IncognitoUno

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Avevo voglia di venire fuori a scrivere qualcosa, che ogni tanto mi viene questa cosa di farmi vivo col coglione, qui, che non mi piace che si dimentica di me. Lui mi mette sempre in un cantuccio, che sembra che ignorarmi è il suo sport preferito. Io me ne sbatto altamente, che poi faccio sempre quello che mi pare.
Lui è seduto di fronte alla finestra, guarda il cielo con quella faccia da poeta che ogni tanto caccia fuori, e ha messo su una musica del cazzo tipo new age, una stronzata  di quelle che ti fanno venire in mente i boschi e così, piena di quei gridolini di donna che pare la stiano castrando, se solo c’avesse le palle.
E’ un coglione, questo qui, uno scacato; l’unica cosa positiva della giornata è che ha appena acceso una canna. Roba standard di Livorno, comunque, il che sta a dire che è una merda che vale poco, il massimo che puoi trovare, qui; roba da discount.
Io ne approfitto e sguscio fuori, fratello, sì, vengo a sgranchirmi un po’ le gambe; ti rompe?
Mi stendo un po’ al sole, faccio due tiri con l’amico; scacazzo qualche menata e poi mi ritiro nei miei domini, che poi sono un buco nero e neanche tanto comodo dentro la testa dell’amico, qui.
Stavo giusto pensando a quella conversazione che per caso ho sentito l’altra sera tra l’amico e la Cyrana. No, non andare a cercare nei post, mica ce la trovi; era una conversazione privata.
Non ricordo come ci erano arrivati, ma parlavano di quelle protesi che ti infilano nel cazzo quando sei troppo spompato per riuscire a indurirtelo da solo. La Cyrana sosteneva che erano telecomandate, una roba tipo elettronica, che mi faceva morire dal ridere di immaginarmi il telecomando del cazzo, come quello della tele; che poi se li confondi corri il rischio di vederti Maurizio Costanzo proiettato direttamente sulla cappella. Mica roba da ridere.
Anche l’amico, qui, si sbrindellava dalle risate, e sparava smenate su telecomandi del garage di sotto che te lo smosciano a tradimento mentre stai lì a pigiarci di brutto. Che poi vallo a ritrovare il telecomando, in quei momenti, perso nelle pieghe dei lenzuoli, con lei che sbuffa di brutto e tu che pensi Ora mi manda a cacare. Se poi lo trovi e te lo spari felice, c’è il rischio che lo stronzo sotto, che ha posteggiato la macchina nel suo merdoso garage, per chiudere la saracinesca te lo ributta giù.
E allora sono storie, fratello, ci sbarelli di brutto in una cosa come questa.
Ma non sono mica elettroniche, ‘ste cose, sarebbe troppo una roba tipo da Star Trek, col Capitano Kirk che si spara la sua bella dose di energia, per dare il fatto suo alla pupputa vulcaniana; in overdrive. Là, dove nessuno ha mai osato andare.
No, fratello, queste protesi sono robe in silicone dicono semirigido, due stecche che ti piazzano nell’uccello. Poi c’è un serbatoio di liquido che ti snanfano nell’addome e una pompetta infilata nello scroto, per spremere il liquido nelle stecche di silicone.
Una roba mica da poco, dico io; che già è una menata quando vai al mare e devi gonfiarti il canotto con quella cazzo di pompa che esce sempre fuori dal buco. Figurati che stai a letto a slinguarti con la tipa tutta presa nei preliminari e intanto aspetti il momento buono che chiude gli occhi, per spararti il pompaggio, spremendo forte con due dita sulle palle.
Magari ti viene duro come pochi, ma tutto sommato non mi pare che sia roba da infilarsi addosso, quella. Ne inventano di cose, oggi, che un po’ ti fanno rabbrividire, diciamocelo.
Lo so, dai, non te ne frega un cazzo, e l’amico, qui, sta cominciando a smenarsi tipo serpente che si stira al sole; forse si è accorto di me e inizia a stare inquieto.
Infatti eccolo che si alza; è l’ora di andare, fratello.
Però tu pensaci, a questa cosa delle protesi; come dice la Cyrana, sono dispositivi anticorna.
 

19 thoughts on “IncognitoUno

  1. ahahahahahahahah! mi mancava un po’ il…”fratello” del mascalzone (insomma la versione edulcorata, niente male!).
    davvero ho detto che sono dispositivi anticorna? non lo ricordavo, ma in effetti… però ti sei scordato dell’altro effetto collaterale: quello dell’erezione “inopportuna” azionata da un telecomando di antifurto o televisivo (magari in spiaggia, ben visibile….:-)
    mi è piaciuto il post: spassosissimo e un po’ goliardico, con misura 🙂

  2. … non dovrei meravigliarmi più di niente ma… come è possibile?!?!?
    Come di può pensare un congegno siffatto e che, tra l’altro, funzioni a dovere? :))) La preoccupazione del commento n.5 è anche la mia!!
    Troppo divertente questo post!
    Un salutone :))
    Anna 🙂

  3. grande Max, troppo divertente :))

    sul tuo ultimo commento da me, ho poco da dire, rischierei solo di deturparlo: è meraviglioso, soprattutto per la definizione

    “Mi evoca un qualcosa che non so definire, come un angolo oscuro del passato. Questa musica ti dice che qualcosa è successo, bisogna vedere se poi hai il coraggio di andare a vedere cosa…”

    troppo vera, troppo azzeccata
    hai concretizzato in parole ciò che ho sempre saputo e pensato dentro di me

    un grande abbraccio, notte carissimo
    L.

  4. comunque c’è anche un lato positivo oltre a quello negativodello scoppiare.se si rompe si crea uno tsumani di brandelli di carne e sangue e sperma davvero raccapricciante,quello positivo invece se ti rimane duro a vita,ci sarebbero miliardi di donne pronte a darti vitto e alloggio,una vita futura non male.scherzi a parte le invenzioni dell’umanità rasentano l’inverosimile,mi sembra che ci fossero anche le tette da gonfiare con la pompetta sotto le ascelle.

  5. si ha paura di ciò che non conosciamo, dell’ignoto e delle incertezze del domani, ma dici bene comunque la vita è un rischio anche quando decidi di non rischiare, stai già rischiando qualcosa.

    un sorriso… malizioso!

  6. E’ il malandrino che parla, mi hai fatto sorridere.. ed in un pomeriggio di metà settimana, mentre in ufficio ho a che fare con clienti e colleghi, è quanto di meglio avrei potuto chiedere…

  7. Ah beh!
    Ehheheh, ma insomma si spera, anzi sperate di non averne bisogno. Mi pare almeno almeno… scomodo.

    Come stanno le tue orecchie? Però con una voce come quella di Tanita ne valeva la pena, no?

    L’ho cambiata però, abbassa le cuffie poi vieni se vuoi anche se io non ci sarò per qualche giorno.

    Baci

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