
Sarka è la storia di un amore che sboccia nel variegato metamondo di internet per arrivare poi a invadere il mondo reale, e come tutti gli scritti nati da una felice intuizione offre una rosa di possibili chiavi di lettura, dalle quali è inevitabile trarre spunti di riflessione.
Quindi ci sarà chi, tenacemente ancorato alla solida realtà della routine quotidiana, potrà trovare conferma del potenziale pericolo insito nel frequentare i cosiddetti mondi virtuali – in questo caso Second Life, luogo da cui il romanzo prende avvio, pericolo sbandierato e sottolineato da sagaci opinionisti spesso privi della necessaria e diretta esperienza personale.
Altri si riconosceranno nella condizione emotiva di Marco, il protagonista della vicenda: un uomo sulla soglia dei cinquant’anni, ormai abbandonato dai propri sogni, angosciato dallo scorrere inesorabile del tempo, abituato a tenere il conto degli anni in maniera arzigogolata e simpatica, ma in qualche modo alienante.
E in molti, come il sottoscritto, vedranno concretizzarsi la dimostrazione di una verità indiscutibile, ignorata dai sagaci opinionisti: non ci si può nascondere dietro un Avatar. …
Ethan Hawke – Mercoledì delle ceneri
Può capitare a volte la felice condizione che vi troviate tra le mani un libro capace di catturarvi per trascinarvi con sé, ovunque voglia portarvi. Accade con sempre minore frequenza, ma ogni tanto fate la scoperta che questo è un evento possibile. Vi riconciliate con la speranza che la narrativa abbia ancora qualcosa da offrire, basta cercare bene.
Magari in fondo si tratta di una piccola storia, che a raccontarne la trama si rischia di allontanare il potenziale lettore: pochi giorni di vita di una giovane coppia alle prese con problemi più grandi di loro, raccontati attraverso le voci narranti dei due protagonisti che si alternano capitolo per capitolo.
Avete comprato il libro dibattendovi tra la preoccupazione di gettare via il vostro denaro e la curiosità di vedere come se l’è cavata l’autore, che conoscete bene, almeno di faccia. …
Fëdor Dostoevskij: Memorie dal sottosuolo
A quel tempo non avevo che ventiquattro anni. E già allora la mia vita era tetra, disordinata e solitaria fino alla selvatichezza. Non frequentavo nessuno, evitavo persino di parlare con la gente e mi rannicchiavo sempre di più nel mio cantuccio. In ufficio, alla cancelleria, cercavo addirittura di non guardare nessuno, e m’accorgevo benissimo che i miei colleghi non solo mi consideravano un bislacco, ma – avevo sempre anche questa sensazione – parevano quasi osservarmi con una specie di ripugnanza. E mi veniva questo pensiero: ma com’è che nessun altro all’infuori di me ha la sensazione che lo si stia osservando con ripugnanza? Uno dei nostri impiegati aveva una faccia repellente, butteratissima, fin quasi brigantesca. …
Aleksandr Solgenitsin: Una giornata di Ivan Denissovic
Al cane bastonato basta fargli vedere il bastone. Il freddo è cattivo ma il caposquadra lo è ancora di più. E i ragazzi sono tornati al posto di lavoro.
Intanto Sciuchov sente che il caposquadra dice sottovoce a Pavlo:
“Tu resta qui e tieni duro. Io vado a sistemare la percentuale.”
Tutto dipende più dalla percentuale che dal lavoro in sé. Un caposquadra che sia in gamba si batte per la percentuale. E’ quella che ci dà da mangiare. Lui deve saper dimostrare che è stato fatto ciò che non è, deve girar le cose in modo che quello che ti dovrebbero pagar male ti sia pagato di più. E per far questo il caposquadra deve avere i coglioni duri. E poi c’è l’accordo con quelli della ‘norma’. Anche a loro devi mollare qualcosa. …
Bad Behavior has blocked 256 access attempts in the last 7 days.
Buon Natale, carissimo!
Great articles & Nice a site
You are soooo talented in writing. God is really using you in tremendous ways. You are doing a excellent job! This was an incredible weblog!