio e ha un appuntamento segreto con il suo assassino”; ho capito davvero solo molti anni dopo, ero molto giovane.
Indovinello: “siamo tutti colpevoli, tutti puniti!” … è una battuta di un’opera giovanile di un grande, uno che amiamo entrambi, non solo come drammaturgo, ma anche come maestro di vita.
Non so più ormai quante volte sono entrata a leggere queste tue parole, ogni volta avrei voluto lasciare un segno di ciò che dentro mi provocava ma non ci sono riuscita troppe lacrime scorrono feroci…
L’inensità del tuo dire la delicatezza con il quale affronti un argomento tanto difficile mi penetra l’anima.
Perdona per questo mio pensiero ma stasera è dura…
“Domani passerà; domani tutto sarà diverso.”
citandoti ti lascio una carezza…
…nella versione originale era: «Alcuni saranno perdonati, altri puniti».
Nella trasposizione cinematografica di Zeffirelli diventa : “Siamo tutti colpevoli, tutti puniti!”
(…oh, CyranA, perché sei tu, CyranA? Rinnega il tuo blog, ripudia il tuo nick, e io non sarò più MaxWeb)
ahahahahahahahahah! solo tu!… di max webbe ce n’è uno, tutti gli altri son nessuno (lol)
p.s.: si, ma in cambio? :-)))
ciao giulietto (lol)
Ho portato anche io il catrame che ha pavimentato i miei passi, nel distogliere gli occhi, distribuendo buone parole vagamente consolatorie per poi chiudere a chiave la porta di casa, la notte; troppo buio e troppo gelo, là fuori.
Tutti lo abbiamo fatto