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| 16 gennaio 2012 | 224 Letture | 0 Commenti

Al vuoto incessante scorrere del tempo non trovo soluzioni che non abbiano il sapore di un’autopunizione. Dovunque spazia il mio sguardo il mondo degli oggetti mi appare dominato da una vibrante volontà di autodistruzione. Non è il solito mutare delle cose nel passaggio obbligato che conduce ad altre forme, nella lenta e dolce trasformazione da oggetto solido a polvere spazzata via dal vento, con tutti i gradi di invecchiamento e deterioramento e definitiva scomparsa collocati nel giusto ordine, no, l’universo chiede a gran voce una catastrofe improvvisa e immediata; risolutiva.

 

 


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