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Mi sento una pipa, ma non lo sono. Mi accendo dentro, però nessuno mi succhia. Il fuoco si consuma inavvertito da chi sta fuori, solo io lo sento macerare le pareti di legno di quella pipa che non sono.
Nella luce del pieno sole non puoi vedere la scintilla che arde nel braciere, ma forse con uno sguardo di traverso, insolito e negligente verso le apparenze, uno di quelli che forano le barricate, potresti scoprire il leggero anello di fumo che timido si affaccia e presto si disperde nell’aria. Non lo vedi soltanto perché mi guardi sempre dalla stessa prospettiva, quella che ti hanno insegnato, quella che hai scelto come appostamento per osservare il mondo.
Mi guardi e ti sembra che io stia camminando per strada, mentre in realtà migliaia di piccoli me sono sospesi a galleggiare nel cielo, come se fossi spezzato in tante piccole figure e sparato intorno da una centrifuga impazzita. Da quel molteplice punto di vista, io ogni angolo di strada osservo, ogni finestra semichiusa o aperta indago, in cerca della vita. Se non la vita, piuttosto che niente, la meno grottesca delle sue riproduzioni.
Però in fondo cerco solo la meraviglia.
Ho dipinto la tua figura in ologramma su uno spazio vuoto, sostenendo ogni molecola di colore con l’immaginazione disperata, senza riuscire però a completare le mani. Almeno quelle, avrei dovuto prima vederle. Ovunque guardo, trovo mani nascoste dal movimento che sottolinea l’espressione di banalità, di luoghi comuni, dei pensieri formulati al solo scopo di portare fuori strada. Mani che non stanno mai ferme.
Fuori dalla mia finestra, migliaia di sguardi si appuntano a cercare una realtà che non esiste, mentre intorno a me il paesaggio si spezza e rovina in frantumi, lasciando a ricordo una copia di se stesso.
Le parole cadono come pietre e si accumulano a formare strutture di dubbia forma, monumenti alla speranza che sotto vi è rimasta sepolta.
Io mi siedo, prendo in mano colori e pennelli e guardandomi intorno capisco che posso dipingere soltanto le probabilità.
Le nuvole si fanno pesanti come macigni sospesi a mezz’aria, io mi infilo la maschera e raccolgo un fiore che non ti donerò, perché anche se il cielo in alto appare luminoso, le strade intorno a casa mia restano al buio.
Ho costruito un palazzo dentro una stanza, ho messo un uovo in gabbia aspettando che maturi in un falco, ho posto un leone a guardia delle mie fragili ali, ho spedito vele fatte di mare a navigare nel cielo fatto di nubi, ma guardandomi allo specchio non riesco a vedere altro che il retro di me stesso.
Mi pongo di spalle e guardo la notte. Se la luna calasse anche solo di poco, taglierebbe in due il mio cappello.
Mentre ho voglia di scalare montagne dalla testa d’aquila, forare porte di slancio lasciando una sagoma a mia somiglianza, mi ferisco le mani cercando di sbrecciare la corteccia che nasconde la realtà, e assaporo i nostri baci di stoffa.
Ma io cerco solo la meraviglia, lo stupore di uno sguardo che solleva il velo teso a nascondere il cielo, un castello incastrato nella montagna sospesa sul panorama, un fiore che riesce a riempire una stanza intera.
Mi appoggio ad una parete e aspetto, come un quadro di Magritte, che qualcuno mi guardi, liberando per me la meraviglia.

Quando la prosa si trasforma in poesia.
Un post surrealista, così come lo è Magritte, che racconta – a mio modesto avviso – egregiamente di te, di quel che è il tuo cammino alla scoperta ( e ricerca) della meraviglia come rappresentazione del sogno. Del sogno della propria vita; sogni che continuano a vivere indipendentemente dalla strada che si percorre. Anzi danno forza a questa.
Una sperimentazione di scrittura molto bella Max. Molto.
Magritte è meraviglia.. queste parole sono meraviglia.
uno sguardo insolito e negligente è quello che serve. solo così ci si avvicina veramente all’essenza delle cose.
nina
se non si conoscesse magritte lo si potrebbe immaginare tutto da queste tue parole. dire che è bellissimo suona banale. quindi non lo dirò anche se lo sai. tante, troppe cose condivido di questo tuo sentire…
ali
Pochi minuti per leggerti…e si rimane sospesi a mezz’aria…nel magico…
c’è chi smette di cercare la meraviglia, chi si accontenta della mediocrità. è così triste non cercare più la meraviglia. la meraviglia ti colpisce ti avvolge ti seduce quando meno te lo aspetti. ciao.
kiss
Qui c’é della genialità :o) Si si.
Molto molto molto bello. :o*
Cercare la meraviglia… In pochi lo fanno ancora, molti hanno scordato come si fa e tanti non lo hanno mai saputo…
Dire che scrivi benissimo è riduttivo, sei fantastico.
Ciao
Dolcezza mista a malinconia. E’ un post bellissimo.
[…]
.
ho letto e ho guardato e si è liberata la meraviglia…..poi prendo l’ombra del veliero e salpo…… non so resistere ai velieri.
Dice bene Anne.
Ti ho guardato e liberato la meraviglia… 😉
ti ho scimmiottato :-)))