Sullo scaffale dei giorni

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                                                   Couarraze – Livres pierre

Trascolora il sole poco sopra la linea dell’orizzonte, nell’ultimo quarto sembra crescere la sua fretta di scaldare altre terre, svegliare altri occhi; con l’estremo guizzo di luce mi invia un saluto di mano, o di lingua.
Si ammassano nubi a coprire la morte di questo ennesimo giorno, ma nella trasparenza di acqua quasi solida posso intuirne il colore. Devo valutare con attenzione, per capire su quale ripiano porlo, e quali tag inserire nella sfera dei ricordi.
E’ un giorno grigio, un giorno di stanchezza.
Le sfumature sono importanti, quando si tratta di archiviare un giorno che sembra qualunque, ma che qualunque non è.
Posseggo molti scaffali pieni di giorni grigi, resi ancor più opachi dalla polvere che si addensa in strati abbastanza spessi da creare solide armature.
Sono tentato, ancora una volta, di costruire alte barriere a spezzare le voci che mi giungono da fuori. Ma non lo farò. Ho udito frasi risalire la corrente, cercando un precario equilibrio nello svolgere argomenti inconsistenti, pretestuosi e arroganti. Vorrei dire: non cercare la pagliuzza negli occhi del vicino, ma quello, l’hanno crocifisso. Sarà risorto, poi? Lo spero per lui, sai che scazzo se fosse stata tutta una finta.
Non ho voglia di farmi carico di pesi che non sono miei, anche se mi spari in faccia la tua voce, ognuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni.
Ho visto formichine operose, inconsapevoli di essere formichine, battersi a difendere il proprio orticello di convinzioni autoindotte, ergendosi potenti con strali e vessazioni per inveire e giudicare, dall’alto di una cattedra fatta di aria, inconsistente e volatile quanto le pretese di verità che autonomamente si attribuiscono.
Che palle, quanti click ci vogliono, nella testa e nel counter, per sentirsi importanti?
Ma sono cose che non mi riguardano, voci gettate contro altre voci, alcune più forti e nervose, altre più deboli e stupite; le ho viste, oggi, le ho viste, ieri.
Io passo con aria disattenta, soltanto osservando, e mi domando quali volti si celano dietro quelle maschere, quali lupi sotto pelli di agnello e quanti agnelli da sacrificare per un pugno di bit. Come se importasse a qualcuno.
Ma forse a qualcuno importa, davvero, forse a coloro che si ergono a difendere piccole posizioni, nella speranza di guadagnarci, un giorno, una manciata di potta, una botta di vita, un qualcosa che faccia sentire parte attiva di un qualcos’altro, che cazzo sia non importa, quel che conta è prendere una posizione, e cercare poi di trarne vantaggio.
Anche se in fondo siamo tutti ignoti dietro uno schermo e sono pochi coloro che si mostrano davvero, in un modo che non sia la sterile ripetizione dei medesimi argomenti.
Ma oggi non è stato un giorno qualunque: oggi è un giorno nel quale si decide la partenza, un giorno al termine del quale ho udito la voce vera, quella che conta davvero, la voce alla quale porgere la buonanotte, serena notte, sia pure nel tormento e nella disperazione che ho sentito tremarle dentro.
Una voce alla quale auguro un lungo Cammino, augurandomi a mia volta di poterne condividere una parte.
Quella voce ha riscattato un giorno inutile e triste, la mia speranza è di averle strappato almeno un sorriso.
A te, buonanotte.

6 thoughts on “Sullo scaffale dei giorni

  1. C’è un misto di emozioni che si avvicendano percorrendo il giorno che ci lasciamo alle spalle, ove il grigio è spezzato dalla capacità di donarsi per far germogliare un sorriso, una speranza, una luce a chi sentiamo veri nel cuore.
    Una riflessione grande scaturisce da queste tue parole.
    La partenza è tracciata un cammino da percorrere con il cuore in mano e l’anima pura, il resto non conta sono attimi che passano nel frastuono rumoroso della vita.
    …E rimango un po’ rannicchiata su queste note, rileggo le parole e osservo l’immagine, nulla capita mai a caso, tutto ha sempre un senso ben preciso.
    Una carezza, a Te Buonanotte…

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