C’è una fatica speciale, oggi. Mi sveglio con la precisa consapevolezza che il mondo e le cose che mi riguardano scorreranno lente come i cardini di una vecchia porta che si apre sul medesimo noioso triste paesaggio, come un treno che non si rassegna e pervicace si ostina a visitare sempre le stesse stazioni vuote, abbandonate e fatiscenti, impossibili da dimenticare. Perché devo compiere lo stesso viaggio, e il biglietto che ho acquistato anni fa risulta ancora valido.
Ho un finestrino dal quale osservare il mondo, sempre lo stesso, sia il mondo che il finestrino, con gli stessi occhi e lo stesso sorriso di sempre.
E non c’è bisogno che qualcuno mi annunci o mi renda noto, al risveglio, di come stanno le cose. Lo so già, ho un sesto senso sviluppato da una pratica infinita, sento dentro di me il fremito della gazzella che ha registrato nella visuale periferica il grosso leone e aspetta solo che inizi la corsa.
Ma io non ho voglia di correre, e del resto il mio non è un leone sanguinario, anche se si diverte ad azzannarmi alla gola per giocare a modo suo, senza stillarmi la più piccola goccia di sangue, mi afferra, ma solo per tenermi un po’ fermo.
E allora mi preparo un caffé.
Poi sarò pronto a visitare ruderi e rovine, metodico nel vagliare e valutare, ostinato nel giungere alle consuete conclusioni, pronto ad ingaggiare la logora battaglia contro la noia.
Ancora cerco il magico lago nel quale rinvenire la spada che ho perso da tanto tempo lungo la strada e che non riesco a ritrovare, sebbene io mi sia fatto scrupolo di cercare dentro ogni anfratto e dietro muri sbrecciati e nell’interno di finestre sbadigliate dal tempo e nelle cantine allagate e nel sottotetto della memoria. Cerco ma non trovo.
E allora vedo come nel corso degli anni io mi sia costruito una tendenza. La mia mente si rivolge al passato cercando in quel che sono stato la conferma o il senso di quel che sono oggi.
Percorro a ritroso le pagine di questo blog e osservo come queste si affastellino a formare un qualcosa che somiglia a un monumento alla rinuncia.
Mi sono perso nello spezzettare grandi emozioni in piccole sensazioni descritte a fatica, così sminuzzate in una macedonia di post senza soluzione.
Sembrava l’occasione di creare un grandioso affresco, ma si è rivelata una galleria di piccoli quadri troppo lunga da visitare. Immagini slegate tra loro.
Ho cercato la mia forza nel passato, in quei luoghi nei quali l’ho sentita, viva e presente. E’ una ricerca sterile, non conduce da nessuna parte, anche se mi ha giovato tornare negli spazi della memoria e tentare di raccontare le mie gioie e le mie tristezze.
Ma ora che così chiaramente vedo come tutto si riduce all’esposizione di frammenti di emozione privi di un senso generale, con la possibilità che questo si trasformi in una sorta di diario personale, inutile e pericoloso nella sua capacità di ingabbiare e sterilizzare nella routine giornaliera la voglia di volersi raccontare, io adesso sento il bisogno di allontanarmi per un po’.
Per ritrovare il senso e la finalità di un blog che oggi si esprime solo nel suo titolo.
E poi tornare, forse.
Buon cammino.

Si può camminare da fermi?
Me lo chiedo spesso…
Buon cammino anche a te
il viaggio inizia dal suo ritorno. quando guardando fuori da un finestrino annebbiato, sfogli le pagine della tua vita. programmando le prossime messe. rischiando
Io ho iniziato da un pò e ti dirò, nonostante tutto non è male!
i viaggi migliori sn quelli fatti con la mente. Un bacio!
uhmmmmmmmm…che sensazione bella…c’è tutta un’atmosfera in questo post…un mondo chiuso dentro che ogni tanto si affaccia di fuori…Bel post…(come tutti i precedenti…belli tutti..)
buon cammino a te.
i frammenti costituiscono un mosaico, ci vuole pazienza e c’è sempre il rischio di non completarlo mai quel mosaico.
ciao
Non sono assolutamente d’accordo con queste tue valutazioni.
E spero davvero che tu non ti fermi!
Il mondo è infinitamente vario e mutevole. Nulla rimane uguale a se stesso neanche un istante. Annoiarsi è impossibile.
E che ne sai che la galleria di piccoli quadri non procuri le stesse emozioni di un grande affresco? ma se ci sei ingabbiato dentro non vedi l’insieme. Succede quando si intraprende un viaggio, sia fuori che dentro. Ti auguro di ritrovare il lago e la spada. Ti auguro di trovare sempre il sole lungo il cammino. Mi auguro di incontrare ancora le tue parole durante questo cammino.
Sono le piccole parti che fanno l’insieme… Ti auguro un buon viaggio, sperando di rileggerti presto.
Ciao.
io colgo l’immagine che hai messo nel blog, di te, di allora.
Questo mi colpisce e in positivo.
Ciao
Mara
Ancora cerco il magico lago nel quale rinvenire la spada che ho perso da tanto tempo lungo la strada e che non riesco a ritrovare, sebbene io mi sia fatto scrupolo di cercare dentro ogni anfratto e dietro muri sbrecciati e nell’interno di finestre sbadigliate dal tempo e nelle cantine allagate e nel sottotetto della memoria. Cerco ma non trovo.
E se il segreto fosse proprio questo? Non cercare.
Forse nel non cercare sta quell’equilibrio che fa si che la spada ti venga data, senza richiederla. Solo perchè qualche abitante del lago ti ha “riconosciuto”.
(Personalmente ho smesso di “cercare”. Che non vuol significare indolenza o quieta accettazione. Solo ho allontanato da me l’ansia della ricerca.)
Buon cammino, Max.
Ritornerai, ne sono certa, perchè il senso di questo blog non si esprime solo nel suo titolo.
Il senso di questo blog fa parte del senso della tua vita. E tu lo sai.
posso dire che non concordo con quanto hai scritto in questo post?
non è molto che ti leggo ma io non ho avuto la percezione frammentaria di cui parli…
e poi definisci piccoli quadri anche i piccoli quadri sono opere d’arte che emozionano questo è ciò che conta!
spero davvero che torni presto! un abbraccio
sei liberissimo di fare la scelta che vuoi.
ma non credo che le emozioni fossero spiegate minimamente, che il tutto non avesse un filo conduttore.
il filo conduttore sei tu.
ma comunque, buona fortuna
..ci sono segnali dentro di noi che ci parlano e ci accarezzano…
possiamo ascoltarli o far finta di non sentire…
molti sono i “sordi” che abitano il mondo…
accorgersi è già un mutare..
che sia per te una buona pasqua..
e chi cammina…asseconda sempre un movimento..
ti abbraccio
m.
Happy Easter!!
AnnA 🙂
Buona Pasqua…
TI RODE SE TI AUGURO BUONA PASQUA? SI? FATTO APPOSTA!!!
mara
Ma sì, fatti un giretto Max da qualche altra parte. Raccogli conchiglie, bottiglie vuote e un po’ di mare. Poi torna…
è davvero molto bello questo post, ma non credo che tu abbia centrato il vero motivo della tua insoddisfazione. Non è la prima volta che chiudi e riapri…stavolta almeno non pensi di chiudere. Parliamone 🙂
Ogni tanto bisogna fermarsi per ritrovare sè stessi.. l’ho letto in un libro di Terzani, e credo sia una grande verità.
Buona sosta allora, e che dopo il tuo cammino riprenda più spedito e consapevole.