la metà oscura

Uncategorized
…vorrei essere capace di avere sufficienti parole per esprimere in piena libertà di esattezza i pensieri e le sensazioni che dimorano in me.
Movimenti inconsci, sotterranei, desideri inconfessati, esperienze difficili da confessare perché forse mal digerite, precariamente elaborate.
Nella mia vita c’è sempre stato uno slancio di bontà ed ottimismo nei confronti del prossimo, non trovo fatica a parlare di questo. Come tutti, ho avuto contestazioni al mio modo di fare, di rapportarmi agli altri, ed è normale che le mie idee, i miei intimi convincimenti, non siano universalmente riconosciuti, ma da sempre mi viene ammessa una buona fede di fondo, una serenità nel mio modo pormi, che difficilmente può procurare, ad altri, stati di disagio o di apprensione nel valutare il mio operato o nello starmi vicino.
Sono un bravo ragazzo.
Faccio parte di quella schiera di guerrieri adamantini che mal sopportano l’eventualità di doversi guardare dentro per ammettere di essersi comportati male, e quindi cerco sempre di evitare certi errori.
E questo è un aspetto di me, ma senz’altro verrà ritenuto un accessorio secondario.
Io lo so, sono noiosi, i bravi ragazzi.
Servono come sfondo nelle serate accoccolate intorno ad un fuoco sulla spiaggia, ad allietare e commuovere le giovani puledre con qualche accordo malinconico di chitarra, mentre attendono il momento giusto per concedere i loro sospiri di orgasmo al fustone stronzo di turno, dietro un provvidenziale gommone posto a sipario di turbolenti voglie. La spiaggia aiuta molto in queste faccende, non è vero? Il fuoco poco distante, la luna torbida e la risacca che lambisce i piedi a sottolineare quello stato di vuoto-pieno dalle caratteristiche organolettiche tanto soddisfacenti…
Be’, io non sono quello che restava a suonare la chitarra in bianco mentre tutti si eclissavano. Anche se un po’ la strimpello, ho sempre preferito, al momento giusto, passarla a qualcuno più bravo di me nel sopportare la solitudine squarciata da grida di orgasmo nella notte.
Io andavo, e per quel che riuscivo facevo.
Ma ho gli occhi limpidi ed una gentilezza innata. Tutte cose che hanno sempre impedito la completa realizzazione, in certi momenti, della bestia che è in me.
A volte c’è una certa difficoltà nell’esprimere in pieno sé stessi, mentre siamo su un letto sudato impegnati a scalarci il corpo a vicenda.
La visione poetica dei sentimenti e delle fragilità di una donna, la paura di sentirsi opporre un rifiuto scandalizzato, la titubanza nell’accettare come proprie le immagini che in certi momenti scorrazzano per la testa, quali lupi affamati in cerca di un pezzo di carne da sbranare.
Ma la bestia in me c’è, anche se poche volte le ho permesso di uscire allo scoperto.
Poi ti trovi a fumare una sigaretta sdraiato su lenzuola disfatte, e sei quasi contento di aver tenuto a bada certi desideri.
Sei stato gentile, ti sei comportato bene.
La luce felice che vedi negli occhi della tua compagna, quel suo strofinarsi a te nel gesto di gattina soddisfatta, sembrano conferire verità e felicità all’opera di preventivo soffocamento di quegli istinti che consideri tra i più bassi e inconfessati.
Che poi, ci sarebbe da verificare se davvero le cose stanno così.
Io mi sono frantumato i coglioni di intessere poesie ispirate al dolce stil novo, mentre siamo a scambiarci fluidi corporei.
Tanto gentile e tanto onesta pare.
Secondo me abbiamo tutti una voglia spasmodica di essere squartati sotto la luce di una luna beffarda.
Siamo stufi dei biscotti del mulino bianco e degli yogurt che ci fanno cagare senza sforzo, aiutandoci nel ritrovare la nostra naturale regolarità.
La regolarità non è una cosa che si adatta allo scavarci dentro nella ricerca della maggior soddisfazione possibile dai nostri corpi.
Io voglio entrare con un grido alla Gengis Khan, mostrare la mia spada in tutto il suo tremendo potere e assoggettare, conquistare e vincere.
Voglio occhi che mi guardino increduli ma intimamente soddisfatti nei quali leggere Mio Dio, ma davvero mi stai facendo questo?
Che mi piace, sì, ma davvero lo stai facendo?
Sì, che lo sto facendo, e non fare finta di niente, che piace anche a te.
Be’, io mi fermo qui, che mica lo so se quello che sto dicendo rientra nei vostri parametri.
Io credo di sì, ma ci sono regole di bon ton alle quali certe volte sembra sia doveroso assoggettarsi.
Ma se volete conoscere le mie fantasie, se sentite un sotterraneo interesse verso l’argomento che sto trattando…
Fatemelo sapere.
…sono solo settecentosessantasei parole, ma io devo andare in palestra, che adesso, non so, ma sento di aver qualcosa da sfogare. Non che lo spinning serva a molto, in questo caso.
Mi perdonate?

7 thoughts on “la metà oscura

  1. Ho riletto il tuo post un paio di volte, per capire bene i concetti che vuoi esprimere. Alla fine mi sono chiesta: se la bestia (come l’apostrofi tu) che alberga nel tuo cuore a volte sotto forma di fiera, a volte sotto forma di desideri, potesse scrivere un post in piena libertà, se potesse parlare apertamente senza pregiudizi o bon ton, senza sensi di colpa imposti dal bravo ragazzo (che altrettanto alberga in te), che cosa scriverebbe?

  2. la metà oscura? ma anche: Onestà. E’ un grande passo guardarsi dentro fino in fondo senza nascondersi dietro ad un dito; ancora più grande, accettarlo e raccontarlo con autoironia. Il conosci te stesso socratico ben si sposa con l’ideale di autoriforma del buddhismo: se non ti conosci fino in fondo, se non sai quali sono i tuoi limiti, come puoi autoriformarti e superarli?
    Con questo non sto assolutamente dicendo che tu debbia cambiare “questo” particolare lato d’ombra della tua personalità (anche perchè chi può dire che di ombra si tratti? in questo caso, dipende davvero dai punti di vista 🙂

  3. “Voglio occhi che mi guardino increduli ma intimamente soddisfatti …”

    … potrebbero essere parole mie.
    Non vado oltre, questa notte è orfana di parole sensate. Ed io stanotte non riesco a dormire. Non ci riesco proprio.

  4. Noi come esseri umani siamo un’insieme di mille cose, e fa parte di queste mille cose anche il nostro lato ombra, rimango affascinata dal tuo riuscire a scavarti dentro sempre e in questo periodo noto una grande padronanza della scrittura cosa che aggrada notevolmente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *