L’importanza del perdono

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(…questo post è il seguito di "Un penziero", che puoi trovare qui oppure nell’indice alla voce Vernacolo)

La scena si svolge in interno. Camera del Mascalzone. Luce diurna. Il Mascalzone, sbuffando e ansimando, cerca di chiudere un armadio troppo pieno di pubblico. Entra il Poeta.
 
POETA:   …che stai facendo?
MASCALZONE:   Boia dè, è ‘un lo vedi? Cerco di chiude’ questo cazzo d’armadio.
POETA:   E’ troppo pieno, non vedi?
MASCALZONE:   …è troppo pieno sì, guarda vanto pubblico! E ‘un se ne possano stà a casa sua, no?
POETA:   …hai sostituito uno sportello con quel pensiero? …col perdono?
MASCALZONE:  …e allora?
POETA:   Secondo me stai sbagliando: il perdono è una cosa troppo importante per essere usato in piccole riparazioni.
MASCALZONE:   Piccole riparazioni? Sono tre giorni che mi ci smuso! (guarda il poeta) …seondo te cosa ci dovrei fà?
POETA:   Bene, vedila così: non ti senti oppresso dal passato non elaborato? Dall’astio che provi per le offese subite? Dal rimorso per le offese che hai recato ad altri?
(pausa)
MASCALZONE:   …dovrei? (il pubblico nell’armadio rumoreggia) State bòni voi, sennò vi strizzo!
POETA:   Ti conosco troppo bene: lo so quanto stai a rimuginare sugli eventi trascorsi e so anche quante volte vorresti aver fatto e detto cose diverse… ti pesa il passato, non è così?
MASCALZONE:   Ammettiamo anco che sia così, te cosa faresti?
POETA:   Togli quel pensiero dall’armadio e usalo per perdonare tutti quelli che ti hanno offeso, ferito… e anche per perdonare te stesso.
POETA:   (di scatto, alzando la voce) Aspetta ‘n momentino: cosa sarebbe che dovrei fà? E mi dovrei perdonà? E pe’ cosa?
POETA:   Per le offese, per il dolore che hai procurato agli altri, per il dolore che hai procurato a te stesso.
MASCALZONE:   …quei manfruiti che m’hanno frantumato le palle? Quei tegami che m’hanno preso per ir culo? Ma io, dè, ho solo reagito: te lo sai che io ‘un rompo mai le palle a nissuni. Ma se mi vengano a cercà…
POETA:   …sei sicuro? E i piccoli egoismi? E le cattiverie dette per futile orgoglio? E le reazioni cattive ai rifiuti? E l’arroganza, la supponenza?
MASCALZONE:   …tutta vésta robba? E quando l’avrei fatta?
POETA:   Lo hai fatto, lo fanno tutti. Ora, comprendimi: tutte queste cose ti tengono ancorato al passato, non ti consentono di vivere la vita nel momento presente. Ripercorrere vecchi torti subiti, rammaricarsi per offese gettate in faccia ad altri… dove sei adesso? In quali momenti della tua vita stai vivendo? Certamente non sei qui. Invece, perdonando, potresti liberarti delle catene che ti appesantiscono, e vivere sereno la tua vita…
(dall’armadio si sente, ovattato, l’applauso del pubblico)
MASCALZONE:   Porca miseria, se ‘un’istanno bòni e ni stacco ir naso a mòrzi! (rivolto al poeta) …ma te e ‘un ciavevi nulla da fà, oggi?
POETA:   Prendila come vuoi, mi spiace vedere che usi un pensiero tanto importante per rattoppare qualcosa…
MASCALZONE:   (turbato, suo malgrado) Ah, ho capito: e ‘un ti bastava fà ir poeta, ora e devi fà anco ir ber samaritano!
POETA: Il BUON samaritano.
MASCALZONE:   E’ l’istesso! Ma vai ‘n culo te e tutti vell’altri strònzoli! …io e stò dimorto bene così.
POETA:   Bene, quello che dovevo dirti era questo. Adesso vado a prepararmi: cerca di non fare tardi, che tra poco andiamo in palestra, lo sai… almeno questa è una cosa che ti piace fare. (esce)
 
Il mascalzone, rimasto solo, si avvicina alla finestra, la apre, e resta pensieroso a guardare fuori. Il pubblico, silenziosamente, esce alla spicciolata dall’armadio e si allontana. Il Mascalzone non se ne avvede. Uscito tutto il pubblico, un colpo di vento chiude lo sportello dell’armadio, con un piccolo tonfo. Il Mascalzone si volge a guardare l’armadio vuoto. Buio.

9 thoughts on “L’importanza del perdono”

  1. era ora! bentornati, poeta e mascalzone 🙂
    ma secondo me meritano un blog tutto loro. A proposito di armadi: tira fuori tutti i post e mettili in un blog ammodino, come si ripone la roba negli armadi, su! e alla svelta. Che aspetti?
    boia dè!

  2. E’ davvero una cosa sacrosanta ed importantissima perdonare e perdonarsi. Così il male non cova e corrode, ma svanisce, come il pubblico nell’armadio.
    Come per incanto. 😉

  3. Il perdono è un buon argomento, che mi porge molti spunti di riflessione, o per meglio dire di valutazioni. Non puoi perdonare gli altri se prima non perdoni te stesso. Ma perdonare se stessi presuppone aumentare l’autostima, altrimenti è mooooolto difficile. Se coltiviamo l’autostima, perdonare gli altri viene automatico, perchè magicamente quelle antiche ferite che ci hanno tormentato per anni, si rimarginano, perdono la loro importanza nella nostra anima, si fanno lontane, non bruciano più come prima. E allora finalmente il presente diventa reale, tangibile e non più offuscato da antiche scene che ci hanno ferito. Ma, e sottolineo ma, l’autostima presuppone fare un lavoro su se stessi che nessuno ti può insegnare. Occorrerebbe far parlare il piccolo maestro che vive nel nostro cuore e che conosce la strada giusta per arrivare all’obiettivo.
    Con simpatia

  4. Ciao Max,
    desideravo un pezzo di poeta e mascalzone sulla difficoltà di uscire da casa ed andare a provare una lezione di Sahaja Yoga – Sahaja Yoga – (che sono gratuite e presenti in tutt’Italia), visto che leggendo il post probabilmente ti sarà balenata l’idea. Potresti parlare della diffidenza che giustamente uno ha, a causa di tutti i truffatori che circolano in giro. E se poi hai deciso di non andare, parlare del dubbio che forse potrebbe essere una cosa onesta e funzionale. Se altrimenti pensi di andare prima o poi, di fare un post successivo che racconti l’esperienza, sempre utilizzando poeta e mascalzone che sono meravigliosi (e si integrano perfettamente nelle definizioni di ego e superego di sahaja yoga).

    Fammi sapere
    Giò

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