La strada verso casa

Uncategorized

Ci sono cose che è difficile spiegare, suggestioni ardue da raccontare: il tessuto di esclusive emozioni.
In un percorso spirituale, segnato da pensieri del tutto personali, alcune azioni possono prendere per noi un significato preciso, tagliente e tuttavia faticoso da condividere.
Nel nostro personale Cammino possiamo trovarci a percorrere sentieri solo nostri; sentieri battuti in solitudine, nascosti al mondo per una forma di pudore, o difesa.
E certi gesti, che a volte compiamo, si mostrano così infantili già ai nostri occhi, da rimanere inespressi. Si può pensare di svelare ad altri i profondi passaggi della nostra anima, quando ci sentiamo protetti dall’intimità di atmosfere particolari: davanti ad un camino acceso, nella penombra di un bicchiere di vino, oppure su una spiaggia deserta, immersi nel vento fresco di una burrasca incombente… ma non è semplice farlo nella luce di un mattino di quasi estate, avvolti dall’allegro rumore del mercato che si agita fuori dalla finestra aperta: il cigolare dei carretti della frutta, le voci alte a magnificare i prodotti in vendita. Quando la realtà sembra così concreta, quasi banale.
Così, la mia strada verso casa.
Quella al centro, vicino alle nuvole, è la finestra della stanza nella quale sono nato, che da sempre io considero la mia vera casa.
Nel corso degli anni, alla ricerca di una energia che ho sentito interrotta, ho indugiato spesso nello  speranzoso pellegrinaggio verso questo luogo. Una ricerca per spazi e tempi che sentivo vivi e miei, anche più del momento presente.
Un percorso che si snoda per strade interiori, attraverso negozi ormai chiusi, pavimentazioni rifatte, lampioni sostituiti.
Le prime leggere nevicate guardate a bocca aperta attraverso il vetro appannato, nella luce dorata della sera. La figlia della tabaccaia, così graziosa e distante, altezzosa. Il freddo fuori, e dentro il calore di una corsa verso la scuola, nella cartella un pezzo di focaccia per l’ora di ricreazione. Olio fresco e limpido. Colori gentili. Una vita che non esiste più, nella quale tuttavia ho cercato un senso che sentivo perduto, che non ritrovavo nel quotidiano.
La strada verso casa è carica di infruttuosa malinconia, è un portare doni all’oracolo della rinuncia, perché l’energia che cercavo, non l’ho mai trovata. Era solo un patetico miraggio.
Credevo che nel punto di inizio della mia vita si fosse sprigionata una energia particolare, che ancora permaneva e che potevo catturare e fare di nuovo mia.
Ma un punto di partenza non coincide con un punto di arrivo, ammesso che un punto di arrivo esista davvero, in questa trasformazione senza fine.
Non ho visto che oltre la facciata di questa casa, c’è un cielo inesplorato pronto ad accogliermi.

21 thoughts on “La strada verso casa”

  1. Ad un certo punto della propria vita si intraprende quel viaggio interiore, immersi nel silenzio si ascolta la voce dell’anima alla ricerca di luce che illumini il nostro passo…
    Mi rammenti il mio quartiere,una malinconia nostalgia m’assale in questa notte dove la voce del vento mi tiene compagnia…
    Ammirata dalla tua penna e dal tuo essere sempre più

  2. Il punto di inizio è qualcosa che a volte rivestiamo di magia nel ricordo, ma spesso la cosa migliore che possiamo fare per noi stessi è abbandonarlo, farne un luogo dell’anima, estrapolarne i valori, se ci sembrano validi, e portarli con noi sulla strada. (Se è possibile farlo io credo che si abbia avuto fortuna, a me per esempio, non è capitato.) Ricordando però che “no hay camino, se hace camino el andar”, come diceva Machado.

  3. ho appena aperto un portale livornese:
    http://livornonellarete.tk
    questo serve come punto di contatto fra realtà, non per forza vicine concettualmente, ma secondo un criterio di territorialità.
    Invito tutti a venire, pubblicizzarlo, inserirlo fra i link e comunicare i propri siti (che devono essere livornesi) da inserirci.
    Leggete le poche regole all’interno del portale.

    Qui puoi pubblicizzare il tuo blog, il tuo sito, o altro, se vuoi, basta che tu sia livornese 🙂

  4. …me lo chiedo anche io Stellacometa…

    Ciao, Doic, grazie per l’informazione.

    Un abbraccio Margherita. :0)

    E’ quel che mi piacerebbe fare, Fenicee: portarli sulla strada, e condividerli.

    Searching, io non ho mai quell’impressione, me la racconti?

    Soffio, …immersi nel silenzio si ascolta la voce dell’anima… molto bello, grazie.

  5. Caro il nostro frangettone,
    ti abbiamo testè inserito col tuo nuovo blog tra i nostri links.
    E adesso vedi di guadagnartela la pagnotta… vedi di farci fare due risate a questa ggente che non rite mai…

    Saluti,
    i Licaoni.

  6. Mi siedo un po’ qui, Max.
    Ricercare quell’energia nei luoghi del passato! La conosco.
    Chissà … forse é solo un modo per cercare quella parte di noi che non può più “permettersi” di essere com’era.
    Com’era, Max?

    Un bacio grande

  7. Ho provato le stesse cose poco più di un mese fa…la stessa malinconia per qualcosa che speravo di trovare e non ho trovato.
    Ti ringrazio per queste parole e soprattutto per la foto, perchè non avevo capito che quello che cercavo era lì ad aspettarmi come sempre, ma in quel momento io non l’ho visto. Come tu non hai visto quel cielo.
    No, un punto di partenza non coincide con un punto di arrivo. Ma “camminando” può capitare di passare ancora per quel punto di partenza…magari con gli occhi bene aperti si riesce a vedere la meraviglia di piccoli ma importanti segnali che rendono più leggero il Cammino…
    🙂

  8. Più la guardo e più quella foto mi piace! Rispecchia perfettamente questo tuo post. … E mi verrebbe voglia di tuffarmi in quel cielo accogliente. :o)
    LetterePerTe

  9. Cerchi una conclusione positiva e si vede, ma la malinconia di quanto ormai è perduto resta e ancora fa male.
    Ma di mio non vivo queste cose come perdita, le ho respirate, mi sono state iniettate volente o nolente e se capita, e ogni tanto capita, di provare nostalgia, non è fuori che le vado a cercare, è sottopelle.

    Buon fine settimana!

  10. come LetterePerTe mi siedo anch’io un pò qui, per respirare un pò di poesia

    …è un po’ quello che a me succede con Samuel Beckett
    già, un tormento infinito 🙂

    un forte abbraccio, Max, per tutti i tuoi commenti preziosi, buon we
    L.

  11. Penso che il punto d’arrivo sia in realtà un susseguirsi di punti di partenza. E’ una continua ricerca…
    Come scrive il grande Paulo Coelho “quando si va verso un obiettivo è molto importante prestare attenzione al cammino.
    E’ il cammino che ci insegna sempre la maniera migliore di arrivare, e ci arricchisce mentre lo percorriamo.”

  12. Voilà, Solilaria. Peccato che Choelo abbia fatto il Cammino in auto con la tv giapponese… e lungo il percorso della via lattea, sono in parecchi incazzati con lui.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *