
Olé, il titolo di questo post non è una parolaccia, benZì l’esatta pronuncia di una espressione nel linguaggio degli indiani Hopi, nativi americani.
Koyaanisqatsi significa "la vita senza equilibrio". Il termine è stato utilizzato come titolo per un film dall’impianto narrativo originale: musica e sequenze di immagini a spiegarci come l’uomo stia distruggendo il proprio pianeta, ed altro. L’immagine sopra ne è la copertina. Un film da vedere, ma non di questo mi interessa parlare. Gli indiani Hopi sono famosi anche per una profezia molto discussa, perché indica dei segni che precederanno un nuovo salto evolutivo, un passaggio ad un mondo nuovo; segni che oggi si possono riscontrare con impressionante precisione. Ma neanche di questo vorrei parlare, forse potremo farlo in seguito, se interessa. Immagine e titolo sono solo lo spunto per una riflessione: la vita senza equilibrio, cosa vuol dire?
Koyaanisqatsi significa "la vita senza equilibrio". Il termine è stato utilizzato come titolo per un film dall’impianto narrativo originale: musica e sequenze di immagini a spiegarci come l’uomo stia distruggendo il proprio pianeta, ed altro. L’immagine sopra ne è la copertina. Un film da vedere, ma non di questo mi interessa parlare. Gli indiani Hopi sono famosi anche per una profezia molto discussa, perché indica dei segni che precederanno un nuovo salto evolutivo, un passaggio ad un mondo nuovo; segni che oggi si possono riscontrare con impressionante precisione. Ma neanche di questo vorrei parlare, forse potremo farlo in seguito, se interessa. Immagine e titolo sono solo lo spunto per una riflessione: la vita senza equilibrio, cosa vuol dire?
Una esistenza sbilanciata, certo, dove oggi tecnologie invasive pare tendano a snaturare il senso di una vita che sia completa, allontanandoci dagli altri e da noi stessi quando invece sarebbe felicità l’abbattere distanze e barriere, consentendo una maggiore chiarezza di rapporti. Forse è una immagine riduttiva, questa: anche la tecnologia è solo uno strumento che può essere usato bene o male; anche la tecnologia ha in potenza la possibilità di aiutarci a tessere una rete di contatti che appaghino le nostre necessità.
Ma per adesso è comunque una vita frammentata, in disintegrazione, che si muove verso un nuovo (lontano?) equilibrio.
Una vita di paura: malattie, pandemie incombenti, catastrofi prossime venture.
Una vita di dolore: amori che nascono e muoiono nell’arco di un lampo lasciando rovine, desolazione e timore per amori che possano venire.
Una vita di dolore: amori che nascono e muoiono nell’arco di un lampo lasciando rovine, desolazione e timore per amori che possano venire.
Una vita bombardata da immagini che ci aggrediscono e ci persuadono di avere bisogni dei quali non conoscevamo neanche l’esistenza; bisogni da soddisfare ciecamente: i bisogni dei Nuovi Barbari.
Una vita nella quale le persone che ci circondano divengono un peso ed un fastidio, invece di completarci ed arricchirci, spingendoci a cercare altro, altri, in luoghi multimediali ed astratti: una chat, un blog. Il giardino del vicino è sempre più verde.
Una vita nella quale le persone che ci circondano divengono un peso ed un fastidio, invece di completarci ed arricchirci, spingendoci a cercare altro, altri, in luoghi multimediali ed astratti: una chat, un blog. Il giardino del vicino è sempre più verde.
Una vita nella quale l’apparenza conta più della sostanza.
Una vita di violenze, dove sovrana regna e vince la menzogna, l’imbonitore della villa accanto.
Una vita di violenze, dove sovrana regna e vince la menzogna, l’imbonitore della villa accanto.
Una vita diversa da quel che dovrebbe essere: un percorso di crescita intellettuale, materiale se vogliamo ma anche spirituale; una ricerca del sé profondo, del significato e del valore dell’esistenza.
Siamo nel pieno di una prova molto impegnativa: sospinti e frammentati in miriadi di desideri, personalità e possibilità, come mai era accaduto in tutta la storia dell’uomo, dobbiamo scegliere se vivere come bambini viziati ai quali tutto è dovuto, in attesa dello scappellotto cosmico che ci faccia sbarrare gli occhi, o prendere in mano le nostre vite e a dispetto di tutti e tutto farne qualcosa di valore.
Siamo nel pieno di una prova molto impegnativa: sospinti e frammentati in miriadi di desideri, personalità e possibilità, come mai era accaduto in tutta la storia dell’uomo, dobbiamo scegliere se vivere come bambini viziati ai quali tutto è dovuto, in attesa dello scappellotto cosmico che ci faccia sbarrare gli occhi, o prendere in mano le nostre vite e a dispetto di tutti e tutto farne qualcosa di valore.
Un diamante nell’acqua torbida rimane un diamante, asciutto.

io cerco di fare qualcosa.
cerco (search), appunto.
untopia lo sai vero?????……… finche’ non avremo quello scappellotto cosmico ………..non succede nulla………… anzi si peggiora di giorno in giorno……. sei un appassionato degli indiani d’america? bacione ……….
mi hai riportato alla mente un libbro che ho appena finito di leggere, ” Equilibrio” di Jhonson, Robert
Quello che ci limita è la paura, quello che ci libera è il coraggio. Il coraggio di fare, di esigere di più da noi stessi, di vivere una vita piena, degna di essere vissuta. Sapere cosa vogliamo e come raggiungerlo, riscoprire le nostra capacità più nascoste, capire e andare fino in fondo, uscire dal giogo delle proprie paure. Non permettere alle avversità di impadronirsi della nostra vita, dirigere la nostra mente verso obiettivi interessanti. Creare un equilibrio a livello mentale, emozionale, sociale, spirituale, fisico, finanziario, relazionale e a livello di carriera o di studio… Questi sono alcuni degli scopi di questo libro. Solo l’equilibrio può permetterci di creare una vita senza limitazioni. Grazie a queste pagine sperimenterete che tutto ciò è possibile e che dipende solo da voi. Perché siamo noi che facciamo di noi stessi delle persone sane o malate, ricche o povere, felici o tristi. Le avversità ci saranno sempre, ma è il modo di affrontarle che fa la differenza. La vita non cambia dicendosi che deve cambiare o accampando scuse, ma prendendo delle decisioni e passando all’azione. Ricordate: solo voi siete gli artefici del vostro destino.
buon fine settimana
la lista è per i miei compagni che verranno alla mia festa!!!certo…se volete farmi qualche regalo…gradisco!
la vita senza equilibrio, una faccenda complicata, già: ma la paura possiamo tamponarla per un pò con una bella corsa sul lungomare 🙂
vengo anch’io! (no, tu no)
un abbraccio Max, buona corsa
L.
La ricerca di equilibrio segna il mio sentiero… come quello di parecchi altri…
Ci riusciremo o ogni passo muove in maniera irreparabile l’ago della bilancia da una parte all’altra senza sosta?
…….dai diamanti non nasce niente
dalla merda nascono i fiori….
cantava De Andrè
nina
domanda……………ma cosa significa concretamente la parola equilibrio? come si ottiene questa situazione?
io ho una mia convinzione in proposito
nina
un bacio da sud a max 🙂
looove
cri che nn è più nel monolocale…
Mesi fa scrissi un mio pensiero riguardo all’equilibrio:
“L’equilibrio non é una costante immutabile … ma un continuo divenire … una continua trasformazione di quello che c’é dentro.
Quindi forse non esiste … o forse esiste solo in alcuni momenti.”
Ogni volta che ci sembra di averlo raggiunto … eccoci davanti ad un’altra prova.
Forse il vero equilibrio é accettare di non poter star sempre in equilibrio.
Un bacio
Il mondo cambia in continuazione , certo in questi ultimi tempi è andato piu’ veloce ,e vivere con tutte queste problematiche non è facile , come non è facile crescere in un mondo che ti da tutto per scontato , la cosa importante è prendere cio’ che di buono questa società, un tantino consumistica ,ci da e scartare cio’ che ci potrebbe danneggiare . La cosa piu’ difficile è crescere i figli , ma proprio per questo motivo abbiamo l’obbligo di trovare stabilità emotiva ed equilibrio psichico . A me ha aiutato molto la psicoterapia .
