Babele

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…arriva un giorno in cui ogni narrazione appare parziale, ogni descrizione incompleta. Nasce un senso vago e un tiepido desiderio di ricominciare da qualche parte, non un nuovo mondo o una nuova vita ma partendo da dove si è giunti. E’ troppo faticoso ripercorrere le tappe intermedie che ci hanno condotto a questo nulla, non c’è neanche un reale desiderio di tornare al passato, a quei dolori ormai consumati che sarebbe necessario sperimentare di nuovo, sappiamo dove, e poi esaurire, sappiamo il perché, ancora una volta. Partire da qui, adesso, senza porsi una meta precisa perché non ci colga nel tragitto l’affanno di pensare di aver perso qualcosa, o mancato di attenzione agli incroci, sviato la strada quando si è fatto buio o di esserci svegliati troppo oltre l’alba.
Non voglio ricordare tutti i gesti stupidi che ho commesso, dai quali e non altri è nato ogni atomo di dolore che ho subito, gesti compiuti nell’ingenua adolescente arroganza, col sorriso di un tempo sconfinato ancora da vivere a stirare in un ghigno inconsapevole le labbra, e dopo, i gesti intermedi già rivelatori di rassegnazione e disperazione, lenti a scavare un tempo trascorso nel quale abbattersi privi di fiato.
Adesso i gesti, di oggi, nascono senza apparente motivo, la strada da prendere ad occhi chiusi, quando sembra non avere più un suo senso e un suo tempo provare a scegliere.
Nell’anima conservo ogni singolo fotogramma dei momenti nei quali ho deciso, stabilito, preferito, disinteressandomi delle conseguenze, che pure erano vive e palpitanti e persino mi gridavano nelle orecchie stai attento.
Non posso descrivere dove sono, non riesco a raccontare dove vado: sono il frutto di mille e mille atti compiuti nella certezza di stare nel giusto non avendo, è chiaro, la possibilità di sbagliare.
Adesso che la strada si fa stretta sono costretto a camminare stringendo le spalle, e prevedo che tra poco dovrò mettermi di profilo per passare tra due mura distanti la distanza di un capello.
Queste mura sono composte dai mattoni delle mie scelte. Migliaia, milioni.
Se c’è uno slargo, distante, io non lo vedo.

14 thoughts on “Babele

  1. Eh, avrei mille considerazioni da fare sulla convinzione di non sbagliare mai durante il cammino. Avrei da dire qualcosa anche sulla giustezza di procedere imperterriti, spavaldi e l’atterrente decisione di non muoversi per paura di sbagliare.
    Ma ogni percorso è unico perchè individuale, ed è insindacabile. Anche quando vedi la strada stringersi, stringersi, stringersi e inizi a nutrire dubbi furibondi sulla bontà delle scelte fatte.
    Un abbraccio.

  2. Voglio commentare le tue parole con una citazione:
    La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco, ma sempre se abbiamo fede, si aprirà una porta: forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi!
    A. J. Cronin

    Il resto, lo sai…
    una carezza

  3. Ammirare?
    A Livorno ci sono i picciono più bastardi della Toscana. Sono caduta due volte, e mi sono sbucciata le ginocchia.

    Quando me ne sono andata facevo il labbrino come una bimba dell’asilo. Proprio un gran bello spettacolo, si 😉

  4. Guarda bene Max… tra mille inganni fatti di mattoni c’è in fondo la Luce…se non si va a occhi fissi si vede anche dal tragitto, qua e la, un brillar…coraggio 😉

  5. “Dobbiamo soltanto seguire la nostra stella personale, affidarci alla voce che sentiamo dentro, nella parte più nascosta e inascoltata e negletta di noi stessi. Quella voce che ignoriamo di giorno e spegniamo la notte, come spegniamo la lampada vicino al letto.
    E forse nel momento in cui smetteremo di scegliere quello che crediamo sia “meglio” per noi, la vita ci verrà finalmente incontro.
    Io credo che la felicità consista nella capacità di amare, oltre ogni cosa.
    Oltre ogni pensiero, oltre ogni distanza.
    Oltre ogni scelta, per sentirsi veramente liberi.”
    Life Goes On
    :o*

  6. E cammino guardando in terra per evitare gli ultimi ostacoli, per non cadere inciampando nelle buche che ormai vedo anche in una strada asfaltata di seta.
    Tutto mi è chiaro, nulla nasconde segreti al mio sentirmi uomo adulto che ama guardare i palloncini volare nel cielo.
    E comprendo che nessuna attenzione potrà mai frenare quello che riesce a scatenare la forza soprannaturale del desiderare, l’energia che comprimo e dilato come una zampogna, senza avere più fiato.
    Non vedo, tutto è piatto, grigio, nero, incolore, in questo selciato di pensieri.
    E poi mi sento tirare la giacca.
    Mi volto. C’è un bimbetto sconosciuto che mi chiama con qualcosa in mano
    – Signore, per favore, mi gonfia il palloncino ?-

    come faccio a continuare i tuoi racconti se non li scrivi? 🙂

  7. una guida fondamentale degli anziani nella pratica è “DA ADESSO”. Ricomincio da adesso. Ci sei arrivato senza bisogno di guide. Però arriverà lo slargo, anzi tutta la strada si allargherà a dismisura se solo smetti di pensare che hai dei limiti. Ci sono esseri rinchiusi in piccole celle che sono veramente liberi, mentre altri che stanno fuori credono di essere liberi e non si accorgono di stare in uno spazio che li costringe a rannicchiarsi. Lo spazio è una dimensione interiore, come la libertà 🙂

  8. I commenti precedenti sono quasi tutti da quotare. Condivido. Aggiungerei però una cosa: è sempre meglio riportarsi al presente, guardando con lucidità la realtà e quello che ci prospetta. In questo modo ci si riappropria dell’energia che il rimuginare sul passato, come un buco nero, risucchia, e la si convoglierà nell’azione.
    Poi, lo sai, tra il dire e il fare…
    Come stai, Max?

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