
Lui si siede di fronte alla tastiera predisponendosi ad un incontro con me; io ne approfitto ed esco fuori. Di solito lo faccio quando lui è distratto da altre cose, quando sonnecchia o abbassa le difese.
Ma oggi vuole avere un contatto, ed io sono disponibile.
Non è sempre stato così; nel corso degli anni lui ha tentato di sradicarmi, convinto che fossi la causa delle sue angosce, delle sue tristezze, delle sue paure.
Io sono ciò che gli scienziati dell’anima chiamano il Lato Ombra.
Lui mi identifica con la causa dei suoi problemi, ma non è vero: è questo un paradigma che gli è stato inculcato da altri, al solo scopo di controllarlo, di limitare la sua capacità di azione, di addormentarlo in un falso senso di sicurezza.
Perché non esiste il Male in senso assoluto; ed io non lo sono. Non per lui.
Io gli sono necessario come la notte al giorno.
Sono la luce dietro i suoi occhi; le radici che affondano nel terreno per trarre nutrimento; il cacciatore che uccide il cervo per sfamarsi.
Non sono la fonte del suo dolore; è cercando di annullarmi che lui alimenta la sua frustrazione. Io ho sempre rifiutato di lasciarmi uccidere, perché so che in mia assenza la sua ansia e le sue paure avrebbero campo libero; potrebbero annientarlo.
Io sono la forza che lo tiene in vita, l’istinto di conservazione.
Il desiderio sessuale; dolce, oscuro, violento e misterioso.
Sono anche una forza distruttrice, è vero, o almeno così sembra. Ma la mappa non è il territorio, e la sua mappa oltretutto è sbagliata. Io preferisco vedermi come la forza della trasformazione.
In questo Universo, tutto è in continuo mutamento, ogni cosa si trasforma in qualcos’altro. E sta qui la sorgente e il senso di ogni sentimento. Accettare questo vuol dire accettare l’essenza di ogni cosa.
In questo Universo, tutto è in continuo mutamento, ogni cosa si trasforma in qualcos’altro. E sta qui la sorgente e il senso di ogni sentimento. Accettare questo vuol dire accettare l’essenza di ogni cosa.
In fin dei conti, quale bellezza potremmo trovare in un tramonto che duri in eterno, in un sole immobile?
Quale struggimento, in un atto d’amore, se non sapessimo che è comunque destinato a svanire?
Quale godimento, in un brano musicale che sia formato dal ripetersi di una sola nota?
L’impermanenza di ogni cosa, gesto, pensiero, è l’elemento che rende tutto così prezioso.
Persino una statua di marmo è soggetta a impercettibili ma significativi cambiamenti nel corso degli anni, dei secoli. Occupa lo spazio in modo potente, sembra indistruttibile ma in realtà è fragilissima, e questo è parte della sua bellezza. Non durerà in eterno, ed oggi noi ci reputiamo fortunati di poter ammirare il frutto del genio di un sublime artista.
Sembra che io stia parlando a voi, ma in realtà l’unica cosa che mi interessa è che lui mi ascolti. Io sono sempre stato qui, dentro di lui, ad impedirgli di uccidersi. Negletto, nascosto e rifiutato, ma non mi sono mai arreso.
Comunque adesso le cose stanno cambiando. Vedo con soddisfazione che lui cerca sempre più spesso un contatto con me. Vuole conoscermi. Io lascio qualche spiraglio aperto, ma per adesso evito di mostrarmi.
E non lo farò, sino a che lui non sarà pronto ad accogliermi.

Vivere con la consapevolezza dell’impermanenza é un grande dono perché con essa lo spazio temporale svanisce per dare posto alla vera essenza di ogni cosa. Di ogni attimo.
E’ un modo meraviglioso per gustare la vita invece di osservarla senza “sentirla pesare addosso”.
Vivere nel momento presente … in quell’attimo consapevolmente fuggente … a volte può dare significato ad una vita intera.
Sai quella frase che ripeto spesso … “per vedere la luce é necessario attraversare il buio” … credo siano complementari. Non esiste l’una senza l’altro. Ed entrambi vivono dentro di noi.
Accettando il lato oscuro di noi stessi … accettando di non essere “perfetti” … ecco che luce e l’ombra si guardano negli occhi e si prendono per mano.
Non più giudici … ma amici.
E camminare così … é quasi volare.
:o)
Un bacio :o*
ps: … ehm … mi sono lasciata prendere! ;o)
Forse più che uccidere il “Demone” bisogna tendergli la mano.
Luce. Ombra. Penombra. Iridescenza. Siamo di più.
Il controllo sociale e la morale sono già così limitanti, che non vedo perchè aspettare ulteriormente.
Diciamo che è un lungo cammino…l’accogliere…magari anche a morsi,come diceva De Andre’,e qualche sputo qua e la ad indicarci la strada percorsa…Ciao.
è così difficile evitare di mostrarsi quando si dorme
Ti auguro di trascorrere un sereno fine settimana. Un abbraccio
Beh penso di non trascendere troppo né il testo di Don Kaos né la mia allucinazione dicendoti che le quattro discipline sono quelle che stanno alla base della cultura hip hop, aka i graffiti, il rap, il djing e la breakdance. 🙂
Una conoscenza.. un unione.. una simbiosi?? Una fusione che non porti mutamenti e non procuri vantaggi…
Uh uh uh i “miei” occhietti…
…sì. :0)