Un abbraccio
Talpina
Io credo che abbiamo una grande possibilità, sempre e semplicemente…la possibilità di scegliere.
un abbraccio
sololu
“E ti hanno portato a barattare
i tuoi eroi con dei fantasmi?
Ceneri roventi per degli alberi?
Aria bollente con una fresca brezza?
Una magra consolazione per il cambiamento?
E hai scambiato una parte da comparsa in guerra
con un ruolo di comando in gabbia?”
(whish you were here-Pink Floyd)
L’equilibrio interiore prima ed applicato esteriormente poi……davvero arduo…..trovare punti fermi, valori incorruttibili……..troppe tentazioni, in particolare quella di fingersi appagati ignorando la propria spiritualità ed individualità per appartenere al “gruppo”….quale gruppo?
Non ha importanza….uno qualsiasi purchè sia un gruppo…..
Baci:)
Eppure.. questa vita senza equilibrio, è così ricca di stimoli e scoperte.. Forse troppo di corsa, troppo in fretta, eppure piena… Materiale, consumistia eppure spirituale ed introspettica. Capace di ogni abuso e di altrettanta cura…
Ciao Max, hai scritto un bel post, profondo e lucido.
Non è facile parlare di queste cose senza scadere nella banalità o nella demagogia.
La penso nello stesso tuo modo.
C’è stata una rivoluzione più veloce della nostra capacità di adattarci. E questo ha creato grande confusione, specie nei rapporti.
Serve l’equilibrio di cui parli tu, saper gestire senza perdersi, nei fili della rete ad esempio, e invece ritrovarsi, nell’essenza.
“Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non interno”, come dicevano bene da me: la mèta è dentro noi.
Ciao, cybilla
L’equilibrio mi sa che una di quelle paroline magiche di cui l’uomo si ciba per dare un senso alla sua vita, al suo vagabondare. Perchè l’equilibrio in quanto tale a mio avviso nn esiste, o meglio ne esistono tanti, tutti susseguenti, tutti come prodotto della nostra crescita e della nostra curiosità ; del nostro dolore e della nostra gioia; della capacità di amare e della necessità di prendere distacco.
Lo scappellotto cosmico arriverà, ne sono certa perchè l’uomo è troppo avido (senza equilibrio?) cerca di andare sempre più lontano non rispettando il suo presente e dimenticando il suo passato.
l’amore spesso lo rifuggiamo perchè qualche amore precedente ha messo in crisi il nostro “equilibrio” (ma lo era?) e quindi si ha una paura matta di soffrire nuovamente, si ha paura di quella ventola che a un certo punto si avvia in mezzo al petto e che rischia di mandare all’aria tutti i foglio di un equilibrio di solitudine (ma lo è?)
Ed allora? Non lo so. L’uomo ha smarrito il senso di se stesso, difficile da riacciuffare.
Ci vuole molta più fatica a costruire un edificio che a buttarlo giù!
Io sono molto interessata alla profezia, si. Quando ne parlerai?
Un bacio
…e il fiore di loto sboccia purissimo nel fango…:-)
bel post, max, suggerisce riflessioni profonde ed esprime concetti dettati dalla “consapevolezza”…
sai quale è una delle tante assurdità, che alla libera circolazione del denaro non corrisponde la libera mobilità degli uomini e la vita che si compra non è vita , ma merce. Difficile parlare di equilibri in queste condizioni
Stupendo il film Kooyanisqatsi (anche la colonna sonora) e bellissimo il tuo post, e com’è vero quello che dici a proposito del fastidio che si prova per le persone reali, di rapporti che vivono in un tempo troppo breve e poi si cerca altro… la chat… il surrogato di un dialogo che incespica e tartaglia, ma è infinitamente più caldo, umano, utile a crescere. La paura di guardarsi negli occhi. Sai quante volte ci penso.