Gente

Benvenuti in piazza della Repubblica. A causa del forte vento, non ci sono molte persone in giro. La città ha beneficiato di alcune splendide giornate, calde e soleggiate, sicuramente qualcuno ne avrà approfittato per gli ultimi bagni di sole, e alcuni irriducibili avranno azzardato un tuffo in mare, ma adesso i primi freddi stanno spingendo le persone a casa.
Attilio è da poco transitato con la sua bicicletta, tagliando la piazza in diagonale. Si è infilato in via Garibaldi, diretto a casa, però non ha mancato di catturare gli ultimi scampoli di colore della giornata.

Claudia, a cavallo della bicicletta carica di pacchi e pacchetti, segue inconsapevolmente le tracce di Attilio. Pensa di aver sbagliato a mettere il piumino: la lunga pedalata l’ha scaldata e adesso non vede l’ora di arrivare a casa per toglierlo. Ha molta fretta: deve ancora preparare la cena di compleanno per il marito. I suoi piatti preferiti. La decisione di trascorrere l’evento in casa, soltanto loro due, la rende felice. Lo ha visto molto distratto, negli ultimi mesi, quasi assente, e questo la preoccupa. Ha preparato una serie di piccoli regali, delle sciocchezze, ma uno più carino dell’altro. Il regalo vero, lo tiene in serbo per il dopo. Ha scelto con cura un completino di biancheria intima col quale spera di stuzzicare fantasie ultimamente cadute in disuso. L’ha scelto di colore giallo, una follia, ma si sposa bene con quel che resta dell’abbronzatura. Purtroppo rimarrà delusa: la causa della disattenzione del marito è dotata di capelli rosso fuoco, e proprio in quello stesso momento lo sta inchiodando sul divano, del tutto decisa a spedirlo dalla moglie con il suo regalo spalmato su tutto il corpo. Una volta a casa, non avrà le forze per apprezzare in modo adeguato il completino di Claudia. Del resto, non è più un ragazzo. A una certa età, c’è anche bisogno di riposo.

Antonella maledice i tacchi alti, l’asfalto granuloso della piazza, il vento freddo e quel malaugurato telefonino che non smette mai di squillare, costringendola a sedute estenuanti di psicoterapia applicata. Il suo animo gentile, si potrebbe dire caritatevole all’estremo, le impedisce di ignorare gli squilli disperati inviati dal suo ex-fidanzato, che non si rassegna alla naturale dipartita del loro rapporto sentimentale. A quel pensiero sorride amaramente: di sentimento ne vedeva ben poco, quando lui la gettava sul letto in malo modo, tirandola e sbattendola da tutte le parti, convinto che a lei piacessero i modi rudi. Di certo non le piaceva trovarsi addosso tutti quei lividi. Adesso lui la mette sul tragico mieloso, la chiama gattina, dichiara perentorio un amore caratterizzato da tratti poetici e voli pindarici, però Antonella ormai lo conosce troppo bene. Lei avrà pure un animo gentile, e come no, ma quando si tratta di stringere il discorso trova una fermezza invidiabile. Non si farà fregare di nuovo. Non adesso che ha scoperto la piacevole intimità e comodità del suo appartamento liberato da quell’energumeno. Non più mutande sporche buttate in un angolo del bagno, e lattine di birra accartocciate e lasciate sul tavolo di cucina. Come se i cestini per la spazzatura e quelli per la biancheria da lavare non esistessero. Continua a camminare, il telefonino incollato all’orecchio, poi si rende conto che non sta ascoltando quella voce lamentosa e poco credibile. Sta pensando ai fatti suoi. Prima o poi lo capirà, pensa, interrompendo la comunicazione senza neanche una parola di saluto.

La piazza pian piano si va svuotando. Ennio la attraversa lentamente: deve solo ammazzare il tempo in attesa dell’ora di cena. Ha un appuntamento con gli amici in una piccola trattoria, in piazza Roma. E’ abbastanza lontana, ma il tempo per raggiungerla a piedi non gli manca. La voglia di andarci invece sì. Conosce a memoria l’andamento delle sere trascorse con gli amici. Gli argomenti sono pochi e inevitabili. L’orizzonte limitato da battute sguaiate sparate a voce alta. Lo scambio di idee ridimensionato in occasionali spintoni e lanci di mollica appallottolata. Bottiglie di vino svuotate in un lampo. Ma non c’è molto altro da fare. L’alternativa è lo spazio vuoto della piccola soffitta dove abita. La televisione accesa soltanto per mascherare e nascondere il silenzio. Ore spese in solitaria navigazione nel mare interno di Facebook, dove le immagini dei profili da sempre gli sembrano più adatte a una lapide che alla socializzazione. Interazioni di facile soluzione: mi piace il gruppo di quel tizio che incolla frasi fatte sotto il muso di teneri gattini, ventimila preferenze. Alla faccia del cazzo. Un vero Guru. La tipa fornita di un culo monumentale sembra abiti sulla spiaggia del Calambrone: sul suo profilo ci sono soltanto foto in costume da bagno. Nel tempo si è dimostrata irraggiungibile, per quanti link inviati con spirito romantico, e me gusta, e garbati apprezzamenti nei confronti degli insulsi copia-incolla, non lo ha mai degnato di uno sguardo. Forse dovrebbe cambiare la foto in cui sembra un condannato alla Cayenna. Ma il suo Portfolio è limitato. Svogliato e disperato, a tarda notte si immerge nell’esplorazione della galassia sterminata dei siti porno. Ma la tensione erotica da tempo si è come assopita, stordita dall’eccesso di stimoli. Donne troppo belle, disposte ad eccessi impensabili. Le immagini pian piano diventano irreali. Alla fine si butta sul letto, gli occhi gonfi, cercando di non pensare a quanto tempo ha sprecato. E dire che il computer lo aveva comprato per scrivere un romanzo. Nel riquadro del lucernario incastonato al soffitto, dentro un cielo buio e povero di stelle, una piccola falce di luna galleggia luminosa, e gli sorride, inconsapevole.

Il luogo


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Una risposta

  1. Antonio ha detto:

    Sogni e bisogni, persone che cercano il rapporto con la persona amata,
    amori finiti, apatia nel vivere quotidiano con gli amici e col mondo, brevi racconti nei quali i rapporti interpersonali fanno trasparire una infinita solitudine. Bene Mario io continuo a seguirti interessato e curioso. Ciao

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