Moi

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Ho deciso, lo faccio. Che poi è facile, me lo dicono tutti. Resta da vedere se quelli che me lo dicono, poi, lo fanno. Sì, loro mi dicono di farlo, e che è parecchio semplice. Per la verità solo alcuni dicono che è semplice; altri affermano il contrario. Ma è vero: loro mica lo fanno. Mai io sì, dai. Che è semplice.
Essere me stesso.
Sono quello simpatico che ti fa ridere a crepapelle, che incasella una battuta dopo l’altra in un crescendo esilarante, sino a toglierti il fiato. Sono geniale. Sì, lo so: tutti questi anni di teatro. Un po’ sciocco forse? A volte. Cioè, di tanto in tanto. Mica sempre, comunque. Anzi, raramente. Quasi mai.
Ma sono io, a parlarti, sono io che ti faccio ridere?
Non lo so. E poi tu, perché ridi?
No, lo so che sono io a farti ridere, questo l’ho capito, soltanto, mi interrogavo sul meccanismo che ti consente di ridere.
Mi domando spesso come sia possibile pensare e reagire in risposta ad un pensiero di altri. Ce l’hanno spiegato, sì. Però è strano pensare a quegli affari che chiamano sinapsi (a me sembra una cosa nasale, poi, non so perché) mentre si scambiano gli impulsi elettrici, credo, che io poi, non so come, trasformo in elaborati meccanismi linguistici pieni zeppi di rimandi e allegorie per spararteli addosso e che vanno a finire… Boh. Andranno a stimolare il sistema simpatico, probabilmente; altrimenti perché rideresti?
Sono impulsi elettrici, comunque, no? E io li trasformo in pensieri, sapori, orgasmi! …cazzo, non è che ne faccio poi tante, di quelle trasformazioni.
E insomma, ti faccio ridere ma non si tromba mai, mi viene da concludere.
Sì, ma non sono questo, io. Nella sostanza, io credo, esercito un’arte appresa. C’è qualcuno dentro di me che la sa fare, questa cosa di farti ridere. Basta che io mi lasci andare, per così dire, basta affondare sino a raggiungere questo tizio, mi spiego, oppure non so, può darsi che in realtà lo porti alla superficie, per indossarlo come un guanto, e lui si mette al lavoro. E’ bravo, non c’è che dire.
Ma non sono io. Forse è una parte di me. E allora, dov’è tutto il resto?
Lo sai, scrivevo così qualche anno fa, alla fine ho smesso: mi sembrava assurdo. Io poi ho degli accessi di negazione o cosa, e a periodi più o meno regolari distruggo tutto. La volta più grossa, ho fatto un falò sulla spiaggia e ho bruciato un monte di roba. Mi sembrava una cosa catartica. In realtà è stata una cazzata di alto spessore. Però poi l’ho fatto ancora. E quindi di come scrivevo in quel periodo è rimasto soltanto un racconto, se si può definire tale. Voglio fartelo leggere. Comunque scrivevo pressappoco così, come scrivo adesso.
Non lo so se lo pubblico, sai?
A leggere questa roba, mi fa stesso effetto di quei giorni: un po’ mi piace e un tantino mi sembra improponibile. Mah. Del resto, ne leggo tante di cazzate.
Comunque, questa faccenda delle sinapsi che si scambiano informazioni che poi noi percepiamo come stimoli sensoriali è una cosa simile al funzionamento del pc, vero? O viceversa, insomma, sì. Una ganzata.
Quindi, se il computer funziona elaborando liste di codici che vanno a formare un bel programma tosto, forse anche io ho dei programmi che vengono lanciati da un input imprecisato, o precisato, girando dentro di me ad informare i miei comportamenti.
Mi sembra di averla già sentita, questa cosa. E anche parecchie volte.
E allora io dove sono?
Non lo posso concepire, di essere solo un assemblato di codice macchina. Ci sono molti modi di guardare alla faccenda.
Possiamo dire, se vogliamo, che quegli impulsi sono vibrazioni ad un dato stadio di frequenza. In effetti la stessa materia altro non è se non energia che vibra. Lo sappiamo, quindi possiamo dirlo. E’ così, non è un concetto esoterico. E’ fisica. Anche se poi i maestri esoterici questo lo dicevano un qualcosa come seimila di anni fa. Tipo i Maestri Vedici. Spero che Vedici si scriva con la maiuscola.  Dicevano che la luce è anche vibrazione. Con un giro di discorsi che non ricordo, arrivavano ad affermare che quindi noi siamo composti di luce. Mi piace, questa cosa. La trovo pure verosimile. Siamo uno con l’Universo, sì. Composti della stessa sostanza. Il nostro corpo è formato da energia che vibra, e di questa possiamo percepirne soltanto uno spettro limitato, con i nostri sensi.
Infrarossi, ultravioletti.
In tutto questo mucchio di vibrazioni che non possiamo vedere o toccare, chissà quanta roba ci sta dentro. Mi hanno detto che abbiamo un corpo fisico, e sino a qui ho pensato: bella scoperta. Poi mi hanno parlato del corpo astrale, e io questo mica lo vedo. C’è chi ci viaggia pure, con questo corpo, o così afferma. Mica male. Io andrei subito a sbirciare nell’appartamento del terzo piano, a saperlo fare. Là sotto c’è una tizia che secondo me ha della bella biancheria intima. Un culo che è una bomba, questo è sicuro. Lei sì che mi farebbe vibrare. Sì, lo so, potrei solo guardare. Però forse, anche se non posso toccare lei, posso toccarmi io. Chi lo sa. Me ne sono fatte tante, potrei tentare di farmene una in astrale. Magari tocco il cielo con un dito.
Lo vedi, sono partito col dire che volevo essere me stesso, e ho finito per divagare. Lo faccio sempre. Ho la memoria a breve difettosa, credo. O magari sono i programmi che si avviano in background, a fregarmi. Ce ne sono tanti, di inutili. Si lanciano da soli, all’avvio di sistema, io non ho nessun controllo. Posso recriminare quanto ne ho voglia, come fanno tutti del resto, ma questa cosa per adesso non riesco a cambiarla. Ci sono poche persone che riescono a controllare i propri pensieri, piuttosto che venirne controllati.
Come questa cosa che ho appena scritto: io non lo so chi mi ha dettato queste parole.
Io volevo solo scrivere mille parole.
Così.
 

10 thoughts on “Moi

  1. Ti lascio un affettuosissimo augurio di Buon Natale. Spero che l’anno nuovo ti porti amore, serenità, salute e felicità e che tu possa coronare, almeno in parte, i tuoi sogni e le tue ambizioni

    Un bacio

    Meg

  2. Il post non l’ho letto, non faccio in tempo perchè ho molto sonno… :)))
    Però ti dico sulla fiducia che deve essere molto interessante… domani ti dirò la verità!!

    Buonanotte,
    Anna 🙂

  3. caro amico, ti lascio un affettuosissimo augurio di Buon Natale. Spero che l’anno nuovo ti porti amore, serenità, salute e felicità e che tu possa coronare, almeno in parte, i tuoi sogni e le tue ambizioni.

    Un bacio e un abbraccio

  4. Le sinapsi hanno sempre affascinato anche me… ahahah… mi faccio troppe domande, devo smetterla… si perchè se non la smetto comincio il delirio… forse è già cominciato… vabbè, un saluto

  5. Ciao Max!!
    Ne hai scritte davvero tante di parole…ma tutte con un preciso significato e un valore.
    Noi blogger sappiamo “giocare” bene con le parole, e siamo scrittori e funanboli, poeti e canzonieri.
    Un saluto e un augurio di Buon Natale

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